NBA Focus: la crescita esponenziale di Goran Dragic

NBA Focus: la crescita esponenziale di Goran Dragic

di La Redazione

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A CURA DI MATTEO MAFFE Lo abbiamo visto tutti quest’estate agli Europei in Slovenia, lo abbiamo anche ritenuto forse un po’ arrogante e presuntuoso quando ha giocato contro l’Italia. Tutti hanno però notato il suo dominio in campo. Spesso si dice che il talento non basta, che c’è bisogno del duro lavoro per arrivare a certi livelli. Dragic è una dimostrazione di questa teoria, basti vedere le sessioni di allenamento estivo di preparazione fisica a cui si sottopone lungo le spiagge californiane, quando molti suoi “colleghi” sono in vacanza a divertirsi. Allena ogni parte del corpo insieme a un preparatore atletico americano senza usare pesi, in modo da prevenire infortuni o lesioni. Se volete dare un’occhiata alla portata degli allenamenti estivi guardate questo video ( http://youtu.be/Ov6Rv302Vwg ). Gli sforzi estivi non si possono non notare guardando una sua partita: aggressivo su ogni pallone, penetrazioni con estrema forza fino al ferro, niente paura di entrare nel pitturato contro lunghi che superano i 2 metri. Per essere una point-guard nella NBA bisogna avere gambe esplosive e forza fisica nella parte superiore del corpo, Goran possiede entrambe le qualità unite da un equilibrio perfetto. Inoltre si sta dimostrando preciso dall’arco dei 3 punti (42%) e soprattutto un ottimo giocatore di pick&roll in una squadra come Phoenix dove di P&R se ne giocano molti. Oltre a una crescita personale (miglior percentuale di tiro da quando è nella lega, 51% – 20,3 punti di media a partita da unirsi ai 6 assist serviti ai compagni) ha contribuito a portare i Suns in zona Playoff. Il giocatore perfetto nella squadra perfetta, un giocatore completo che fa correre i compagni atleticamente devastanti, si veda Gerald Green sopra il ferro ( http://youtu.be/alR2DGNWLAs ), che li gestisce nei momenti “clutch” delle partite, che se li prende sulle spalle quando bisogna vincere – 40 punti e career high per battere i Pelicans il 28 Febbraio.
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A inizio anno sembrava che il problema maggiore per Dragic fosse la convivenza con il neo-arrivato Bledsoe, simile a lui per caratteristiche, tuttavia i due hanno spesso giocato insieme nei 5 titolari scambiandosi il ruolo di PG e coach Hornacek li sta gestendo entrambi magnificamente. Tutti e due sono fisicamente potenti e possono difensivamente marcare sia una guardia tiratrice che una point-guard. Quello che non ci si aspettava da lui era invece l’ottima relazione cestistica instaurata con Frye, i due si intendono magnificamente e il loro Pick&roll è stato definito dall’allenatore dei Pacers Frank Vogel “forse il più difficile da difendere in tutta la lega”. Le opzioni che Dragic può esplorare grazie alle sue qualità sono molteplici: penetrazione al ferro, palleggio arresto e tiro, assist per Frye che si apre per il tiro da 3 e assist per i tiratori disposti sempre in maniera perfetta sull’arco.

Dragic spiega come Frye gli apra il campo in modo da permettergli di attaccare il ferro o comunque di avere una visione di gioco molto ampia per poter prendere la scelta migliore e poter premiare il compagno più libero. Come spesso accade, si dice che un giocatore si mette in mostra quando trova la squadra adatta a lui, come è successo per Belinelli agli Spurs, però sembra che Dragic voglia andare oltre al mettersi in mostra e voglia conquistarsi un posto tra i migliori oltreoceano. Quest’anno si sarebbe meritato, a detta di moltissimi addetti ai lavori, una convocazione all’All Star Game, che purtroppo non è arrivata. Se continua su questi livelli possiamo solo aspettarci che prima o poi venga convocato, per ora godiamoci le sue giocate e vediamo se riuscirà a portare i Suns ai Playoff. Ah, a Phoenix i Suns hanno visto giocare un certo Steve Nash, non facciamo paragoni cestistici, ma in Arizona quando vedono un playmaker bianco sfrecciare sul parquet qualche brivido viene sempre percepito e la speranza di vedere i Soli tornare a splendere come all’epoca del canadese è anche nelle mani del talentuoso sloveno.  

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