Keith Williams: “Markelle Fultz? Non era rotto, aveva solo paura delle critiche”

La prima scelta 2017 Markelle Fultz giocò solamente 33 partite nelle prime due stagioni in maglia Sixers.

di La Redazione

Markelle Fultz si è inventato tutto per scappare dalle critiche. È questa sostanzialmente la tesi di Keith Williams, il preparatore che all’epoca lo seguiva ai Sixers e che lo allenava da quando aveva 7 anni.

Intervenuto al podcast “The No Particular Hurry“, il conduttore Dave Early gli ha chiesto direttamente se crede che Fultz abbia mai avuto un infortunio:

No. Piuttosto penso che si ritrovò a fare quello che le persone intorno a lui gli consigliarono di fare. Era un ragazzo giovane. Sarà stato strano per lui perché fino a quel momento doveva ascoltare solamente me, per quanto riguardava la pallacanestro, mentre poi si è ritrovato con molte persone intorno, e io non c’ero. Nascondersi per lui è stata la cosa migliore e con quest’atteggiamento è cambiato anche come persona. Ha paura delle critiche, quindi preferisce nascondersi.

Fultz è stato scelto con la prima chiamata al draft 2017, prima di All Star come Tatum, Adebayo e Mitchell, ma anche giocatori come Fox, Ball o Collins. Nell’anno da rookie ha giocato 14 partite, di cui solo quattro all’inizio. Nel secondo anno cambiò poco e decise di essere visitato da una specialista alla spalla. I Sixers provarono a recuperarlo, ma fu lui stesso a chiedere la trade, e puntuale arrivò nel febbraio 2019.

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Markelle Fultz ha tenuto medie di circa 12 punti e 5 assist in questa stagione regolare con i Magic, giocando bene anche nelle cinque gare di Playoffs contro i Bucks. Ora ad Orlando può concentrarsi sulla pallacanestro senza quella pressione che in una franchigia storica come Philadelphia si sente ogni giorno di più.

I Magic hanno esercitato la team option da 12.3 milioni, ma a fine stagione 2020/21 sarà restricted free agent nel caso in cui Orlando gli allungherà la qualifying offer da 16 milioni, altrimenti sarà libero di accasarsi altrove.

Per tutti quelli che dicono che ora Markelle sta segnando 13/14 punti di media, sono gli stessi numeri che avrebbe avuto a Philadelphia se avesse giocato di più. Teneva medie di 6/7 punti dalla panchina, è la stessa cosa. Non è un giocatore migliore, ma sta solamente giocando più minuti e Orlando è il posto perfetto. Lì non c’è la negatività che si respirava a Philly. Il suo problema è che se qualcuno gli fa una domanda, lui si allontana o non risponde direttamente, ha paura delle critiche. A Orlando può funzionare questa tecnica, e a lui giova, ma ai Sixers era diverso. Penso che debba solo trovare sicurezza in se stesso e poi ricavare il meglio da tutto ciò.

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