NBA Draft, occhio a questi tre possibili undrafted

Per vari motivi potrebbero non finire tra le 60 scelte del prossimo NBA Draft, ma il loro talento li porterà comunque nel massimo campionato americano. Forse.

di La Redazione

Il 18 novembre è la data per il prossimo NBA Draft, che eccezionalmente si svolgerà in autunno. Come sempre ci saranno due giri di scelta, con 60 giocatori in tutto che verranno chiamati – solamente online – dal commissioner Adam Silver. I primi 30 hanno un contratto garantito per i primi due anni, con team option nei successivi due anni. Gli altri devono convincere le squadre con il training camp a dar loro una possibilità.

Coloro che non verranno selezionati saranno gli “undrafted” e quindi potranno iniziare le rispettive carriere nella G League oppure in campionati esteri. O avere una possibilità da qualche squadra NBA tramite two-way contract oppure contratti non garantiti per la stagione. Il sito specializzato BasketballNews.com ne ha scelti tre, che potremmo presto vedere sui campi NBA.

Markus Howard, da Marquette

USA Today Sports

Il folletto da Marquette è stato il miglior realizzatore dell’ultima stagione NCAA, fermata anticipatamente a causa del Covid. Markus Howard ha giocato tutti i quattro anni con i Golden Eagles e ora cerca una squadra NBA che gli dia un’opportunità. Nella sua stagione da junior ha segnato 53 punti contro Creighton e due volte 45, contro Buffalo e Kansas State, poi 38 contro Villanova (queste ultime tre erano in top15 nel momento in cui avevano affrontato Marquette). Da sophomore ne mise 52 contro Providence. Insomma, il ragazzo sa segnare.

Ma ha un problema, per la NBA odierna: è basso, visto che senza scarpe misura circa 180cm. Tuttavia è un ottimo atleta e gioca sempre con una grande cattiveria agonistica. Tira con il 42% abbondante, ma deve dimostrare di migliorare in due cose: perdere meno palloni e difendere contro i pari ruolo NBA.

Potrebbe essere scelto intorno alla #50 ma è possibile che vada undrafted.

Sam Merrill, da Utah State

utahstateaggies.com

Altro senior, stavolta uscito dagli Aggies. La combo-guard Sam Merrill nell’ultimo anno ha tenuto medie di 19.8 punti con il 41% dall’arco, oltre ad aver guidato la squadra in assist in tutte e quattro le stagioni. Oltre a far canestro, sa anche gestire bene la palla, in più ha dimostrato di saper gestire le situazioni più delicate con la partita in bilico. Per due volte ha vinto il titolo di MVP del torneo della Mountain West Conference.

Laureato in business administration, ha già completato i due anni del servizio di missionario mormone (in Nicaragua), quindi ora può concentrarsi sulla sua carriera cestistica. Purtroppo per la NBA sembra essere troppo lento e poco atletico, cosa che gli preclude la possibilità di crearsi spazi con o senza palla.

Al prossimo NBA Draft potrebbe strappare una delle ultime cinque chiamate, altrimenti andrà undrafted.

Paul Reed, da DePaul

Getty Images

L’unico junior della lista è Paul Reed, uscito dall’università di DePaul. L’ala forte dei Blue Demons ha tenuto medie da doppia doppia con 15.2 punti e 10.7 rimbalzi, tirando con il 52% dal campo. Oltre a ciò, ha portato alla causa circa 3 stoppate e 2 rubate a partita.

Un 2.10m che però ama tirare anche da 3, sebbene le sue percentuali non siano fenomenali (poco sopra il 30%). La sua meccanica è davvero brutta, ma ha una grande etica del lavoro, cosa che potrebbe portarlo a migliorare la tecnica di tiro. La sua capacità di dare intensità sia in attacco che in difesa potrebbe convincere qualche squadra da Playoffs a dargli una possibilità. Le “intangibles” non si insegnano e lui ne è ben dotato, potrebbe far comodo.

Possibile che venga chiamato dalla 45-50 in giù, ma rischia anche lui di andare undrafted.

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