La situazione dei Lakers e le dichiarazioni di Buss

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0-2. Zero vinte, due perse. Ebbene si, anche l’altra metà di Los Angeles, quella giallo-viola, sembra assaporare l’amaro gusto di essere, almeno per ora, la seconda franchigia della città. Certo, siamo solo all’inizio e in più il calendario sembra poter dare una mano: nelle prossime ore Bryant e Co. se la vedranno con gli Utah Jazz, squadra non impossibile da affrontare, ormai lontanissima parente di quella che vedeva tra le proprie fila Malone e Stockton.

Le polemiche però non si placano. Da una parte le ire dei tifosi contro David Stern reo di non aver avvallato l’arrivo di Paul, dall’altra le critiche di addetti ai lavori e giornalisti rivolti ai dirigenti giallo-viola colpevoli di non aver condotto una vera e propria campagna di rafforzamento. Emblematiche le parole Magic Johnson: “la squadra, così com’è, non è in grado di competere con i top team della Lega. Se si vuole puntare al vertice urgono rinforzi”. In effetti l’impressione è quella: se si vuole puntare all’anello non basta Kobe, non basta Gasol. In questi casi si sa, quando la stampa inizia a bastonarti e i tifosi a rumoreggiare, è normale che a prendere la parola sia il padrone di casa, che, tra l’altro, sembra essere di tutt’altra opinione rispetto all’MVP delle Finals 1980.

Così il proprietario dei Lakers Buss: “Non sono preoccupato per le prestazioni della squadra. Sono fiducioso e credo che i ragazzi possano competere per il titolo. Capisco il malumore dei fans, soprattutto dopo l’addio di Odom, ma bisogna dare fiducia al roster e allo staff tecnico”. A chi gli chiede dell’arrivo di Howard, risponde: “Scambiare Gasol e Bynum per Howard? Ma da dove vien fuori questa roba? Sarei un pazzo se avallassi la cessione di due all-star per prendere Howard. Non c’è nulla di vero. Non ho mai pensato di cedere né Pau né Andrew”.

Dichiarazioni che sembrano cozzare con i le voci che vogliono, entro Marzo, il centro di Orlando in maglia Lakers. Chi avrà ragione? Ai posteri l’ardua sentenza.