#FireJackson: come rovinare una squadra ai tempi di Twitter

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Stephen Curry, Andrew Bogut, Klay Thompson, David Lee, Harrison Barnes, e aggiunti solo negli ultimi 8 mesi, Andre Iguodala e Jordan Crawford .. Una squadra che l’anno scorso ha tenuto tutti incollati al televisore (o al PC) durante una post season sconvolgente. Una squadra armoniosa che, ahinoi, oggi nonostante si sia rafforzata in estate e a corso d’opera è l’ombra sbiadita di quella che fu circa 10 mesi fa. I Golden State Warriors attualmente settimi a Ovest, chiaramente un fallimento viste le premesse d’inizio stagione. Tutto questo porta a chiederci “Perché?”. La risposta è quest’uomo. Mark Jackson. Un allenatore che purtroppo (per gli Warriors), ha tante, troppe lacune sulla gestione di un gruppo pieno di talento come questo. In questo articolo si cercherà di demolire le tesi di chi dice “Se Curry è Curry lo deve al Reverendo”. Curry con il suo tiro a dir poco mortifero dovrebbe segnare 30 punti a partita come minimo. Ma essendo lui un comune mortale, non riesce sempre a mettersi in ritmo da solo. Essendo anche un tiratore da Catch&Shoot (qualità di tiro che gli stessi Warriors padroneggiano perfettamente), mi meraviglia che il Reverendo non dica a un falso play come l’ex Philadelphia (Iguodala), di gestire un pick and roll con conseguente uscita dai blocchi del 30 da Akron. L’abbassamento delle percentuali di Curry sono riconducibili anche e soprattutto a questo. Non può fare sempre tutto da solo. Discorso che si riflette sullo stesso Klay Thompson, capace praticamente a tirare solo (Ma molto bene,  aggiungerei) da scarichi e uscite dai blocchi. La cosa paradossale è che Golden State sugli scarichi è la prima della lega, eppure usa questa soluzione solo 17 volte su 100 possessi! E’ come se hai 9 in matematica e vai in università a fare lingue! Chi deve preparare queste situazioni? Reverendo, parlo con lei. Una delle scusanti dei fans di Jackson è “E’ un motivatore eccezionale!”. Pronunciare salmi della Bibbia durante i Time Out lo rende un Mourinho della palla al cesto? Golden State prende casualmente spesso e volentieri, parziali di discreta importanza in uscita dai time out dove il “parroco” predica ai suoi “fedeli”. Padre, non crede che forse la sua tattica sia abbastanza inutile? La verità è che questi Golden State Warriors sono come i Clippers di Del Negro. La palla a Steph e gli altri quattro ci girano attorno. Un allenatore bravo guarda alle potenzialità e alle caratteristiche dei suoi giocatori, modellandoci di conseguenza tattiche di gioco eccetera eccetera. Si ostina a far giocare Crawford da play quando si sa benissimo che non riesce a mettere in ritmo Barnes, giovane da valorizzare sempre e comunque, ennesimo giocatore che come Curry e Klay, ha visto le sue percentuali calare in maniera prominente. L’idea sarebbe di tenere Steph in campo di più durante i minuti della panca e darne alcuni a Steve Blake nei minuti dei titolari, non certo di snaturare una guardia da isolamento come il signor Crawford per fargli fare il falso play. Tanto varrebbe giocare con Iguodala come regista, ripeto, essendo uno dei migliori passatori della lega tra le Ali Piccole sarebbe più legittimo rispetto a Crawford in quella posizione. Per non parlare della gestione degli ultimi tiri della gara, se Curry la butta dentro è merito di Steph, ma se la sbaglia, lo si può imputare al Reverendo visto che sa creare solo isolamenti per il figlio di Dell e basta. Mi sembra una cosa molto “Palla a Ibra e che Dio ce la mandi buona”, modulo adoperato dal 2003 a questa parte dalla Svezia di calcio o andando più avanti col tempo, dal Milan di Allegri. Già, Allegri, un allenatore esattamente come Jackson. Scarso? Forse. Sopravvalutato? Decisamente si. L’hashtag #FireJackson nasce così, tra un sermone di troppo, e uno schema in meno. Tra una gestione ridicola delle rotazioni e un Thompson che tira dal palleggio. Sperando che cambi qualcosa (Steph merita degli Warriors al loro meglio questa primavera) è evidente come qualcuno a Oakland che siede sulla comodissima panchina di Golden State, sia inadeguato.  Pertanto, ora come ora,  #FireJackson.