Le prime parole di Manu Ginobili dopo il ritiro

Le prime parole di Manu Ginobili dopo il ritiro

Il campione argentino parla per la prima volta dopo aver annunciato il suo ritiro dalle competizioni ufficiali.

di Andrea Indovino, @Andreaind3

Per la prima volta dopo aver annunciato il suo ritiro, Manu Ginobili ha lasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa da ex giocatore, per salutare i tifosi, i compagni, e per condividere diversi ricordi con i media presenti. Nel corso della lunga chiacchierata con i cronisti, sono stati toccati tanti temi, e l’argentino ha esordito specificando quali sono stati i motivi che lo hanno portato a prendere la decisione del ritiro:

Sono trascorsi alcuni giorni dalla mia decisione di smettere, ma ancora non mi sembra vero. E’ stata una scelta difficile, ma sinceramente non vedevo il mio corpo ancora in grado di sostenere una preparazione fisica pesante, sforzi così duri. Quando sono tornato ai workout, ho notato che alcuni dei ragazzi lì presenti, come Forbes e Murray, si stavano preparando alla stagione a ritmi forsennati, ed io ero molto ben distante dalle loro condizioni fisiche. Ma un ruolo centrale in questa decisione lo ha ricoperto anche la mia famiglia. I miei bambini, mia moglie, hanno spinto affinchè io appendessi le scarpe al chiodo, perché così con meno impegni, allenamenti e viaggi, posso dedicare più tempo a loro.

Anche non sarà più sul parquet e non farà parte del roster dei San Antonio Spurs nella stagione 2018/19 ormai alle porte, Ginobili ha spiegato che sarà vicino all’organizzazione della franchigia texana, ad aiutare i più giovani qualora avessero bisogno di aiuto. Insomma, si metterà il ‘mantello’ da mentore:

Anche se ancora non ho realizzato pienamente, posso già dirvi che mi mancherà tutto quello che ruota attorno all’essere giocatore NBA. Dallo spogliatoio, lo spirito di squadra, la preparazione delle partite, ed anche i viaggi in aereo di notte con i miei compagni. Ho amato quello che ho fatto, alla grande famiglia degli Spurs devo veramente tanto. Il ricordo più bello? Il titolo vinto nel 2014, e quando penso a quegli istanti mi emoziono ancora. Non rimpiango nulla, sono strafelice di tutto quello che ho fatto. Avrei potuto vincere qualche altro titolo, magari una medaglia in più con l’Argentina, ma quel che è fatto è fatto, e lascio la carriera da giocatore professionistico con il sorriso stampato sul volto.

 

di Andrea Indovino

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