Dion Waiters non ascolta l’inno per motivi religiosi, scoppia la bufera?

di Matteo Totolo, @matteototolo
USA Today

Mercoledì sera, appena prima dell’inizio della gara a Salt Lake city contro i Jazz, la sua assenza dalla panchina dei Cavs non era passata inosservata, oggi arrivano le prime conferme, dal diretto interessato. Dion Waiters ha dichirato al giornalista Chris Haynes di una emittente dell’Ohio che la sua permanenza negli spogliatoi è stata dovuta a motivi religiosi, essendo musulmano praticante da anni. Tuttavia nella partita di stanotte contro i Nuggets, Waiters ha regolarmente presenziato alla cerminonia dell’inno nazionale statunitense, pur non partendo nemmeno questa volta nello startng five. La guardia Cavaliers, che contro i Jazz ha realizzato solamente 5 punti in 13 minuti uscendo dalla panchina, ha perso il posto in quintetto a favore di Shawn Marion nelle ultime due gare.

Il caso ricalca quello di Mahomoud Abdul-Rauf (al secolo Chris Jackson), stella dei Denver Nuggets negli anni ’90, che nel 1996, all’apice della sua carriera, rifiutò di ascoltare lo Star-Spangled Banner per gli stessi motivi di Waiters, ma che all’epoca gli costò una giornata di squalifica, sancita dall’allora Commissioner David Stern. Il caso Abdul-Rauf fece molto scalpore all’epoca e stroncò la carriera della guardia di religione musulmana, con le franchigie che non lo vedevano più di buon occhio. Ora i tempi sono diversi e Adam Silver potrebbe anche decidere di mettere una pietra sopra a questo episodio, che non ha avuto la stessa rilevanza mediatica del suo predecente.

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