Draymond Green: la leadership e il cuore di questi Golden State Warriors

Draymond Green: la leadership e il cuore di questi Golden State Warriors

Spesso viene sottovalutato, ma Draymond Green recita un ruolo indispensabile in questi Golden State Warriors.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

“GOAT of Defense? YES.”

“Sono Il miglior difensore di tutti i tempi? SI.” (Draymond Green)

Dichiarazione di un ragazzo pieno di sé?  Probabilmente sì.

Ma anche di un ragazzo umile.

Com’è possibile essere umile e superbo allo stesso tempo? La risposta ha un nome e un cognome: Draymond Green.

Umiltà. Si, Draymond è un giocatore umile, un giocatore che sa che per avere il ruolo che si è conquistato in questi Warriors, doveva e deve continuare a lavorare tantissimo.

Superbia? Si, anche quella è una dote di Draymond. Una dote “a comando”, una dote spesso sfruttata per innervosire avversari e qualsiasi cosa si metta di fronte al suo obbiettivo, vincere.

Il suo ruolo? Leader di questi Golden State Warriors che stanotte giocheranno la loro quinta finale NBA consecutiva.

Nessuno ha le caratteristiche di Draymond Green in questi Golden State Warriors e in una squadra di superstar come Steph Curry e Kevin Durant, sono caratteristiche indispensabili per portare a casa vittorie, serie playoffs e titoli NBA.

Draymond Green non sarebbe così importante in un sistema differente da quello dei Warriors. Ma gli stessi Warriors non sarebbero una delle squadre più vincenti della storia senza di lui. Un giocatore necessario in una squadra piena di talento e campioni.

Nella serie contro i Portland Trail Blazers, Draymond si è esaltato, ha preso in mano la squadra e ha aiutato uno Stephen Curry stellare, il tutto senza Kevin Durant.

GARA 1: 12 Punti, 10 Rimbalzi, 5 Assist, 3 Stoppate e 2 Rubate.

GARA 2: 16 Punti, 10 Rimbalzi, 7 Assist e 5 Stoppate.

GARA 3: 20 Punti, 13 Rimbalzi, 12 Assist e 4 Rubate.

GARA 4: 18 Punti, 14 Rimbalzi, 11 Assist, 2 Stoppate e 2 Rubate.

Queste sono le cifre fatta registrare da Green nel 4-0 con cui i Warriors hanno spento ogni sogno di gloria dei Blazers.

Draymond Green è il cuore di questi Golden State Warriors.

Dal punto di vista caratteriale, è un leader assoluto, uno a cui non manca mai il trash talking (anche troppo a volte) ma soprattutto un giocatore a cui non manca mai una parola di sostegno ai compagni e un consiglio tattico.

Si, la maestria tattica di Green è il vero segreto di questi Warriors.

In difesa è un vero e proprio clinic su come difendere. In grado di tenere l’1 vs 1 contro qualsiasi ruolo, un maestro dell’aiuto senza commettere fallo con le braccia verticali, stoppate e rubate. C’è di tutto nel repertorio.

Avere Draymond Green vicino ad Andre Iguodala, rende Golden State una difesa durissima per tutti.

Iguodala è tra i migliori, se non il migliore, difensore 1 vs 1 della lega, chiedere a James Harden e Damian Lillard per esempio. Nei momenti più importanti i Warriors hanno sempre giocato con Green da 5, a maggior ragione ora con Cousins fuori per infortunio (tornerà in queste Finals?) avendo sempre l’opportunità di poter cambiare contro chiunque e di poter affrontare diversi accoppiamenti difensivi.

Draymond Green è un carattere importante, un carattere sopra le righe che rischia di far saltare uno spogliatoio vincente. Bravo lui e soprattutto il management dei Warriors, con Steve Kerr in prima persona, a capire che gli eccessi, ad un certo punto, non erano più consentiti.

Anche lo stesso LeBron James, più volte protagonista di episodi controversi con lo stesso Draymond Green, ha ammesso di rispettare molto l’ala dei Warriors.

Si parla tanto di Stephen Curry, Kevin Durant o Klay Thompson, ma se i Golden State Warriors sono questi Golden State Warriors, lo devono anche a chi a fa il lavoro sporco e a chi si applica in difesa.

Per questo lo stesso Andre Iguodala è una pedina importantissima dello scacchiere tattico di Steve Kerr, ma Draymond Green lo è ancora di più. Non meriterà un contratto al massimo salariale, ma la sua presenza in campo è più indispensabile di quanto punti, rimbalzi, assist o qualsiasi altra statistica dica. La sua leadership è necessaria in una squadra che già possiede talenti cristallini come Curry e Durant ed è una leadership indispensabile per arrivare a legarsi anelli al dito.

Forse quest’anno, è il vero ultimo ballo dei Golden State Warriors.

Draymond Green e compagni non vogliono pensare al futuro, perché la storia lì attende da stanotte e la storia è a sole 4 vittorie di distanza.

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