[ESCLUSIVA] Draft NBA 2018: le parole dei protagonisti ai nostri microfoni

[ESCLUSIVA] Draft NBA 2018: le parole dei protagonisti ai nostri microfoni

Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con alcuni dei principali giocatori scelti ieri notte, vi raccontiamo le loro parole più significative.

di Raffaele Guerini

Abbiamo avuto l’opportunità, assieme ad altri giornalisti di vari paesi, di sentire a caldo le sensazioni dei futuri rookie. Per come si presentano ai nostri microfoni, non sembra che questi giocatori siano appena stati selezionati per giocare nel campionato di basket più famoso della terra: molto eleganti, chi più tranquillo, chi più eccitato degli altri. Tutti hanno in comune qualcosa però: sono determinati, vogliono fare del loro meglio per essere ricordati come vincenti e per far innamorare il proprio pubblico (e i propri allenatori, che sono poi quelli che decidono quando metterli in campo). Davanti ai noi, si sono presentati molto cordiali e disponibili: alcuni di loro non hanno nemmeno 20 anni compiuti, sono molto giovani ma non si hanno dubbi guardando nei loro occhi. Hanno fatto tanti sacrifici per essere dove sono ora, si sono allenati duramente per anni e non hanno intenzione di fermarsi proprio adesso. Ecco come hanno risposto alle nostre domande:

DeAndre Ayton, #1 ai Phoenix Suns:

Che impatto avrai sull’NBA? Lavorerò molto duramente. La mia etica del lavoro parla per me, non sono uno che pensa di avere già tutto. Bisogna mostrare rispetto per gli altri giocatori, per chi è nella Lega da più tempo, e imparare da loro. Mostra di saper ascoltare e impegnarti, il successo arriverà.

Come ti troverai a giocare con Devin Booker? Devin ha già molta esperienza, conosce il gioco: giocare con lui sarà divertente, ci troveremo bene. Se pensiamo ai pick’n’roll e pick’n’pop che potremo giocare… Lui è un gran tiratore e creerà spazio per me in uscita dai blocchi, sarà pazzesco vederci in campo.

Marvin Bagley III, #2 ai Sacramento Kings:

Chi è il giocatore a cui ti ispiri, quello che vorresti diventare? Ho sempre guardato gli highlights di Kobe, MJ, Durant… giocano ad un livello altissimo e sono capaci di scendere in campo ogni sera dando tutto quello che hanno. Li ammiro, spero di poter diventare quel tipo di giocatore.

Coach K (Mike Krzyzewski, ndr) ti ha dato qualche suggerimento prima del Draft? Una cosa che ho imparato dal coach e che ricorderò sempre è: “vivi il momento, ma non dare nulla per scontato”. Quello che hai oggi potrebbe scomparire in un battito d’ali, quindi mi preoccupo solo delle cose imminenti. Da qui in poi andrà sempre meglio, lavorerò duramente.

Luka Doncic, #3 ai Dallas Mavericks (tramite Atlanta):

Quale sarà la difficoltà più grande nella transizione da Spagna a Stati Uniti? Sicuramente la maggiore difficoltà sarà l’adattamento al gioco, qua è diverso rispetto all’Europa. Penso però che sia un gioco più congeniale alle mie capacità sul campo, mi troverò bene.

Giocherai con Dirk Nowitzi e Dennis Smith Jr, cosa pensi dei due? Dirk è una leggenda, un giocatore fortissimo e non vedo l’ora di far parte della sua carriera. Sarà un grande mentore. Dennis è un ottimo giocatore, l’ho seguito nella scorsa stagione e penso formeremo una grande coppia. Ho già parlato con Mark Cuban (presidente di Dallas, ndr) e dice che sono molto felici di avermi con loro: gli ho detto che lo sono anche io.

Jaren Jackson Jr., #4 ai Memphis Grizzlies:

Ti senti pronto ad avere un buon impatto da subito? Molti ti definiscono un giocatore moderno, bravo in entrambe le fasi del gioco. Certamente, sento la pressione ma questa mi motiva ancora di più. Cerco di portare versatilità sia dentro che fuori dal campo per la squadra e sono pronto a fare tutto ciò che serve per vincere. Posso fare tante cose sul campo, tra queste ciò che ci serve per avere successo. Non vedo l’ora di aiutare Memphis, una grande squadra con delle solide basi.

Indossavi una maglietta con la scritta “Rock the Vote” (movimento che cerca di rendere i giovani più consapevoli in materia di voto e diritti, ndr). Sei un attivista, fai parte del movimento? È esattamente per questo che l’ho indossata, sono uno dei più giovani e in molti non si aspettavano che facessi qualcosa di significativo. Se sei una persona conosciuta è tuo dovere fare qualcosa di importante. Io voglio che il messaggio passi, penso sia importante che i più giovani si facciano sentire: io stesso a breve voterò per la prima volta, voglio incoraggiare tutti a farlo. Io lancio l’appello, spero che venga ricevuto.

Collin Sexton, #8 ai Cleveland Cavaliers:

Come vedi la possibilità di giocare con LeBron James? E se andasse via, pensi di poter essere un nuovo Kyrie Irving per Cleveland? È incredibile pensare di essere nella stessa squadra di LeBron. È il migliore che ci sia, può aiutarmi a crescere tantissimo come giocatore. Se andasse via per davvero, non avrò problemi a mettermi in gioco e dare tutto quello che ho: quello che serve per vincere, lo farò.

Cosa diresti a LeBron se gli parlassi ora? Gli direi: LeBron, facciamo la storia. Quest’anno ci sei andato vicinissimo, ma cambiamo le cose e arriviamoci insieme. Posso imparare molto da te, e ho quello che serve per aiutare la squadra.

Michael Porter Jr., #14 ai Denver Nuggets:

Sarai la prossima Steal del Draft? Non ho dubbi a riguardo, mi aspetto di essere il miglior giocatore di quest’anno, confido molto in me stesso. Ad ogni modo, tutti noi lo pensiamo e non voglio essere irrispettoso nei confronti degli altri ragazzi.

E come ti senti a giocare contro tanti giocatori da tutto il mondo? Ci sono moltissimi giocatori di altre nazionalità, sono forti e non vedo l’ora di affrontarli: voglio dimostrare che è l’America ad avere il giocatore più forte.

Kevin Knox, #9 ai New York Knicks

New York è una delle piazze più calde, moltissimi tifosi e tante pressioni. Come ti senti? Essere qui è una sensazione fantastica, New York è un palco tra i più grandi. Già al College ho giocato in una squadra molto seguita, è stata un’esperienza importante e mi divertirò ai Knicks.

Alcuni tifosi hanno fischiato la tua chiamata, cosa farai per fargli cambiare idea? Non è la prima volta che i tifosi di New York fischiano, non mi spaventa. Dimostrerò alla gente quello che so fare, a quelli che fischiano dimostrerò che si sbagliano.

Mohamed Bamba, #6 agli Orlando Magic

“Gli Orlando Magic hanno selezionato un altro giocatore di 2,13 una volta. Si chiamava Shaquille O’Neal”. Cosa pensi del paragone? Wow (ride, ndr). Le aspettative sono enormi, Shaq è stato importantissimo nello sviluppo del gioco, ciò che metteva sul campo era impressionante. È il giocatore più dominante di sempre, essere comparato a lui mi rende orgoglioso.

Qual è il giocatore che vuoi marcare, tra tutti quelli in NBA? Vedi, ci sono giocatori che possono raccontare di aver giocato contro Jordan, contro Kobe… Io non vedo l’ora di affrontare LeBron James, voglio capire personalmente quanto può essere forte.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy