Grant Hill si ritira: l’addio dopo 18 stagioni in NBA

Grant Hill si ritira: l’addio dopo 18 stagioni in NBA

di Federico D'Alessio

Photo: usatoday.com

Grant Hill, uno dei giocatori più versatili che la NBA abbia mai conosciuto, mai riuscito però ad esprimere a pieno il proprio potenziale, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro. La notizia, tutt’altro che inaspettata, è stata diramata prima su TNT dallo stesso Hill e poi dai Los Angeles Clippers. L’ala, ormai quarantenne, stava infatti ragionando sul proprio futuro dopo l’eliminazione al primo turno dei playoffs, nonostante avesse ancora un anno di contratto. La sua ultima stagione, così come in generale tutta la sua carriera, è stata fortemente condizionata dagli infortuni: quest’anno ha calcato il parquet solo per 29 partite, in particolare per una serie di problemi alla caviglia sinistra, ma l’iniezione di esperienza che ha infuso è stata comunque importante per la franchigia losangelina. Hill chiude così la sua carriera NBA con una media di 16.7 punti, 6 rimbalzi, 4.1 assist e 1.2 palle rubate a partita dopo 18 stagioni.

Scelto al draft 1994 con la terza scelta assoluta dai Detroit Pistons, ha condiviso al suo primo anno in NBA il premio di Rookie of the Year con Jason Kidd, timbrando ottime medie (19.9 punti, 5 assist e 6.4 rimbalzi a partita). Nel 1996, vista la continua crescita delle sue cifre, viene convocato per l’All-Star Game, per la prima di ben cinque partecipazioni. Pur esprimendosi ai Pistons ai migliori livelli di gioco della sua carriera (25.8 punti a partita nel 2000) Hill non riesce mai a condurre lontano Detroit nella postseason, e finisce per essere ceduto ad Orlando. In coppia con Tracy McGrady, forma un duo molto talentuoso, ma sarà frenato anche in questa avventura dai problemi fisici: gioca solo 4 partite con la sua nuova squadra nella prima stagione, 14 nella seconda e 29 nella terza.

obsessedwithsports.comNel 2003 si sottopone ad un intervento chirurgico per cercare di risolvere definitivamente i problemi alla caviglia, ma le cose non vanno per il meglio e 5 giorni dopo si trova in fin di vita per un’infezione di stafilococco. Dopo uno stop prolungato per una cura antibiotica, torna in forze per la stagione 2004/2005, venendo anche convocato per l’All-Star Game; proprio quando sembra essere tornato quello di un tempo, però, viene frenato da un’ernia e disputa solo 21 match nella stagione successiva, rimediando poi l’ennesima eliminazione al primo turno nel 2006.

Decide così di passare, nell’estate del 2007, ai Phoenix Suns, come free agent. Dopo le prime due stagioni molto positive per continuità (70 partite giocate nella prima e 82 nella seconda tenendo una media di circa 13 punti per gara), nella terza contribuisce in modo esponenziale, assieme al duo Nash-Stoudemire, a portare i Suns ai playoffs. La franchigia dell’Arizona elimina i Trail Blazers e gli Spurs, ma si arrende ai Lakers nelle Western Conference Finals. Dopo due stagioni abbastanza deludenti ai Suns, in cui la franchigia non raggiunge la postseason, viene firmato dai Clippers, cercando per l’ultima occasione il titolo NBA che avrebbe sicuramente meritato, ma che non arriverà. Secondo molti media statunitensi, Hill troverà forse un posto nella Hall of Fame.

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