Gallinari: “USA, non fate lo stesso errore dell’Italia”

Gallinari: “USA, non fate lo stesso errore dell’Italia”

In un articolo del New York Times il Gallo racconta la partita annullata con i Jazz e la sua quarantena.

di Marco Morandi

La partita tra i suoi Oklahoma City Thunder e gli Utah Jazz è stata la prima a essere stata annullata, quando si è scoperto che Rudy Gobert era positivo al Coronavirus: Danilo Gallinari racconta la sua esperienza a riguardo: “Non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo. Eravamo tutti scioccati. Io forse meno degli altri, sapendo cosa stava succedendo nel mio Paese.”
Ai giocatori dei Thunder è stato detto che si sarebbero potuti fare la doccia, ma che non sarebbero potuti andere via, quindi è stata misurata loro la temperatura corporea per scongiurare un contagio.

Il Gallo ha raccontato la situazione qui in Italia, con l’intera nazione in quarantena e la morte di migliaia di persone tra cui anche la nonna di Filippo Curti, il suo migliore amico dai tempi d’infanzia.
Gallinari ha anche scritto un tweet in italiano in cui raccomanda di stare a casa, e spiega ai lettori americani: “È stato un errore che abbiamo fatto come cittadini italiani, e mi ci metto dentro anche io perché sono italiano, anche se vivo negli States. Sicuramente abbiamo sbagliato a non prendere la cosa sul serio in Italia, e adesso siamo il secondo o terzo Paese più colpito da questo virus. Spero che non faremo lo stesso errore negli States.”

La quarantena auto-imposta di Danilo, nel suo condominio di Oklahoma City, non prevede l’uso del pallone, ma solo esercizi che può fare in casa, dove vive con la sua fidanzata.
Gallinari si era detto d’accordo con l’idea di giocare a porte chiuse, la settimana scorsa. E ora commenta: “Come avete visto, abbiamo saltato i passi intermedi e siamo passati direttamente alla chiusura di tutto. Voglio tornare in campo, certamente, per molte ragioni. Ma adesso questa non è una situazione semplice e facile da risolvere. È più grande del basket, più grande di tutto. È un problema a livello mondiale, quindi voglio giocare a basket, ma allo stesso tempo voglio sapere che tutti sono al sicuro.”

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