Le franchigie emergenti in Nba

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sneakernews.com

La Nba funziona a cicli, tutte le franchigie prima o poi devono buttare giù e ricostruire da capo, anche i Lakers non sono un’eccezione a questo principio. Certo le squadre con più appeal hanno più facilitá a creare una squadra vincente, gli basta avere spazio nel salary cap e poi firmare i free agent più interessanti. Altre franchigie, invece, devono lavorare duro sul draft e sulle trades per riuscire a mettere insieme un roster competitivo. Ad ognuno il suo, ovviamente.

In questo contesto, la prossima stagione potremmo avere un paio di squadre che, se operassero discretamente sul mercato, potrebbero decisamente fare un notevole salto di qualitá.Partiamo dai Sixers, che hanno in squadra Hawes, Carter-Williams, Wroten, Young e, qualora ve lo foste dimenticati, anche un certo Noel, pivot che potrebbe rivelarsi dominante, quantomeno sotto il profilo difensivo. In più, una delle scelte più alte al draft. Se tutto va bene, escluso Embiid (che si pesterebbe i piedi con Noel), brn vengano i vari Wiggins, Parker, Smart o Randle. I primi occuperebbero spot dello starting five liberi (mantenendo Wroten dalla panchina), Randle viceversa darebbe man forte sotto i tabelloni dando la possibilitá di usare Young come pedina di scambio. Saranno giovani e inesperti ma, se ingranassero, potrebbero rivelarsi una squadra divertente e, magari non da subito, anche vincente. Passiamo ai Pistons di Gigi Datome che hanno in casa una coppia di twin towers giovane e invidiata da tutti. Il problema sará scaricare Josh Smith per ricostruire su Drummond, Monroe (restricted free agent) e Jennings, possibilmente affiancando al playmaker ex Roma una guardia tatticamente disciplinata o, quantomeno, difensivamente valida (Avery Bradley?). In questo contesto, Caldwell-Pope, Singler e Datome potrebbero giocarsi minuti importanti, senza contare che i Pistons potrebbero avere una scelta alta al draft, che useranno per un esterno di valore. Non male.

Veniamo adesso ai Nuggets di Danilo Gallinari, che giá col rientro dell’azzurro ritornano ad essere squadra da playoff ad ovest. Ma non c’è soltanto questo, perchè a Denver hanno anche un draft su cui puntare (anche se probabilmente non con scelte altissime) e soprattutto tanto materiale grezzo da assemblare, con eventuali trade e, magari, qualche firma dal mercato dei free agent (dei Nuggets, Nate Robinson è libero)
Confermati Gallinari e Lawson, si ricostruisce accanto a loro due. Foye e Chandler possono tranquillamente occupare il ruolo di terzo esterno dello starting five e di sesto uomo dalla panchina, si cercherá un playmaker di riserva, se dovesse andar via Brooks. Il salto di qualitá, però, si deve fare nel settore lunghi, dove va effettuata una scelta importante ovvero si devono ridurre le rotazioni continue e puntare almeno su un giocatore di grande qualitá. Tradotto vuol dire che Mc Gee, Hickson, Mozgov e Faried sono troppi, specialmente con Danilo che può anche fare l’ala forte ad intermittenza, in quintetti piccoli. Probabile resti il russo Mozgov, tra i lunghi sono free agents Gasol, Bargnani e Gortat. Una reunion tra i due italici sarebbe in sogno ma è soltanto fantasia. Più probabile uno scambio che coinvolga Mc Gee e Faried, l’unica pedina di scambio ambita da altri club.
Infine, ultime tre franchigie in rampa di lancio dovrebbero essere Kings, Pelicans e Cavaliers. Quelli di Sacramento sanno che hanno le carte in regola per risalire la china ma, purtroppo, ad ovest non è facile, ma se hai Thomas, Cousins, McLemore e Williams, più Thompson e Gay, sai di avere le basi giuste, le pedine valide da usare sul mercato, e pure un buon giocatore da prendere al draft. Se lavorano bene, con un pò di fortuna, l’ovest rivedrá i Kings protagonisti. Stesso dicasi per i Pelicans che giá quest’anno ad est sarebbero stati da playoff, ma ad ovest è un’altra storia. Comunque, a new Orleans basterá essere in huona forma fisica per ambire ad una stagione vincente. Il quintetto è giá ben assortito con Davis, Andersen, Evans, Gordon e Holiday. Ogni ritocco potrebbe essere soltanto perfezionativo ma si dovrá operare con cura, con Davis al centro del progetto. Infine una menzione per i Cavaliers che quest’anno hanno clamorosamento toppato quando si pensava potessero ambire ai playoff. Si dovrá fare epurazione, elimiare le mele marcie e ripartire da Kyrie Irving e i suoi giocatori di fiducia. Accanto a lui Waiters, il resto è indifferente. Ma se hai Kyrie con un gruppo di onesti mestieranti, ad est è sufficiente per provare ad arrivare ai playoff. Allora sotto con i free agent con uno sguardo al draft, a Cleveland non aspettano altro.
Insomma, l’Nba non è solo playoff, giá si costruisce per il futuro.

fonte partner: ciuff.it

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