Ettore Messina scrive la storia

di Francesco Padula
airalamo.com

“Alla storia penserò tra molti anni, raccontando questi ricordi ai nipotini”.
E ne avrà di ricordi da raccontare e condividere Ettore Messina, che nella notte ha scritto un’altra pagina di storia, che inorgoglisce, e tanto, tutti gli appassionati di basket italiani.
Il cinquantacinquenne allenatore siciliano ha guidato i San Antonio Spurs alla vittoria (106-100) sugli Indiana Pacers, e il verbo giusto è proprio “guidato”, visto che Messina era proprio il capo allenatore dei texani, vista l’assenza di Gregg Popovich, colto da un lieve malore che gli ha impedito la presenza all’AT & T Center.
Ma andiamo con ordine. Il “Messina day”, come è stato simpaticamemnte ribatezzato, inizia la mattina della partita con i Pacers. Nella rifinitura classica che anticipa la sfida con Indiana non c’è coach Popovich, e questo fatto già incuriosisce parecchio.
Buford, il general manager degli Spurs, cerca di tenere a bada la selva di cronisti partiti a caccia di notizie, mentre Belinelli e Ginobili, gli uomini di Messina, stanno parlando proprio alla stampa nella conferenza post allenamento.
La notizia è nell’aria, ma l’ufficialità arriva intorno alle 17:30 (ben oltre la mezzanotte italiana): Tom James, in capo addetto stampa degli Spurs, avvisa tutti che, anzichè la classica chiacchierata pre partita con Popovich, in sala ci sarà Ettore Messina.
Chi c’era racconta di un Messina spigliato, che intrattiene i cronisti per quasi 10 minuti, oro colato, visto che tutti sono abituati ai circa 3/4 minuti che gli concede Popovich solitamente.
“Coach Popovich ha un problema di salute, non è certo bello sostituirlo per questo motivo, ma fortunatamente non è nulla di particolarmente grave. Sarò me stesso, con tutti i miei limiti, ma non sarò una cattiva imitazione di Coach Pop, devo solo ricordarmi di non chiamare tutti i giochi per Ginobili” e la risata è generale.
La serata è speciale, anche perchè “scala” in panchina Becky Hammon, una degli assistenti di Popovich. La Hammon è la prima donna a sedere su una panchina di una squadra NBA, deve essere per forza una serata da consegnare agli annali.
I Pacers, nonostante le pesanti assenze, stanno bene in campo e danno più filo da torcere di quanto tutti si aspettassero. Messina è il solito, come se guidasse gli Spurs da anni, la difesa sale di tono, Ginobili ha stoppato le lancette del tempo, gli altri “Big” stanno dalla sua parte e, nel finale in volata, si esaltano: tripla di Parker, tripla di Leonard, appoggio di Duncan, e tripla del Contusion. E’ fatta, 106-100, stretta di mano con Vogel, sorrisi e velata emozione, perchè anche se hai vinto 28 trofei in carriera (tra i quali 4 Euroleghe e 10 scudetti), quando guidi una squadra NBA, e la guidi tu, l’emozione ti prende allo stomaco.
“Abbiamo sbagliato partenza. Magari l’assenza di Coach Popovich ha inciso. Dopo l’intervallo però i nostri Big 3 hanno giocato bene”. Esordisce così, in sala stampa, a fine partita, poi ringrazia il “suo” Manu Ginobili, che ha giocato divinamente, contagiando tutti con un entusiasmo clamoroso. Ettore Messina ringrazia tutti, nel giorno del Ringraziamento, e va via, avvolto dalla sua leggenda, dopo aver scritto un’altra pagina della sua luminosissima storia.

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