LeBron & Miami, rispetto reciproco

Nel media-day prima delle Finals, LeBron James ha speso parole dolci per la sua esperienza a Miami, e gli Heat ricambiano.

di La Redazione

Ieri si è tenuto il consueto media-day prima delle NBA Finals, e si sono sprecate parole al miele tra LeBron James e i Miami Heat, la sua ex squadra: “Sono andato a Miami quando avevo 25 anni,” ha detto LBJ, “ero ancora un ragazzo e stavo ancora cercando di capire chi sono come persona e come uomo, crescendo ma comunque provando a puntare all’anello ogni singolo anno. Sono cresciuto, e loro mi hanno permesso di crescere. È stato il posto perfetto per me in quei 4 anni.”
E sulla Miami di oggi: “Giocano sempre forte per 48 minuti, non importa se sono sotto o sopra. In campo sono tutti sempre attivi, non c’è nessuno che puoi lasciare libero mentre sono in attacco. Fanno un lavoro stupendo senza palla, passandosi la palla, tagliando. Voi giornalisti avete sempre detto: ‘Beh, ha LeBron, ha D-Wade, ha Bosh, sono tutti capaci a vincere così, invece no, non tutti i coach possono farlo. Se così fosse, ci sarebbero molti più campioni in questa lega, molti più allenatori vincenti. A Spoelstra questo piace, è quello che gli dà la carica: il poco rispetto che gli date.”

E lo stesso coach Spoelstra, a proposito di James: “Penso che sia davvero un monumento alla grandezza di James, la capacità di raggiungere questo genere di successo anno dopo anno. Diverse divise, nuovi giocatori e nuove squadre che gli danno la caccia, lui le ha viste tutte ormai. A questo punto della sua carriera è solo questione di vincere, e l’abilità a fare quello che fa alla sua età è incredibilmente peculiare.”
Anche Jimmy Butler ha detto la sua su LeBron: “È ancora dominante. Devi sempre passare da lui, quando ha 26 anni, 35, e probabilmente quando ne avrà 49. Ha dimostrato perché è il giocatore che è, e perché ha la carriera che ha e che sta ancora costruendo.”

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