Le migliori squadre della storia NBA

Le migliori squadre della storia NBA

The Athletic ha stilato una classifica delle 25 migliori squadre NBA, basandosi su vari criteri e parametri.

di Ario Rossi

Le migliori 10

Bulls 95/96 || NBA.com

Qualche giorno fa The Athletic ha stilato una classifica delle 25 migliori squadre NBA, in cui cerca di rendere il più possibile veritieri i valori in campo. Per farlo, hanno preso in considerazione solo le squadre che hanno vinto il titolo (ecco perché mancano gli Warriors 15/16), tenendo poi conto di alcuni parametri. Il net rating, cioè il differenziale di punti su 100 possessi, il MOV cioè il margine delle vittorie, il SRS che riporta la media di margine di vittoria rapportato alla difficoltà del calendario, il Pace cioè il ritmo dei possessi in 48′ e infine la percentuale totale di vittorie stagionali tra Regular Season e Playoffs.

Ecco a voi le prime 10 migliori squadre NBA su questa pagina, mentre ci sono le altre 15 nella pagina successiva.

1. Chicago Bulls 1995/96

Net Rating 13.4 (Off 115.2 – Def 101.8)

MOV 12.24

SRS 11.8

Pace 91.1

record totale: 87-13 (87%)

Come visto anche in The Last Dance, la prima stagione intera di MJ dopo il primo ritiro fu una cavalcata trionfale. Hanno avuto strisce di 13 e di 18 vittorie durante la stagione, poi ai Playoffs 3-0 agli Heat di Mourning, 4-1 ai Knicks di Ewing (unico ko al supplementare), 4-0 ai Magic di O’Neal (record in RS di 60-22) che li avevano eliminati l’anno prima e 4-2 ai Sonics in finale dopo esser stati in vantaggio 3-0.

2. Golden State Warriors 2016/17

Net Rating 11.6 (Off 115.6 – Def 104)

MOV 11.63

SRS 11.35

Pace 99.8

record totale: 83-16 (83.8%)

Una superiorità disarmante, culminata con le 15 vittorie consecutive ai Playoffs prima della caduta in gara-4 a Cleveland (LeBron tripla doppia e Curry 4/13 al tiro). Certo, quel famoso piede di Pachulia su un Kawhi che stava trascinando i suoi Spurs sul +25 in gara-1 grida ancora vendetta, ma la storia non vive di “se e di ma”. Di quelle sedici vittorie in postseason, il margine medio è stato di 15.6 punti, con sole quattro arrivate in singola cifra. In quella stagione si sono rivisti i ritmi dei Lakers dello showtime, e infatti il “pace” e l'”offensive rating” sono molto simili tra loro.

3. Los Angeles Lakers 1971/72

Net Rating 10.5 (Off 103.1 – Def 92.6)

MOV 12.28

SRS 11.65

Pace 116.9

record totale: 81-16 (83.5%)

Parliamo di quasi cinquant’anni fa, ma il loro record di 33 vittorie consecutive resiste ancora (due mesi di successi, prima di schiantarsi contro i 39+20 di Jabbar). Quei Lakers arrivavano da 8 finali perse nel decennio precedente, ma sconfissero i Bucks campioni in carica in 6 gare e i Knicks vittoriosi due anni prima in soli 5 incontri. Spinti da una coppia di guardie West – Goodrich da quasi 52 punti in due, e dal totem Chamberlain sotto canestro, quei Lakers avevano perso dopo poche partite la leggenda Elgin Baylor, costretto a ritirarsi (e mai omaggiato di quell’anello).

4. Chicago Bulls 1996/97

Net Rating 12 (Off 114.4 – Def 102.4)

MOV 10.8

SRS 10.7

Pace 90

record totale: 84-17 (83.1%)

Partirono la stagione con 12 successi di fila, erano 42-6 alla pausa dell’All Star Game e chiusero ad un passo dall’essere l’unica squadra a vincere 70 gare in due stagioni consecutive. Ad est i Playoffs furono una passeggiata con soli due stop in 13 gare. E poi la serie con i Jazz: il buzzer beater di Jordan in gara-1 e la iconica “flu game” o, se preferite, la “food poisoning game”, nella fondamentale gara-5 dopo che Utah era riuscita a pareggiare la serie. Infine il canestro di Kerr e la rubata di Pippen di gara-6 sono diventate fotografie indelebili, una volta di più grazie a The Last Dance.

5. Boston Celtics 1985/86

Net Rating 9.2 (Off 111.8 – Def 102.6)

MOV 9.41

SRS 9.06

Pace 101.2

record totale: 82-18 (82%)

Nella sua carriera, Larry Bird chiuse la stagione regolare sei volte con almeno 61 vittorie, ma mai finì con 67 come quest’anno. Arrivò infatti il terzo ed ultimo premio di MVP. Quei Celtics persero solo una gara in tre serie a Est con Bulls (nonostante i 122 punti di Jordan nelle prime due sfide al Boston Garden), Hawks e Bucks. Un pelo più combattuta la Finale, dove però i biancoverdi dettarono legge al Garden e bastò loro un successo tirato in gara-5 per aver la meglio dei Rockets delle ‘torri gemelle’ Olajuwon e Sampson.

Fu l’ultimo titolo dei Celtics prima di oltre due decenni di digiuno (più avanti in questa classifica delle migliori squadre NBA troverete anche la Boston del 2008).

Il famoso ‘baby hook’ di Magic || Gramho.com

6. Los Angeles Lakers 1986/87

Net Rating 9.1 (Off 115.6 – Def 106.5)

MOV 9.3

SRS 8.32

Pace 101.6

record totale: 80-20 (80%)

Quei Lakers dello Showtime furono indemoniati post All Star Break. Vinsero infatti 27 delle 29 partite fino a fine aprile, con l’unico stop dei Playoffs a Ovest arrivato per mano di Golden State (non è certo colpa dei gialloviola se Dallas e Portland vennero eliminate nel primo turno). Anche in finale un infermabile Magic Johnson (MVP stagionale con 23.9 punti e 12.2 assist) chiuse i conti in gara-4 con quel famoso Baby Hook che permise ai Lakers di violare il Garden e portarsi sul 3-1. Fu anche MVP delle Finals, viste le medie da 26.2 punti (e 54% abbondante al tiro), 13 assist, 8 rimbalzi e 2.3 rubate. Di fatto, la grande era dei Celtics terminò quell’anno, poiché nei successivi 5 raggiunsero solamente una finale di conference.

7. Milwaukee Bucks 1970/71

Net Rating 10.8 (Off 103.9 – Def 93.1)

MOV 12.26

SRS 11.92

Pace 113.4

record totale: 78-18 (81.2%)

Quei Bucks partirono con 17W nelle prime 18 (unico ko con i Pistons di un punto), poi un’altra striscia da 16W su 17 tra dicembre e gennaio. Poi trovarono il jolly con i Royals di coach Cousy che, secondo la leggenda, era geloso del suo playmaker Oscar Robertson e avrebbe consentito volentieri alla trade. Milwaukee si ritrovò 65-11 prima di mollare leggermente la presa nelle ultime sei gare. Nei Playoffs a Ovest la mancanza di Jerry West – si operò al ginocchio – aiutò molto per eliminare i Lakers in 5 gare; stessa sorte per gli Warriors (che avevano finito la stagione 41-41) e i finalisti Baltimore Bullets, ‘sweeppati’ dopo una stagione mediocre da 42-40. La coppia Alcindor – Robertson era devastante, ma quei Bucks avevano un ritmo infernale e, con l’aiuto di Dandridge e McGlockin, diedero a Milwaukee l’unico titolo NBA della loro storia.

8. Chicago Bulls 1990/91

Net Rating 9.4 (Off 114.6 – Def 105.2)

MOV 9.1

SRS 8.57

Pace 95.6

record totale: 76-23 (76.7%)

Il primo titolo di MJ e dei Bulls arrivò con una stagione devastante, che si concluse con dei Playoffs altrettanto formidabili con vittorie di 13.5 punti di media. Una sola sconfitta, con Phila, nelle prime tre serie a Est – e la famosa “idea” di Laimbeer di lasciare il campo senza salutare i Bulls. In finale i Lakers vinsero con difficoltà gara-1, ma da lì in poi il dominio di Chicago fu netto e portò al primo titolo a Windy City. Fu l’inizio della dinastia, con la nascita di una delle migliori squadre NBA di sempre.

9. Philadelphia 76ers 1966/67

Net Rating 7.6 (Off 101.5 – Def 93.9)

MOV 9.44

SRS 8.5

Pace 122.9

record totale: 79-17 (82.2%)

Quei Sixers di Chamberlain – per lui stagione da MVP con medie di 24.1 punti, 24.2 rimbalzi e 7.8 assist – vinsero 46 delle prime 50 gare e soprattutto riuscirono a fermare la dinastia Celtics che veniva da 8 titoli consecutivi. Dopo aver battuto Cincinnati nel primo turno, infatti i Sixers lasciarono solo un punto ai biancoverdi nelle finali di Division (com’era chiamata allora la Conference). Nelle serie finale Rick Barry segnò quasi 41 punti di media (55 in gara-3) ma l’asse Chamberlain – Greer fu celestiale: in coppia fecero 43.7 punti, 36.5 rimbalzi e 13 assist

10. Philadelphia 76ers 1982/83

Net Rating 7.4 (Off 108.3 – Def 100.9)

MOV 7.67

SRS 7.53

Pace 102.7

record totale: 77-18 (81%)

Philly arrivò in finale due volte nel ’80 e ’82 ma perdendole entrambe contro i Lakers. Allora in estate una sign-and-trade portò ai Sixers l’MVP Moses Malone. Fu una cavalcata trionfale, con 17W nelle prime 20 e poi una striscia da 14 successi di fila e poi un’altra da 16W in 17 incontri. L’ultimo mese di stagione regolare fu più a zig-zag, ma nei Playoffs non ci fu storia, sebbene molte partite furono anche tirate. Ma l’esperienza fu decisiva, con solo una sconfitta contro i Bucks in gara-4 delle Eastern Conference Finals. Arrivò poi uno sweep in finale contro quei Lakers tanto odiati. Per Moses 25.8 punti, 18 rimbalzi e 1.8 stoppate, facile MVP delle Finals.

Erving e Malone || washingtonpost.com

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