Kawhi e gli Warriors, ancora una volta

Kawhi e gli Warriors, ancora una volta

L’intreccio tra Leonard e Golden State

di Fabrizio Martini
fanduel.com

748 giorni. Tanto è passato dall’ultimo incontro tra i Golden State Warriors e Kawhi Leonard ai Playoffs; il 14 Maggio 2017 infatti, mentre l’ex San Diego State furoreggiava in maglia Spurs in una Gara-1 alla Oracle Arena, il piede di Zaza Pachulia finì sotto il suo a metà terzo quarto, provocandone l’uscita anzitempo dal campo, dalla serie, e a posteriori, dagli Spurs.

Leonard in quella partita aveva segnato 26 punti, con 8 rimbalzi e tre assist e portato gli Spurs avanti 78-55 prima di uscire dal campo. Mancavano meno di 8 minuti a fine terzo quarto, e nonostante ciò, gli Spurs persero la partita e poi la serie.

Da lì in poi, si è parlato tanto del rapporto tra Kawhi e gli Spurs; tralasciando tutte le supposizioni e le mezze verità, Kawhi è infine giunto a Toronto, nel suo ultimo anno di contratto.

“Non scenderà in campo”, “E’ arrivato ma se ne andrà a fine anno”. La mossa di Ujiri è stata un “all in” senza precedenti, poichè ha ceduto la stella della propria squadra per un giocatore dallo stato fisico non precisato e libero di firmare per chiunque al termine dell’anno; intanto però, sono arrivate le prime Finals nella storia della franchigia, e gran parte del merito ce l’ha il numero 2: ha trascinato i suoi, in particolar modo nella serie contro i Sixers decisa da un suo tiro e nella serie contro i Bucks, in cui ha condotto i suoi contro la miglior squadra della regular season e contro colui che, salvo sorprese, sarà l’MVP della stagione.

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Ujiri e Nurse poi ci hanno messo del loro, il primo portando Marc Gasol in corso d’opera, il secondo adattandogli una squadra intorno in grado di camminare senza inciampare durante le sue assenze (in Regular Season) ed in grado di reagire tatticamente (la serie contro i Bucks, da 2-0 sotto a 2-4 senza colpo ferire, ne è l’emblema) seguendo lo spartito di cui lui è maestro e primo violino.

Gli Warriors non hanno paura di niente e di nessuno, lo hanno ampiamente dimostrato, sono i più forti sulla carta; ma siamo sicuri che Curry e soci, dopo aver capito di dover andare a Toronto, avranno fatto una smorfia ripensando a quella Gara-1. Inoltre, dietro Leonard, ci sarà una città, uno stato (il Canada), ed un intero gruppo molto motivato.

Non sappiamo se Kawhi Leonard rifirmerà, che vinca o meno l’Anello, non sappiamo se riuscirà ad evitare il Three-Peat di una squadra comunque spaziale anche senza Durant, ma una cosa la ha già fatta: si è preso il posto di LeBron ad Est,  ed è stato di diritto paragonato al Re.

In Canada hanno già vinto.

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