Lakers sempre più vicini al titolo, LeBron trascinatore

James e AD ispirano, ma è l’intero roster dei Lakers a determinare la vittoria. Miami concede poco nel corso della gara, ma l’assenza di Dragic conta

di Raffaele Guerini

Nella partita che segna l’entrata di LeBron James nella top-5 per partite di Finals giocate (53, Jerry West quarto a 55), i Lakers trovano in James un leader ispirato. Grande lavoro sporco, però, lo fanno anche le seconde linee.

La prima metà di gara è la più combattuta, con l’alternanza dei Lakers e degli Heat al controllo della partita. La primissima, vera notizia è leggere il nome del giocatore più in forma dei Lakers: Kentavious Caldwell-Pope guida Los Angeles nei primi minuti della gara con triple importanti, mettendo a referto più punti sia di LeBron che di Davis nella prima metà di gara.

Miami si gioca i primi 24 minuti con grande carattere, guidata sia da un sempre ottimo Butler che dal ritorno, più che mai opportuno, di Bam Adebayo. Per il lungo, che aveva saltato le due gare precedenti, 9 punti e 4 rimbalzi nei suoi primi 15 minuti. Si dimostra fondamentale anche l’apporto del rookie Tyler Herro, che con 7 punti e 5 rimbalzi contribuisce al passivo di soli 2 punti per Miami all’intervallo.

È nel terzo quarto, però, che i Lakers provano a scappare. Dopo una breve conduzione di Miami ad inizio parziale, Davis e LeBron fanno capire perché i Lakers partissero da favoriti nei pronostici della serie. In una partita giocata molto sul filo del rasoio (70-75 a fine terzo quarto) i due gialloviola non perdono mai la concentrazione e si fanno trovare pronti nei frangenti più importanti. Non aiuta Miami la poca precisione dalla distanza: alla chiusura del terzo quarto, infatti, gli Heat hanno messo a segno 6 tiri su 24 tentativi dalla lunga distanza.

Il quarto quarto, seppur combattuto (27-26 il parziale in favore dei Lakers) dimostra come la maturità dei Lakers abbia la meglio sulla gioventù degli Heat. Come rimarcato dai telecronisti della gara, l’assenza di un leader veterano come Goran Dragic sta influendo molto sulle selezioni di tiro e degli schemi messi in campo da Miami, che si sta affidando per lo più a Butler e a tanti giocatori ancora giovani (i rookie Herro e Nunn su tutti). LeBron trascina invece i Lakers, dall’altro lato del campo, con uno score finale di 28 punti, 12 rimbalzi e 8 assist, sfiorando così la tripla doppia.

Palla bollente ora in vista di Gara 5, che può consegnare a LeBron il titolo con la sua terza maglia in NBA oppure può tenere vive le speranze di una Miami sì giovane, ma poco incline al gettare la spugna.

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