Kyrie Irving, l’addio è vicino?

La talentuosa point guard di Cleveland è nel mirino di tante franchigie, ma soddisfare la dirigenza dei Cavaliers, che andrebbero a perdere una delle loro stelle, non è facile.

di Gabriel Marciano

Continuano le trattative per portare Kyrie Irving lontano dall’Ohio. Le quattro squadre a cui il talento nato a Melbourne ha inizialmente chiesto di essere scambiato, si ricorda, sono i New York Knicks, i Minnesota Timberwolves, i Miami Heat e i San Antonio Spurs. Proprio la franchigia allenata da Gregg Popovic continua a destare interesse per Irving, che in Texas sarebbe disposto a firmare un contratto pluriennale se lo scambio fosse portato a termine.

Ciò che complica l’affare è che pare i Cavaliers non siano disposti ad accettare veterani come LaMarcus Aldridge e Danny Green nel potenziale scambio per Irving. Con il rischio che l’anno prossimo LeBron James (che sarà free agent al termine della stagione 2017-2018) lasci nuovamente la sua città, la dirigenza dei Cavs insiste nel volere almeno un giovane di talento all’interno dello scambio che porterebbe Irving lontano dal lago Erie.

David Robinson, ex-Spurs e hall of famer si è espresso a riguardo e vorrebbe a tutti i costi che gli Spurs si lanciassero in una trattativa per ottenere la stella di Cleveland: “Sono sicuro che aggiungere un talento come Irving a un sistema di gioco simile aumenterebbe il suo impatto sul gioco e lo renderebbe più efficiente – ha dichiarato Robinson -. Il gioco di San Antonio crea quell’atmosfera perfetta in cui i compagni si motivano l’uno con l’altro e si vogliono bene. Da uno scambio simile mi aspetterei solo un risultato positivo. Possiamo solo sognare che si avveri”.

Un’altra squadra aveva mostrato il suo interesse per la point guard dei Cavaliers: i Boston Celtics. I Celtics, che hanno come obiettivo quello di raggiungere definitivamente Cleveland in vetta alla Eastern Conference e si sono recentemente rinforzati con l’arrivo di una stella come Hayward e di un giovane dal talento cristallino come Tatum, potrebbero mettere sul piatto il miglior pacchetto per arrivare a Irving. Riuscirebbero infatti a offrire sia un all-star veterano come Isaiah Thomas, che un giovane talentuoso come lo stesso Tatum. Non c’è però ancora alcuna indiscrezione riguardo una vera e propria discussione tra le due franchigie.

 

Il motivo principale per cui sarebbe fondamentale l’arrivo di giovani e non (solo) di veterani, è proprio il fatto che l’anno prossimo LeBron James uscirà dal contratto: è fondamentale quindi creare il giusto gruppo, sul quale James potrebbe pensare di investire gli ultimi anni della sua carriera per riuscire a vincere ancora. Se dando via Irving, i Cavs ottenessero giocatori che non darebbero la possibilità futura di un processo di rebuilding a lungo termine, il rischio sarebbe proprio quello di perdere anche James, ritrovandosi con una squadra troppo scarsa per puntare al titolo ma troppo forte e in avanti con l’età per ricostruire nell’immediato.

Tra gli obiettivi nel mirino della dirigenza, per un’eventuale trade che coinvolga Irving, ci sono infatti giovani come Kristaps Porzingis, Jayson Tatum (come scritto precedentemente), Josh Jackson e Jamal Murray. Tutto sarebbe più semplice se LeBron James avesse un contratto a con una scadenza più in là nel tempo, che permetterebbe ai vice campioni di puntare al titolo negli anni immediatamente prossimi prendendo dei veterani ora, per poi ricostruire nel momento in cui LeBron non sarà più così dominante.

Le trattative continuano. E potrebbero diventare più aggressive con l’avvicinarsi del training camp. Se non si dovesse trovare una soluzione immediata o futura in termini di scambio, Irving rimarrebbe a vestire la casacca wine & gold fino al termine della stagione 2018-19.

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