Gli Nba all’estero: Spagna

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Rudy Fernandez, spagnolo, guardia.

Informazioni – squadra NBA: Dallas Mavericks, squadra europea: Real Madrid (partecipa all’Eurolega), escape: sì, altezza: 1.99m, peso: 87kg, data di nascita: 4/04/1985.

Statistiche scorsa stagione (Portland Trail Blazers): 8.6 ppg, 2.2 rpg, 2.5 apg, 37% dal campo, 32.1% da 3,  86.3% dalla lunetta, 23.3 mpg, 78 pg.

Scheda:

Rudy Fernandez è un giocatore completo. Purtroppo per lui, presentare al proprio ingresso nella Nba il curriculum di “giocatore totale” è visto quasi come un difetto e non un pregio. Le etichette nella Nba sono fondamentali per cercare di trovare la propria dimensione, e Rudy, non avendone, ha faticato, e molto, per ritagliarsi il posto che pensava di meritare nelle rotazioni dei Blazers. Nè tiratore dagli scarichi, nè arcigno difensore, tanto meno contropiedista o penetratore d’area. Rudy è un giocatore che può vantare una varietà incredibile di opzioni nel proprio repertorio, da fare invidia a giocatori Nba ben più affermati di lui. Il problema è che per un europeo, che abbia fatto una grande carriera o che sia solamente agli inizi, l’adattamento al gioco Nba può essere durissimo. I Blazers, infatti, non concedevano a Fernandez la possiblità di esprimere appieno il suo talento, relegandolo ad un ruolo marginale nelle opzioni offensive della squadra, considerandolo solamente uno specialista, un tiratore da tre o poco più, cosa che ha sempre impedito al maiorchino di dimostrare quanto il proprio gioco fosse completo. Lo status di stella maturato con la Joventut Badalona era assolutamente inutile, tanto che, solamente dopo un anno passato nell’Oregon, le voci di un possibile ritorno in Europa di Rudy si erano fatte molto insistenti. La guardia della nazionale spagnola, però, convinta di poter dimostrare quanto effettivamente valesse, decise di restare ancora due anni alla corte di coach McMillan. I risultati però non furono dei migliori. Nelle due annate successive Rudy non arrivò nemmeno alla doppia cifra  di punti segnati di media, inconcepibile per uno con il suo talento realizzativo, tant’è che, con lo spettro del lockout ormai prossimo, la sua “retrocessione” europea era tanto annunciata quanto scontata. L’accordo con il Real Madrid in via di definizione stava per annunciare la fine della carriera del maiorchino nella Nba, quando nel Draft del 2011 Rudy fu scambiato ai Dallas Mavericks, freschi vincitori del titolo. Gasato dall’idea di poter dimostrare nella squadra più forte del mondo il suo valore, Rudy decise di far inserire nel suo contratto con i Blancos del Real la clausola di eventuale uscita una volta finito il lockout. I madrileni, seppur non volentieri, poiché avrebbero desiderato tenere il giocatore molto più che qualche mese, accettarono il volere del giocatore, dando così, ad un dei talenti più limpidi del continente europeo, un ultima chanche di dimostrare il proprio valore nella lega più competitiva del mondo.

Al momento l’ex stella di Badalona sta mandando in visibilio il pubblico del Real, realizzando più di 21 punti di media in campionato, con medie di tiro altissime ed una presenza in campo da vero leader. La speranza è che i Mavericks stiano guardando attentamente le prestazioni di Fernandez, in modo da poterlo utilizzare al meglio al ritorno nella Nba.

Reggie Williams, statunitense, guardia.

Informazioni – squadra NBA: Golden State Warriors, squadra europea: Caja Laboral (partecipa all’Eurolega), escape: sì, altezza: 1.98m, peso: 95kg, data di nascita: 4/04/1985.

Statistiche scorsa stagione (Golden State Warriors): 9.2 ppg, 2.7 rpg, 1.5 apg, 46.9% dal campo, 42.3% da 3,  74.6% dalla lunetta, 20.3 mpg, 80 pg.

Scheda:

Reggie Williams, guardia tiratrice attualmente sotto contratto con il Caja Laboral Vitoria, conclude la carriera da “prep” nello stato di nascita,  a Virginia Military, registrando peraltro la miglior media punti di tutta la Divison I. Nel 2008/2009, a causa del rifiuto delle franchigie Nba nei suoi confronti, disputa una stagione nel Digione, in Francia. Non essendosi rassegnato, però, a trovare un posto  nella Nba, viene scelto dai Sioux Falls Skyforce, nel draft della Nbdl. E’ qui che la favola di Reggie inizia. Dopo le ottime prestazioni registrate nella lega di sviluppa,  viene notato da un Don Nelson ormai straripante nella realtà di Golden State. Il contratto di dieci giorni firmato il 2 Marzo del 2010 sarà la sua rampa di lancio nel mondo della Nba. Realizza prestazioni inaspettate, grazie al minutaggio generoso concessogli da Nelson e allo stile di gioco di Golden State, veloce e piuttosto magnanimo con chi vuole mettersi in mostra, che gli amanti di calcio definirebbero “zemaniano”. Williams firma un contratto fino alla fine della stagione realizzando l’impressionante media di 15.2 punti a partita, con strepitose medie dal campo, conditi da 4.6 rimbalzi, 2.8 assist e 1 recupero.  Il rinnovo per l’anno successivo è tanto scontato quanto atteso dall’ex Virginia Military, tant’è non tarda ad arrivare. La seconda stagione, in cui disputa ben 80 partite, mostra le reali capacità di Williams,  più che sufficenti per considerarlo un importante sesto uomo in ottica Nba. Nel 2010/2011, infatti, Reggie si dimostra un ottimo tiratore piedi per terra, tanto che concluderà la stagione con 42,3% dall’arco,  dote che, unita alla sua capacità di penetrare in campo aperto, lo farà rispettare molto dalle difese d’oltreoceano. Non avendo ancora realizzato totalmente (a livello economico) il suo passaggio al basket Nba, Williams ha deciso di accasarsi temporaneamete al Caja Laboral. Le prime prestazioni non sono molto incoraggianti, il giocatore sembra infatti avere la testa ancora ad Oakland, ma il Caja sembra interessato a tenerlo come opzione di qualità dalla panchina. Sembra palese, però, quale sia la reale volontà del ragazzo, venuto in Europa senza avere, per il momento, alcuna voglia di dimostrare il proprio talento.

Joey Dorsey, statunitense, ala grande.

Informazioni –  ultimasquadra NBA: Toronto Raptors, squadra europea: Caja Laboral (partecipa all’Eurolega), escape: no, altezza: 2.03 m, peso: 120 kg, data di nascita: 16/12/1983.

Statistiche scorsa stagione (Toronto Raptors): 3.1 ppg, 4.4 rpg, 0.6 apg, 52,5% dal campo, 47,7% dalla lunetta, 12.1 mpg, 43 pg.

Scheda:

Joey Dorsey è un giocatore tanto duro sotto canestro, quanto sotto dimensionato per il basket Nba. Parliamo, infatti, di un giocatore molto più tagliato, per fisico, qualità e margini di miglioramento (ormai pochi), al basket europeo. La realtà è che, anche dopo il lockout,  l’ex Raptor resterà probabilmente in Europa. Dorsey, alto solamente 2.03 per essere un ala grande, è troppo basso per giocare nel suo ruolo naturale nella Nba, ma è perfetto per poter duellare alla pari nel continente europeo. Determinatissimo a rimbalzo, riesce a colmare grazie alla straripante forza fisica dei limiti tecnici francamente imbarazzanti. Il suo raggio di tiro è ridottissimo, ed il 52% dal campo registrato nel 2010/2011, è dato proprio da questo sua incapacità di tirare lontano dal canestro e dalla possibilità di convertire la palla a spicchi solamente con una schiacciata. In Europa la musica non sarà troppo differente, se non fosse che invece di trovarsi in mezzo a corpi più atletici e a braccia più lunghe, l’ex Memphis Tiger, compagno di Derrick Rose nella sfortunata finale Ncaa di San Antonio,  potrà confrontarsi con giocatori di statura simile. A 27 anni ormai, Dorsey non si può più considerare un prospetto da Nba, ma può ancora dire la sua in palcoscenici europei, anche nobili, come dimostra la chiamata del Caja Laboral Vitoria, che ha voluto il suo fisico per fare a sportellate nelle aree pitturate dell’Eurolega. L’inizio tuttavia non è stato dei più incoraggianti, Dorsey, infatti, non è ancora mai sceso in campo e non ha quindi potuto dimostrare come il suo gioco si possa sposare perfettamente in Europa. In Spagna in ogni caso non sono preoccupati, essendo Dorsey un giocatore di immediato impatto sul parquet. Quando potrà essere chiamato in causa, dirà senz’altro la sua. Sta a lui, adesso, la possibilità di ricrearsi una carriera nel vecchio continente. Joey ha ancora la chance per poter dimostrare di essere un giocatore di grande impatto. Purchè migliori quel pietoso 47% dalla lunetta.

Kevin Seraphin, francese, ala/centro.

Informazioni – squadra NBA: Washington Wizards, squadra europea: Caja Laboral (partecipa all’Eurolega), escape: sì, altezza: 2.06 m, peso: 124 kg, data di nascita: 7/12/1989

Statistiche scorsa stagione (Washington Wizards): 2.7 ppg, 2.6 rpg, 0.2 apg, 44.9% dal campo,  71% dalla lunetta, 10.9 mpg, 58 pg.

Scheda:

I tifosi del Caja Laboral, quest’anno, avranno la possiblità di vedere molti giocatori provenienti dalla Nba. Oltre l’ex Warrior, Reggie Williams, e l’ex Raptor, Joey Dorsey, potranno ammirare anche Kevin Seraphin. Il nativo di Caienna, fresco finalista degli Europei con la sua Francia, ha deciso di tornare in Europa per mantenere il ritmo partita durante il lockout. Nonostante non sia un giocatore che possa avere un impatto immediato, a causa della giovane età e della comprensione del gioco ancora allo stato embrionale, la squadra di Vitoria lo ha voluto fortemente. Il suo atletismo, infatti, è difficilmente constrastabile in Europa, anche se andrebbe supportato da una maggiore coscienza nei proprio mezzi. La clausola di escape per la Nba rende l’operazione poco comprensibile agli addetti ai lavori, che non reputano Seraphin un giocatore su cui si possa far affidamento a breve termine. Il Vitoria, però, affiancando il giovane francese a Reggie Williams, può disporre di una rotazione lunghissima, che non perde affatto qualità  fino al settimo/ottavo uomo, cosa fondamentale per una squadra dai mille impegni come quella spagnola. I Wizards lo aspettano a braccia aperte. I “capitolini” credono molto in lui, come dimostra la diciassettesima chiamata nel draft del 2011 (anche se operata dai Chicago Bulls), e attendono spasmodicamente concreti miglioramenti dall’ex Cholet. L’inzio con il Caja Laboral non è stato dei più esaltanti, come dimostrano i 4.8 punti segnati di media a partita in 14 minuti di impiego. La sensazione è che il ragazzo abbia un raggio di tiro piuttosto limitato per poter essere pericoloso a livello realizzativo, ma le potenzialità e la voglia di migliorare sono dalla sua, come anche la verticalità, unica in Europa. Come minimo Seraphin potrà vantare al suo rientro negli Stati Uniti un’altra importante esperienza nella sua intensa, seppur breve, carriera.

Kyle Singler, statunitense, ala.

Informazioni – squadra NBA: Detroit Pistons, squadra europea: Lucentum Alicante, escape: sì, altezza: 2.03 m, peso: 104 kg, data di nascita: 4/05/1988

Statistiche scorsa stagione (Duke Blue Devils): 16.9 ppg, 6.8 rpg, 1.6 apg, 43% dal campo, 32,1% da tre,  80.6% dalla lunetta, 34.8 mpg, 37 pg.

Scheda:

La speranza, per tutti i fan di basket europeo, è che quello di Kyle Singler sarà solo un arrivederci. Nonostante la carriera spagnola dell’ex Blue Devil sia appena all’inzio, l’idea che l’ala grande possa tornare a Detroit a lockout finito è tanto reale quanto triste. A Singler sono bastate quattro partite per entrare nel cuore dei tifosi di tutta Europa. Quattro gioielli che difficilmente dimenticheranno ad Alicante. L’ala proveniente da Duke è un mix di tecnica sopraffina ed ardore agonistico non comune. Ha già realizzato 19 punti di  media a partita, dimostrando di poter essere un All Star nel vecchio continente. Il nativo di Medford, alto 2.03 metri, ha già un bagaglio tecnico di incredibile qualità. Oltre che essere un giocatore in grado di segnare da tutti i lati del campo, da tre compreso, Singler, è un buon rimbalzista, un passatore molto sottovalutato ed un leader nato, Se aggiungiamo a tutto ciò, una testa fuori dal comune ed una voglia di migliorarsi costante, il mix risulta essere devastante. Con i dovuti miglioramenti, Singler, sarebbe potuto entrare di diritto nella storia, come uno dei migliori giocatori di sempre ad aver calcato i parquet europei. Putroppo, tra un anno, o anche meno, il Blue Devil  più rappresentativo dell’ultima decade tornerà dove (in parte) gli compete. A Detroit lo aspettano a braccia aperte, anche se oltreoceano i suoi limiti fisici lo relegheranno probabilmente ad una carriera in tono minore, che in Europa sarebbe impensabile pronosticargli. Singler merita di essere un giocatore Nba, merita di avere un occasione nel palcoscenico più importante del basket mondiale, per ciò che ha dimostrato in quattro anni strepitosi al college, e probabilmente riuscirà anche a conquistare un posto nella lega sul campo, con le buone prestazioni a cui ci ha sempre abituato.  Eppure è chiaro, per chiunque abbia mai visto una partita di Kyle, che la sua carriera non possa rischiare di non decollare a causa dei limiti imposti da madre natura.  Il talento, così puro e ben allenato, vale ben più di una carriera da comprimario, sesto uomo, o anche da seconda o terza punta nel migliore dei casi. Il suo talento merita il massimo del rispetto ed il massimo riconoscimento a livello sportivo. Queste parole, che possono apparire esagerate, soprattutto senza aver potuto valutare il reale impatto del ragazzo nella lega di David Stern, sono di chi ha seguito minuziosamente la crescita di uno dei migliori giocatori di college basket dell’ultimo quinquennio e di chi, fidandosi molto (probabilmente troppo) delle proiezioni fatte sulla carriera al piano di sopra dell’ex Blue Devil, ha paura di vedere un giocatore di livello altissimo impantanato nei bassifondi della Nba. Un detto siciliano, che cerca di dissuadere l’uomo dal dare giudizi affrettati, recita: “Il buon cavallo si vede a corsa inoltrata”. Figuriamoci se la corsa non è neanche iniziata. La possibilità, però, di aver giudicato la carriera da pro dell’ex Duke in maniera troppo affrettata è concreta. La speranza è che Singler riesca a dimostrare di essere un giocatore di qualità anche nella Nba, smentendo le voci che lo danno sconfitto in partenza. Eppure, per chi lo ha visto in azione con I Blue Devils o nella piccola parentesi di Alicante, ci sarà sempre un piccolo rammarico per quello che avrebbe potuto fare in un contesto di basket a lui più congeniale.

 

 


 

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