Lockout, ultimo incontro in tempo utile per l’inizio della stagione

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E dire che i giocatori ci avevano messo del loro, quando negli ultimi sviluppi del braccio di ferro avevano un po’ mollato la presa, abbassando le pretese sugli utili relativi al basket dal 54,5% al 53%. Nel precedente contratto, ai giocatori spettava il 57% del denaro, mentre ai proprietari il restante 43%; questi ultimi vorrebbero una formula “fifty-fifty”, di completa equità, ma sembravano ben disposti verso la nuova rinuncia dei giocatori a quota 53.

 

I proprietari avevano pensato di regolare i salari dei giocatori in base alle entrate della lega, punto che ai giocatori sta molto a cuore, ma si vocifera che Dan Gilbert e Robert Sarver (proprietari rispettivamente di Cleveland e Phoenix) abbiano espresso il proprio disaccordo su molti dei punti della tentata riconciliazione. Da qui è nato il pessimismo degli ultimi giorni, nonostante James Dolan e Jerry Buss (Knicks e Lakers) si siano mostrati infastiditi dall’atteggiamento di Sarver e Gilbert.

 

I giocatori restano molto uniti e non danno segni di lotte intestine, cosa che li aiuterà molto nel “tirare acqua al loro mulino”, tant’è che, qualora la stagione non dovesse partire in tempo, l’NBA dovrà risarcire le televisioni per le partite cancellate. La volontà di trovare un accordo non è quindi da mettere in discussione, ma le basi non sono così promettenti, poiché il conflitto sul salary cap è ancor lungi dall’essere risolto. Tuttavia, le rappresentanze delle due parti si incontreranno nella giornata odierna, e chissà che non arrivi, finalmente, qualche buona nuova.

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