Lonzo Ball tiratore ‘di striscia’

Lonzo Ball tiratore ‘di striscia’

14 triple segnate su 21 tentativi, nelle ultime due gare.

di Andrea Indovino, @Andreaind3

Chi associa Lonzo Ball ad un non-tiratore, con una meccanica di tiro inguardabile, è un approssimativo appassionato di NBA. Perchè la point guard uscita da UCLA ha cambiato radicalmente il suo stile di gioco, in meno di due anni. E’ migliorato, tanto, al tiro, e nelle letture. Diventando un playmaker in grado di dettare i ritmi di gioco dei suoi Pelicans, ed essere un’arma affilata al tiro da 3 punti per coach Alvin Gentry.

E quest’anno, a proprosito di tiro ‘pesante’, i progressi incominciati la scorsa stagione, sono sotto gli occhi di tutti. Infatti, i 12.2 punti di media ad allacciata di scarpe, sono resi più luccicanti dalla percentuale con la quale realizza i tiri dai 7 metri e 25: 38%, dato paradisiaco, considerando gli orrori commessi nel corso del primo anno da rookie ed in parte nella passata stagione.

Tanto lavoro, estenuante, in palestra fino a tarda notte, per Ball. Per perfezionare quel fondamentale che gli ha tolto il sonno, durante i suoi primi vagiti in NBA. Tanta forza di volontà, ed alla fine, il duro lavoro ha pagato. Difatti, ora LB non può proprio farne a meno e nel corso delle ultime due gare dei suoi Pels (sconfitte casalinghe contro Minnesota e Dallas), ha tentato addirittura 21 triple. Segnandone 14. Numeri di uno specialista. Nell’ultima esibizione in ordine di tempo, il duello faccia a faccia con Luka Doncic, ha accatastato 25 punti, 11 rimbalzi e un eccellente 7/11 dalla lunga distanza. Con Minnie, invece, ha fatto ancora meglio: bersagliando il canestro avversario sempre 7 volte, con i piedi oltre l’arco, ma su 10 tentativi.

Quando gli avversari mi lasciano spazio, io tiro, senza esitare. Tutto qui. Ho fiducia nei miei mezzi. Ho lavorato tanto per perfezionare il tiro dalla lunga distanza, ed ora tutti i sacrifici fatti cerco di trasferirli in campo.

Sta convertendo, invece, soltanto il 40.8% dei tentatativi complessivi dal campo. Ma sebbene non abbia elevato tantissimo nella sua efficienza offensiva globale, ha registrato grossi miglioramenti nel tiro da 3 punti. Non più ‘battezzato’, ma ‘raddoppiato’, delle volte anche a metà campo. Ed in una lega del ‘3 sono meglio che 2’, Lonzo si sta, finalmente, costruendo una buona reputazione nella Lega. Serietà, nel lavoro quotidiano (lontano dalla figura ingombrante di papà LaVar) che gli ha permesso di fare passi avanti anche in altri fondamentali. Come i tiri liberi: il 57.8% attuale è meno tragico del 45.1% fatto registrare nell’anno da rookie, e del 41.7% da sophomore. Completano il ‘quadro’, ben dipinto, i 6.2 rimbalzi e i 7 assist di media. Segno evidente che il 2 di NOLA è sempre più un Floor General, un all-around player.

Ha ricostruito, rimodellato la sua meccanica di tiro quando è giunto a New Orleans. Ora è molto più fluido nei movimenti, ed in fiducia. Tira di più, e pensa di meno. Questa spensieratezza ora va messa al servizio della squadra, perchè il treno playoff è ancora lì, ma New Orleans non dovrà più commettere passi falsi. Non sarà una passeggiata al parco conquistare il seed #8 ad Ovest, ma con un Lonzo tirato a lucido, provarci è d’obbligo.

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