Le statistiche più assurde della stagione NBA

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dailycaller.com La stagione NBA 20142015, “statisticamente” parlando, ci sta regalando tantissimi spunti. Dico “ci” riferendomi a tutta quella schiera (di cui faccio parte) di fans completamente “malati” per le statistiche cestistiche, in particolare per quelle riguardanti la National Basketball Association. Le stats sono state divise in 6 parti a seconda della tipologia. 1) Stagioni da record (o quasi) La prima tipologia di statistiche è relativa alle medie stagionali che stanno tenendo quattro giocatori: John Wall, Rajon Rondo, Steph Curry e Anthony Davis. Il play dei Wizards sta giocando una stagione straordinaria da 17,9 punti, 10,6 assists, 4,6 rimbalzi e 2,1 recuperi a partita (tirando inoltre con il 45% dal campo, massimo in carriera). Nella storia della NBA sono solamente in due a poter vantare tali cifre: Earvin “Magic” Johnson e Chris Paul. Dovrebbe bastare questo per dare la giusta dimensione alla stagione del prodotto di Kentucky. Forse non è altrettanto straordinaria la stagione di Rajon Rondo, ma certamente “divertente” dal punto di vista statistico; il neo-play dei Mavs sta facendo registrare 8,3 punti, 7,5 rimbalzi, 10,8 assists, tirando con il 40,5% dal campo, il 25% da 3 e il 33% ai liberi (!). Un giocatore così può spostare gli equilibri a favore dei Mavs? Difficile a dirsi. Di certo è un playmaker migliore di Nelson, ma le sue caratteristiche atipiche lo rendono difficile da inserire in un sistema dove Ellis e Nowitzki avranno tanto la palla in mano. E, lo sappiamo tutti, Rondo è un giocatore davvero poco pericoloso lontano dalla palla. Detto questo, una stagione da 10 assists e 7,5 rimbalzi è stata realizzata solamente da Oscar Robertson (4 volte!), Magic (2 volte) e Jason Kidd. Ovvero tre dei cinque playmaker più forti di sempre. Non male. Ancora migliore delle due precedenti è la stagione statistica di Stephen Curry: 23,9 punti, 7,6 assists, 5,3 rimbalzi e 2 recuperi a partita. Aggiungete un Offensive Ratio (punti segnati su 100 possessi mentre lui è in campo) di 112,9 e, ancora più strabiliante, un Defensive Ratio (punti subiti su 100 possessi mentre lui è in campo) di 93,1 e otterrete il miglior Net Ratio (la differenza tra i due) dell’intera Lega.. Francamente è difficile non immaginarlo a fine stagione con il Maurice Podoloff Trophy (chiamato così in onore del primo Commissioner NBA, meglio conosciuto come MVP Trophy). Anche qui, abbiamo una potenziale stagione storica; attualmente, infatti, nessun giocatore ha mai portato a termine una stagione da 3 triple e 2 recuperi di media.

Take another look!
Per quanto riguarda Anthony Davis siamo di fronte ad una di quelle stagioni da mani nei capelli. Una di quelle che passano veramente una volta sola. Le sue medie parlano di 24,1 punti, 10,1 rimbalzi e 2,9 stoppate, il tutto con 1,9 falli commessi (COSA?!?). Indovinate quanti giocatori hanno avuto una stagione da almeno 24 punti, 10 rimbalzi, 2,5 stoppate, con meno di 2 falli commessi? Zero. Zero. Nemmeno David Robinson, Olajuwon o Garnett ci sono mai riusciti. Se oltre a questo consideriamo che Davis stia tirando con il 57% dal campo, il 78% ai liberi e, per non farsi mancare niente, abbia anche 1,8 reucuperi di media, capiamo che siamo davanti a qualcosa di mai visto prima. Fear The Brow (ma per davvero!). 2) Old but gold, vecchietti terribili In questa sezione troviamo due futuri Hall of Famers con mani occupate da anelli: Kobe Bryant e Tim Duncan. Kobe sta giocando una stagione da 24.6 punti, 5,1 rimbalzi e 5 assists a partita. Dopo i 30 anni, sono in 11 a poter vantare queste cifre. Kobe lo ha fatto per ben due volte (questa sarebbe la terza). Sarebbe inoltre anche il più anziano con questi numeri, a 36 anni. Indipendentemente da percentuali al tiro (37,7% dal campo, 26,8% da 3) e rivalità varie, non si può non ammirare la carriera di questo fenomeno assoluto (che ritroveremo più avanti in questo articolo). Tim Duncan sta invece disputando la prima stagione in doppia-doppia di media dal 2010, con 15,8 punti, 11 rimbalzi, 3,1 assists e 2,3 stoppate di media. Anche qui si tratta di record: Timmy sarebbe infatti in più anziano di sempre a registrare tali cifre. L’attuale recordman è Jabbar, che aveva quasi 32 anni. Duncan ne ha ora 38. A fine stagione saranno 39. Immenso. L’opinione di Gary su questi due:
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3) Efficienza I primi 10 giocatori per Offensive Rating (con almeno 20 partite giocate) sono, in ordine: J.J. Barea, Chris Paul, Brandan Wright, Blake Griffin, Dirk Nowitzki, Matt Barnes, Richard Jefferson, DeAndre Jordan, Chandler Parsons, J.J. Redick. Ora molti di voi avranno notato una cosa: il primo e l’ultimo della lista hanno nomi abbreviabili con “J.J.”. Ma c’è dell’altro. Infatti tra questi 10 troviamo tutto il quintetto titolare dei Clippers e 5 giocatori dei Mavericks (ora 4, con Wright passato a Boston). Eh già, il primo della lista è lo stesso Jose Juan Barea completamente dannoso a Minnesota. Per non parlare di DeAndre Jordan e Brandan Wright, giocatori che fino a qualche anno fa non avevano alcuna dimensione offensiva. E si, da oggi le parole “efficienza” e “Matt Barnes” possono anche stare nella stessa frase. Sarà mica che con tutto questo c’entrino due tali che corrispondono ai nomi di Richard Preston Carlisle e Glenn Anton, detto Doc, Rivers? Io credo di si. 4) Milestones -Paul Pierce ha scalato due posizioni nella classifica All-Time per punti segnati ed è attualmente 16° e dovrebbe superare Alex English prima della fine della stagione. -Anche Tim Duncan scalato due posizioni nella classifica per punti segnati (attualmente è 17°). –Dirk Nowitzki, superando Olajuwon, è diventato il 9° marcatore All Time della NBA. È il migliore tra i giocatori non americani. -Kobe Bryant ha invece raggiunto il podio di questa classifica, superando Jordan. Inolte, contro Toronto ha realizzato il suo assist numero 6000 in carriera, diventando l’unico giocatore della storia con 30000+ punti e 6000+ assists. 5) In the clutch Le statistiche “in the clutch” vengono prodotte considerando solamente le situazioni di punteggio entro i 5 punti, negli ultimi 5 minuti di partita. Sono un modo utile per capire quali squadre eseguono meglio nei finali e quali giocatori sono più freddiproduttivi. Ovviamente, lo sappiamo tutti, non ci dicono mai tutta la verità. Vediamo ora come si sono comportati alcuni giocatori in tali situazioni: -Danny Green ha tirato 913 da 3 e perso 0 palloni, in 69 minuti giocati “in the clutch” –Monta Ellis, in 59 minuti, ha segnato 70 punti (!), con il 58% dal campo e 1720 ai liberi. Il plusminus in the clutch dell’ex Warriors è di +45 (!) -Chris Paul, al contrario, ha tirato 728 per 27 punti, nei 52 minuti giocati in the clutch -Josh Smith ve lo risparmio che è meglio per tutti -Bryant è 10° per minuti giocati in queste situazioni (69), ma è 1° per tiri tentati (68, praticamente uno al minuto…). Percentuale di realizzazione: 35% (315 da 3) –LeBron è invece il giocatore con più liberi tentati
(27, di cui 22 realizzati). In 43 minuti, LBJ ha segnato 54 punti, con 1429 dal campo -Rudy Gay (come tutti i Kings in generale) ha delle pessime statistiche, con 831 dal campo (05 da 3) e un plusminus di -33 Considerando anche i dati di altri giocatori, si può dire più o meno con certezza che i Mavericks siano la squadra che esegue meglio nei finali (e qui niente nuovo). Dallas, infatti, con il 53% dal campo, è la squadra che tira meglio nelle situazioni clutch. San Antonio invece, tra sfortuna, tripli overtime e stanchezza, non si è dimostrata brillante come in passato. La squadra di Popovich è 17esima per percentuale al tiro (sotto il 40%) e addirittura penultima in percentuale ai liberi, un pessimo 65% (grazie Detroit, che con il tuo 52% impedisci a chiunque di essere ultimo). Tra le squadre peggiori troviamo (oltre ai soliti Pistons, ovviamente ultimi) anche i Nets, che faranno anche schifo, ma almeno teoricamente dovrebbero averli due closer nei finali di partita. 6) What a game!Tim Duncan vs Memphis: 23 punti, 16 rimbalzi, 5 assists, 3 stoppate. Con questa prestazione (in triplo overtime), Duncan è diventato il giocatore più anziano a mettere insieme questi numeri dai tempi di… Tim Duncan! Il caraibico aveva fatto una prestazione simile nel 2012, a 36 anni e 237 giorni e l’ha replicata a due anni esatti di distanza (38 anni e 236 giorni). Curiosità: anche in quella occasione uscì sconfitto. –Anthony Davis vs Orlando: 26 punti, 17 rimbalzi, 9 stoppate, 3 recuperi. Prestazioni da 25+ punti, 15+ rimbalzi, 9+ stoppate e 3+ recuperi erano riuscite solamente a due giocatori: Hakeem Olajuwon (appena 5 volte…) e Chris Webber. Una discreta compagnia per il nostro che, tra l’altro, è il più giovane ad aver messo insieme tali cifre, ad appena 21 anni e 231 giorni. Il più forte di sempre in ala grande e colui che è destinato a prenderne il posto.
Il più forte di sempre in ala grande e colui che potrebbe prendere il suo posto
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“Le statistiche sono come il bikini; vedi molto, ma non tutto” F.B.   Si ringraziano NBA.com, ESPN.com e, soprattutto, Basketball-Reference.com Un grazie va anche a Delio Pasquini per la preziosa collaborazione.