NBA Finals: oltre ogni passione

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www.thestar.com Le NBA Finals sono, a buon diritto, una sorta di rito annuale per tutti gli appassionati di basket del mondo.Esiste un piccolo mondo che ruota intorno alle NBA Finals, un mondo che per ognuno di noi è del tutto particolare. Durante le Finals ognuno di noi avrebbe aneddoti a non finire da raccontare ed è questo che stò per fare, come se fosse un’amabile chiacchierata a un tavolo con amici di lunga data. Sapete qual è il momento che ricordo con maggior precisione di tutte le Finals che ho visto in 20 anni che seguo la NBA? JORDAN ’98… in particolare, Jordan che segna il famoso tiro a 5,2 sec dal termine di gara 6 e io 15enne, nella mia cameretta davanti alla TV che butto un grido di gioiaesultanza alle 5 di mattina… 1 minuto dopo entra mia madre in camera mia, dicendomi “Simone, che succede?”… Santa donna, meno male che poco prima non mi aveva sentito bestemmiare in tutte le lingue conosciute e sconosciute, terrestri e aliene, manzoniane e lovecraftiane dopo la tripla di Stockton…

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Si, perchè trattenere le emozioni non è sempre facile… in altre occasioni ricordo mia madre “sentirmi sveglio” (come facciano le mamme ad avere un radar simile è un mistero di Fatima), entrare in camera mia e dirmi “Simone, vai a letto!” “Mamma, vai a letto tu, ci sono le Finali NBA” e lei con sguardo rassegnato chiude mestamente la porta… o ancora mio padre che mi trova carico come una molla alle 6 di mattina, sul divano della sala in cui riecheggiavano le voci di Flavio Tranquillo e Federico Buffa e mi dice in dialetto piacentinissimo “Che voeia…” (che voglia) scuotendo inequivocabilmente la testa. Ogni baskettaro che si rispetti è un mezzo reietto, in un paese dedito al 700% al calcio… per cui a pranzo con i colleghi, alla vigilia di gara 1 i discorsi sono “Hai visto?Hanno dato il 10 a Cassano”, “Si, ma Balotelli vedrai che gioca bene!”, “1-1 contro il Lussemburgo!”… nell’unico secondo di silenzio, una voce sconosciuta chiede distintamente “Gioca Tony Parker stasera?” risposta “Tony Parker non è il vero nome dell’ Uomo Ragno??”… non so se mi spiego… Se già era complicato non “disturbare” nessuno a casa dei genitori da ragazzino, da convivente e con un figlio è una vera avventura… La sera che precede la nottata di una gara, solitamente è più o meno così: Arrivi a casa dal lavoro, trangugi la cena e dici “No problem, vado a letto alle 9 e sveglia alle 3 circa”. Dai un bacio al bimbo, uno alla compagna e ti corichi puntualissimo… ma ti trovi a guardare il soffitto per un ora… prendi sonno… improvvisamente senti un rumore lontanissimo, che ti strappa a sberle dalle braccia di Morfeo… il rumore è la sveglia, le sberle sono quelle della compagna che ti maledice per aver svegliato anche lei… Ti alzi, al buio, non devi far rumore, perchè se svegli anche il bimbo è finita… sbatti contro tutto quello contro cui puoi sbattere, ovviamente il mignolino del piede deve avere un radar tipo quello delle mamme menzionato prima, per cercare senza mai fallire gli angoli e spigoli più dolorosi. Arrivi in sala, accecato dall’ira nei confronti di chi ha progettato mobili così spigolosi, accendi la TV e incappi in un altro mistero irrisolvibile e del quale parlerò con Gesù non appena ci andrò a cena: il Volume della TV che, quando spenta era sul 4-5, ora è sul 37… in quel momento vuoi morire… Inspiegabilmente non hai svegliato nessuno.
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1° e 2° quarto in archivio, pausa lunga, ci vuole uno spuntino… ti dirigi alla cucina… strano, non ti eri mai reso conto di quanto casino facessero i vari sportelli, accendi-gas, forno a microonde… ora che hai preparato tutto quello che desideri, non solo ti è quasi passata la fame, ma torni davanti alla TV che ti sei perso i primi 2 minuti di 3° quarto, solitamente appena dopo un’azione da tramandare ai posteri da parte di qualcuno… imprecazioni silenziose ma abbondanti… e ti trovi ad aver preparato come “spuntino” una tazza di the caldo alla ciliegia (che ti pare buono annusando il filtro e orribile una volta infuso), un panino col salame, mezzo sacchetto di patatine aperto 3 settimane prima e i rimasugli di una bottiglia di Cola completamente sgasata… bon apetit… La partita arriva a 4 minuti dalla fine, memore di quel 14 giugno 1998, ti prepari psicologicamente a reprimere ogni tipo di emozione umana, fuori albeggia… finisce la partita fra tiri incredibili, fischi arbitrali pazzeschi, time out da 20 secondi lunghi interi quarti d’ora… sei sudato, la doccia della sera prima resa totalmente inutile da 10 uomini su un parquet a migliaia di km di distanza, hai qualche kg di capelli in meno, avuto 5-6 arresti cardiaci, ma sei felice, almeno finchè non ti accorgi di aver ridotto il divano a una discarica e di aver prodotto più rifiuti organici di un ristorante… Esci di casa 1 oretta dopo per andare al lavoro, sciacquato e vestito, salutando l’anziana signora del piano terra “Buon giorno signora Squarciapini!” “Buong…ma stà bene?” “Si, perchè?” “Ha una faccia…”
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So già a cosa pensate… “Ma registrare la partita col MySky o vederla sul League Pass il giorno successivo ed evitare l’avventura notturna no?”. NO! Soprattutto per lo spoiler sempre magicamente in agguato… Correva il 2002 quando, tornato a casa e accingendomi a guardare gara 4, mia madre mi disse “Allora i Lakers hanno vinto il titolo?”…gelo… “Ma no scherzavo! Hanno vinto gli altri…” io: “Mamma, gli altri sono i Nets, erano sotto 3-0… e come facevi a sapere che erano in Finale con i Lakers??”… Vendetta per l’urlo alle 5 di mattina su Jordan ’98, ne sono certo… Una volta a pranzo ero pure tranquillo, in quanto la tv del locale dove mi trovavo, era sintonizzata su Studio Sport Mediaset, che normalmente non parlerebbe di NBA nemmeno se Gallinari vincesse il titolo facendo 200 punti e 70 stoppate a partita; beh, NOTIZIA DI APERTURA: “E’ dei LAKERS gara 1 delle Finali NBA 2010…” Potrei approfondire a dismisura… e se tutto questo succede già a partire da gara 1, pensate in che condizioni si arrivi dopo gara 7… una vera avventura, con mille imprevisti, ma guai a chi mi tocca le mie NBA FINALS.