Il terzo contratto

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L’ultimo contratto collettivo (CBA), frutto di una difficile ed estenuante negoziazione, ha portato alcune significative novità sul processo di decision-making.  Alcune di queste sono state ben spiegate dalla stampa, come il paradosso di Chandler Parsons, dovei Rockets devono decidere se sfruttare una super-conveniente opzione sul giocatore e farlo diventare unrestricted free-agent nel 2015 oppure scegliere di non sfruttarla e farlo diventare restricted free-agent già dalla prossima estate, o come il salasso che subiranno le squadre meno virtuose, quelle che hanno pagato la luxury tax per 4 degli ultimi 5 anni, che vedranno di fatto raddoppiata la tassa a loro carico. Ma ci sono altri effetti, meno noti ma non per questo meno importanti. Nella NBA di oggi la maggior parte dei giocatori nei loro primi 2 contratti ha ben poco controllo. Il primo, quello da rookie, è stato elaborato in maniera tale che l’atleta non ha praticamente voce in capitolo neanche sulla destinazione. Nel secondo  i pesanti disincentivi in termini economici, soprattutto per i giocatori di alto livello, sono tali da inibire ogni tentativo di cambiare squadra (solo Ben Gordon negli ultimi anni ha provato la unrestricted free-agency ma solo perché non era in ballo un contratto al massimo salariale). chandler parsons houston rockets Questi fattori combinati insieme creano un insieme di affascinanti circostanze per cui un giocatore, specie se di alto livello, arriva al termine del suo secondo contratto all’apice della propria carriera avendo passato i primi 7-9 anni quasi certamente nella stessa città. Dopo tutto questo tempo in cui la propria voce è contata praticamente nulla, la stragrande maggioranza dei giocatori opta per finire in free-agency, anche perché le attuali regole sulle estensioni non sono favorevoli per i giocatori a causa delle limitazioni sulla durata del contratto. Per questo, in NBA i giocatori di alto livello finiscono con l’essere corteggiati con disincentivi a lasciare tremendamente fragili e con un CBA che ha depotenziato il sign-and-trade. Di conseguenza, è con la firma del terzo contratto che un giocatore esprime quello che realmente vuole a breve e lungo termine. L’esempio più famoso è The Decision, quando LeBron James e Chris Bosh hanno usato il loro terzo contratto per unirsi a Dwyane Wade agli Heat e disputare tutte le finali NBA da allora. Ma basta pensare a Dwight Howard che rifiuta i Lakers per trasformare i Rockets in una nuova contender nella Western Conference. Perfino Kobe Bryant, dieci anni fa, flirtò pubblicamente con i Clippers prima di “tornare” ai Lakers. Il terzo contratto in carriera diventa quindi il momento di svolta della carriera di un giocatore e proprio per questo è difficile prevedere le scelte che faranno i giocatori. Ci sono molti fattori che incidono nella scelta di un giocatore riguardo alla sua prossima destinazione: la qualità della squadra, l’attaccamento con l’attuale team, un buon front office e/o coach, una bella città in cui vivere, sono spesso fattori determinanti nel processo decisionale di un giocatore. Ciò detto però ogni singolo giocatore dà un peso ai vari fattori e li combina quindi in maniera diversa. Grazie ad una serie di eventi, a cominciare da David Kahn che nel 2012 non offrì un quinquennale a Kevin Love, le prossime estati saranno piene di giovani talenti liberi di accasarsi dove meglio credono.

ESTATE 2014

Kyle Lowry cercherà di capitalizzare l’ottima stagione avuta con i Raptors per diventare un unrestricted free-agent per la prima volta in carriera. Anche Luol Deng ed Emeka Okafor finiranno per la prima volta in carriera in free-agency ma dopo un secondo contratto della durata di sei anni. Rudy Gay può scegliere se diventare free-agent questa stagione o la prossima. Un caso anomalo è Andrew Bogut, che sarebbe diventato un unrestricted free-agent se non avesse firmato un’estensione in estate. L’australiano non è mai stato in free-agency e, a questo punto, mai ci sarà fino al 2017 quando avrà alle spalle già 12 anni di NBA. Ci sono altri giocatori che devono ancora decidere e tra questi c’è anche l’ex bandiera dei Pacers, ora ai Clippers, Danny Granger.

ESTATE 2015:

L’attenzione è tutta su Kevin Love ma in realtà sono molti i nomi interessanti per questa offseason, a cominciare da Roy Hibbert (se non sfrutterà la sua player option) e Marc Gasol. Non dovesse bastare questo terzetto di lunghi, anche Brook Lopez potrebbe decidere di non utilizzare la sua player option nel caso qualcosa non lo convincesse nel progetto di Brooklyn da qui a 15 mesi. A rendere ancora più intrigante la vicenda c’è anche il gemello Robin, free-agent nello stesso anno: una situazione di cui tener conto visto lo stretto rapporto tra i due e la situazione di Portland, che dovrà fare i conti prima con la volontà di LaMarcus Aldridge, che potrà scegliere la sua squadra e di sicuro scatenerà l’interessa di tutta la lega. E DeAndre Jordan potrebbe essere la cosiddetta ciliegina sulla torta. Grazie ad un’estensione quinquennale frutto del vecchio CBA, Rajon Rondo sarà free-agent solo nel 2015. E potremmo trovare sul mercato anche Thaddeus Young e Arron Afflalo nel caso non sfruttassero le loro player option. Senza dimenticare il duo Omer Asik e Jeremy Lin che avranno una unrestricted free-agency dopo la restricted che li ha portati ai Rockets. Da tenere sott’occhio anche la situazione di Wesley Matthews.

ESTATE 2016:

Nell’anno in cui il nostro Danilo Gallinari potrebbe divenire un free-agent, Kevin Love è ovviamente il nome più gettonato in una lista che comprende anche Joakim NoahAl Horford e Mike Conley. Senza contare Dwight Howard che potrebbe ritrovarsi a trattare per il suo quarto contratto da professionista dato che il suo accordo con Houston prevede che il quarto anno sia una player option. Altri giocatori interessanti come Ryan AndersonNicolas BatumWilson ChandlerBrandon Jennings e Eric Gordon (se non userà la sua player option) potrebbero entrare nel giro della free agency.

ESTATE 2017:

Nel 2017 diverrà unrestricted free-agent sotto il nuovo CBA, il primo gruppo di giocatori, gente come Russell WestbrookSerge IbakaJames HardenDerrick Rose (se tornerà mai a giocare), DeMar RozanTiago SplitterTaj GibsonJrue HolidayGeorge Hill e Tyreke Evans. Dovremmo vedere la maggior parte di questi nomi decidere di arrivare in unrestricted free agency visto il limite di tre anni imposto dall’attuale CBA alle estensioni di contratto dei non-rookie. E’ naturale aspettarsi che i giocatori, corteggiati da diverse parti, decidano di concludere il proprio contratto per ottenerne uno con più anni di durata. Rispetto al passato, queste novità potrebbero portare ad una maggiore frequenza nei cambi dei rapporti di forza nella Lega e rendere il 1 luglio un giorno ancora più interessante.

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