Jordan Hamilton: “Harden? La sua stagione non mi stupisce”

L’ala di Brescia ricorda il suo ex-compagno James Harden, che oggi sta dominando l’NBA.

di Fabio Rusconi

Sono stati compagni, seppur per poche partite. Poche sfide giocate fianco a fianco, ma sufficienti per segnare la carriera di Jordan Hamilton. L’ala della Germani Brescia accantona per un attimo le polemiche sul suo conto (qualche settimana fa è stato al centro di diverse polemiche per le sue prestazioni ma anche per il suo rapporto non facile con gli arbitri) e ricorda uno dei compagni più forti con cui abbia mai avuto occasione di giocare: James Harden. La guardia dei Rockets sta dominando la stagione NBA, viaggiando oltre 35 punti di media a partita, numeri realizzativi che, negli ultimi 35 anni, solo Jordan e Bryant sono stati in grado di replicare. Prestazioni che mettono il “Barba” in pole position per il premio di MVP, oltre che a contribuire all’accesso ai playoff della franchigia di Houston.

Hamilton, cosa ne pensa della stagione di Harden? Se l’aspettava?

“Sì me lo aspettavo, sta giocando in maniera impressionante. E’ uno dei migliori realizzatori della lega e l’aver segnato 30 o più punti per 30 partite consecutive rappresenta un traguardo per pochissimi eletti”.

E’ il suo MVP di quest’anno?

“E’ difficile dirlo perché c’è anche Paul George che sta giocando in una pallacanestro pazzesca. Però se prendi o lui o PG (Paul George) vai sul sicuro e non sbagli”.

Pensa che con questo Harden i Rockets possano vincere la Western Conference?

“Durante i playoff il gioco muta, diventa più duro e ostico. Dipende anche da ciò che Houston sarà in grado di fare nella parte finale di stagione: se hanno un buon accoppiamento e riescono ad andare avanti possono avere la fiducia giusta. Se ce la faranno e se tutti i giocatori saranno in forma allora potranno dire la loro, anche se è difficile dirlo visti anche gli altri conocrrenti”.

Che ricordo ha dell’Harden uomo-spogliatoio e giocatore?

“Ho conosciuto James anche prima di entrare in NBA, è un ragazzo genuino, vero. Quando ero a Los Angeles sponda Clippers portò me e altri due compagni in giro a fare shopping. Come giocatore non ha bisogno di presentazioni, basti pensare che nella prima mia partita a Houston, dopo essere stato scambiato da Denver, ne mise 51 (contro Sacramento).

Cosa ne pensa del suo stile di gioco? Ne prende ispirazione?

“Tiene molto la palla in mano, anche per creare gioco per i compagni scaricando verso i tiratori. Io sono un’ala quindi ho meno compiti da guardia tiratrice e in regia di lui, essendo i nostri ruoli molto diversi. Ma gli ho rubato lo step-back da tre punti, è il mio tiro preferito”.

 

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