LeBron James è ancora il migliore al mondo

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Getty Images

La leggenda NBA LeBron James o “LeBron Cyborg”, cosi chiamato nell’articolo del blog sportivo L’insider, sembra non conoscere la parola “vecchiaia”: ha compiuto 36 anni quasi tre mesi fa ed è ancora a livelli altissimi, come nessun altro nella storia NBA, forse nemmeno Kareem Abdul-Jabbar. A quell’età tutti gli atleti, non solo cestisti, sono nella fase finale della carriera o addirittura si sono già ritirati. Lui invece è ancora sulla cresta dell’onda, dominando la NBA ed inseguendo quel quinto titolo che pareggerebbe quelli di Kobe e, se possibile, il sesto di un tale Michael Jordan. 

Ma da dove deriva questo elisir di lunga vita? 

Madre Natura l’ha dotato di un fisico che pochissimi possono vantare, ma quella corazza va anche allenata costantemente, ogni giorno, per svariate ore, con vari personal trainer a disposizione – si parla di una cifra intorno ai 2 milioni di dollari annui per mantenere il suo fisico. Tuttavia non è solo fisico, è anche la consapevolezza e la conoscenza del proprio corpo, cioè cosa può e cosa non può fare a quest’età.  

Ovviamente a livello di atletismo è diminuito rispetto ai primi anni – e ci mancherebbe – ma ha sopperito migliorando notevolmente il tiro da fuori (dalle 68 triple segnate nella stagione da rookie alle 148 della scorsa annata, peraltro ridotta a causa del maledetto Covid) e giocando più da point guard, tanto da risultare il miglior assistman della scorsa stagione con 10.2 di media, mai così bene in carriera.  

Sembrava che i soli 71 giorni di riposo tra gara-6 delle scorse NBA Finals e l’inizio di questa Regular Season fossero troppo pochi – lui stesso si lamentò in off-season – e si pensava che la star dei Lakers potesse riposare varie volte durante la stagione, per il cosiddetto “load management” che va molto di moda in questi ultimi anni. E invece LeBron James ha riposato solo una volta prima dell’All Star Game. Purtroppo ora dovrà stare fuori circa un mese, ma è solo perché un avversario gli ha provocato una distorsione alla caviglia rovinandogli addosso: fosse stato per lui, altrimenti, avrebbe giocato ogni partita fino al termine della Regular Season, come lui stesso ha dichiarato qualche settimana fa.  

Ora i Lakers non hanno bisogno di forzare i tempi, anzi aspetteranno il Prescelto quando sarà perfettamente in forma. Ora sono terzi a Ovest, appena dietro ai Suns, ma tutti sanno che la vera stagione dei Lakers inizierà solo nei Playoffs. Dove avranno LeBron e Davis a pieno regime e così sperano i loro tifosi. 

Per quanto riguarda la durata della sua carriera, nessuno sa quanto e come potrà mantenere questo livello, probabilmente nemmeno lui, ma intanto fino al 2023 il contratto con i Lakers è assicurato. Poi, l’ultimo suo desiderio sarà quello di giocare con suo figlio Bronny che potrebbe entrare nella NBA proprio nel draft di quell’anno, se le regole di eleggibilità cambieranno togliendo i cosiddetti one-and-done in NCAA. Altrimenti sarà l’anno successivo e, alla soglia dei 40 anni, LeBron senior proverà in tutti i modi ad esserci, per essere il primo anche in un’altra particolare categoria: nessun padre ha mai giocato con o contro suo figlio in NBA.

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