Kawhi, George e i Clippers 2020: anatomia di un disastro

Il sito specializzato The Athletic è voluto andare a fondo di ciò che è successo ad una delle squadre favorite al titolo, i Clippers di Kawhi & co.

di Ario Rossi, @ArioRossi7

La stagione 2019/20 dei Los Angeles Clippers era iniziata con un ottimo mercato che la issava tra le pretendenti al titolo NBA. Addirittura per molti era la favorita numero uno.

Poi è arrivato lo stop per pandemia e qualcosa si è fermato, non ha più funzionato. Proprio su quei problemi di chimica e non solo ha voluto interessarsi The Athletic, uno dei migliori siti sportivi del pianeta, con questo pezzo a firma di Jovan Buha (insider dei Clippers).

Il problema principale che ha compromesso la chimica di squadra riguardava le due superstar arrivate dal mercato, cioè Kawhi Leonard e Paul George. Secondo gli altri compagni – su tutti quel Montrezl Harrell che se n’è andato, quasi per dispetto, ai Lakers, ma anche Williams e Beverley – i due erano molto favoriti da allenatore e dirigenza. I compagni non sopportavano che Kawhi Leonard abitasse a San Diego e quindi arrivasse spesso tardi agli allenamenti, inoltre erano convinti che le due stelle decidessero quando giocare le partite e come giocarle. In altre parole, Kawhi e PG decidevano sia quando fare il cosiddetto “Load Management” (riposo per evitare infortuni), sia quando impegnarsi di più o di meno nelle partite che disputavano.

Leonard e George erano gli unici ad avere guardie del corpo e allenatori solo per loro. Poi agli altri Clippers dava alquanto fastidio il fatto che Leonard e George non parlassero mai ai giornalisti subito dopo la partita, ma solamente dopo 45′ dalla sirena finale. Questo significava che molti dei compagni dovessero parlare, al posto dei veri volti della franchigia che avrebbero dovuto essere proprio il #2 e il #13.

USA Today Sports

Buha racconta vari aneddoti e vari scontri tra le star ed i compagni, ma alla fine giunge con l’articolo anche ai giorni nostri. La partenza di Harrell e l’arrivo di due veterani come Batum ed Ibaka servono proprio per cercare di riavvicinare tutti i giocatori, per andare uniti a caccia di quelle prime NBA Finals nella storia della franchigia, e possibilmente, anche del titolo. Pure l’idea di affidare la panchina a Tyronn Lue va in quella direzione, ma sappiamo che nella NBA di oggi sono i giocatori a comandare e quindi se non si risolvono i problemi tra di loro è quasi impossibile che ce la faccia il coach.

A fine anno Kawhi Leonard, Paul George e Serge Ibaka potranno uscire anticipatamente dal contratto (hanno tutti player option), poi scadranno Reggie Jackson e Lou Williams, che potrebbe partire anche a stagione in corso. Quindi tutto suona come ultimo vero tentativo per due grandi obiettivi della franchigia losangelena: giocarsi davvero il titolo NBA e mantenere la squadra anche negli anni a venire.

Dopo tre derby di preseason, ce ne sarà un quarto il primo giorno di regular season – con consegna degli anelli ai rivali cittadini – e poi la trasferta a Denver a Natale.

Getty Images
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