NBA: I Boston Celtics tra presente e futuro

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” Yahoo sources: Boston trades guard Rajon Rondo to the Dallas Mavericks “.

Adrian Wojnarowski lancia cosi la bomba che sconvolgerà l’intero mondo dei Celtics, nella serata del 18 dicembre.
L’ultimo pezzo dei Celtics del 2008 lascia Boston: il capitolo dei Big3 ( o Big4 ) è definitivamente chiuso, la ricostruzione è iniziata.
Ricostruzione che nella scorsa estate aveva come punti fondamentali Rondo e Jeff Green, almeno nel pensiero diffuso ma probabilmente non nella testa di Danny Ainge, che sembra aver definitivamente imboccato la strada della ricostruzione da ” 0 “: ma perchè Rondo via? E perchè per cosi poco? Domande a cui da esterni è difficile da rispondere. Certo, Wright, Crowder, Nelson e le pick possono far comodo, ma forse era lecito aspettarsi di più? No, nessuna squadra ti avrebbe dato di più per un giocatore in scadenza, e che per di più stava vivendo un momento difficile. E allora perchè scambiarlo? Perchè Rondo era in scadenza, ed evidentemente non era nei suoi interessi rifirmare a cifre lecite, e forse meglio un Wright e una scelta oggi che perderlo a 0 a Giugno.
Il divorzio tra Rondo e i Celtics era nell’aria da tempo, forse perchè era inevitabile, era inevitabile dopo che si era deciso di ricostruire, dopo che si era deciso di dare via Garnett e Pierce, dopo che si era deciso di porre fine alla pagina di storia che ha portato il 17imo anello ai biancoverdi. E forse la pagina meglio chiuderla in maniera definitiva e provare ad aprirne un’altra che sia bella e gloriosa come le precedenti.

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Inizia cosi quindi il rebuilding biancoverde, con più dubbi che punti fermi.

Partiamo dai punti fermi, e uno dei pochi punti fermi di questi Celtics è sicuramente Marcus Smart.

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Scelto alla n.6 nello scorso Draft, Smart sarà con moltissima probabilità un giocatore importante dei futuri Celtics. E la cessione di Rondo suggerisce quasi un passaggio di testimone tra le due PG, con la dirigenza che con questa mossa ha deciso di affidare le chiavi della squadra al giovanissimo play.
Già nello S5 nelle scorse partite, Smart è un giocatore dagli incredibili mezzi che deve però aggiustare molti aspetti del gioco: il fisico da toro lo rende sicuramente un fattore in difesa, ma in questa metà campo deve migliorare ancora molti aspetti in quanto scelte e tecnica difensiva generale. Tuttavia, le 1.2 steal in 19 minuti di media suggeriscono un ottimo impatto difensivo immediato.
Offensivamente i margini di miglioramento di Smart sono ancora più ampi. Il tiro è sicuramente il primo aspetto su cui lavorare, soprattutto dall’arco, visto che nel gioco di Stevens i tiri dall’arco sono molto frequenti.
Forniamoci un attimo di queste shotcharts: Come possiamo notare dal primo grafico, i tiri da 3 costituiscono il 65% dei tiri presi da Smart in stagione, mentre dal secondo possiamo osservare come converta questi con un infelice 29.8%.

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Con un miglioramento sotto questo punto di vista quindi, Smart diventerebbe molto più pericoloso offensivamente e più funzionale al gioco di coach Brad.

La visione di gioco e la capacità di mettere in ritmo i compagni sono buone anche se per ora non eccelse, ma sotto questo punto di vista sarà giudicabile ora con l’addio di Rondo.
Stiam comunque parlando di aspetti che volendo si possono insegnare/imparare nella lega ( poi sta a lui ), ma la cosa che fa ben sperare a Boston è la sua leadership, il suo carattere e la sua grinta, attributi che non si possono insegnare, ed averli già a quest’età è sicuramente un grandissimo punto di forza.

smartstats

Il suo compagno nel backcourt è Avery Bradley, fresco di rinnovo a 8 milioni annuali quest’estate ed unico giocatore con contratto garantito nel 2016.

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Le cifre del rinnovo di Avery hanno portato non pochi dubbi, ma con il nuovo contratto televisivo un contratto del genere peserà davvero poco sul futuro cap.
Tuttavia, nonostante il nuovo contratto, Bradley ha iniziato la stagione con il piede sbagliato: il suo punto forte, la difesa, è leggermente peggiorata, forse anche per la mentalità offensiva che Stevens sta cercando di inserire nella squadra, ma neanche nella metà campo offensiva ci sono stati miglioramento, anzi, Avery segna meno 13 punti di media a confronto dei 15 dello scorso anno e tira con percentuali peggiori.
Ecco le shotcharts di quest’anno e dello scorso anno in ordine.

averyshotchart

averyshotchart2

Il tiro, elemento fondamentale per una SG di Stevens è addirittura peggiorato.
Ecco, magari da un 24enne ci si aspetta un miglioramento, purtroppo la stagione di Bradley dice esattamente il contrario: ” bocciato ” per il momento, ma con buone speranze per un miglioramento futuro.

Passiamo ora al reparto lunghi, partendo dai due migliori prospetti ovvero Sullinger-Olynik.

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Due interessantissimi giocatori, troppo simili. Una coppia lunghi affascinante, ma impossibile. Nell’inizio di stagione Stevens ha più volte proposto dall’inizio la giovane coppia, con risultati piuttosto scarsi soprattutto difensivamente: infatti, sia Sully che Kelly han mostrato in questi primi anni nella lega troppi problemi nella difesa del canestro, rendendo in questo inizio di stagione i Celtics ultimi in quanto punti subiti nel pitturato.
Offensivamente, entrambi sono potenzialmente dei giocatori in grado di spostare, ma non insieme. Entrambi ( soprattutto da questa stagione ) sono dei lunghi piuttosto perimetrali, che tirano molto da catch&shot soprattutto dal perimetro; meglio quindi, accoppiare uno dei due con giocatori più interni come Tyler Zeller e Brandan Wright.
Serviamoci un attimo della piattaforma ” Statsmuse ” per osservare i tipi di tiro presi da Sullinger e Olynik:

sully and kelly shotcharts

Sembra quasi una shotcharts di due esterni... nello stesso modo, andiamo ad osservare i tipi di tiro presi da Wright e Zeller.

wright and zeller shotcharts

E’ quindi abbastanza evidente come sia opportuno far giocare il meno possibile Olynik e Sullinger contemporaneamente, e Stevens ha subito provveduto. La scelta del titolare è ricaduta su Sullinger, che ha affiancato Zeller in quintetto nelle ultime uscite: questo rinnovamento ha fatto molto bene soprattutto a Kelly, che nelle ultime 10 viaggia a 14.2 punti e 5.7 rimbalzi di media.
Un discorso diverso va fatto per Wright, arrivato nelle Rondo trade. Potenzialmente un elemento che potrebbe essere importantissimo per questi Celtics, abbinandosi perfettamente anche al Sullinger/Olynik di turno, eppure sembra essere già sul piede di partenza; benchè in scadenza, pare che i Celtics abbiano già ricevuto numerose offerte per l’ex-Dallas.
E ad oggi, Wright non sembra affatto poter far parte del progetto Celtics.

Il miglior giocatore dei Celtics allo stato attuale è sicuramente Jeff Green, ma la sua presenza nei futuri Celtics è tutto tranne che certa. Le voci su una sua possibile cessione continuano ormai da più di un anno, e lo stesso Green ha dichiarato di poter anche non attivare l’opzione nel suo contratto a fine stagione e di poter quindi lasciare Boston già a luglio.
L’ottima ( e se vogliamo anche sorprendente ) stagione di Green ha portato il suo valore sul mercato ad essere molto superiore di quanto lo fosse solo qualche mese fa, e questo potrebbe portare i Celtics anche a sondare la possibilità di una trade. Perchè darlo via? Ci ri-agganciamo al caso-Rondo, meglio qualcosa ora che NULLA a luglio, e non sembra essere nei piani del buon Jeff rimanere ai Celtics.
Cioè che colpisce soprattutto nella stagione di Green è una maggiore continuità delle sue prestazioni rispetto agli anni passati, dove si è contraddistinto come uno dei giocatori più discontinui dell’intero panorama NBA. In questa stagione, invece, ha segnato per 10 partite delle 28 totali 20+ punti, e per 20 volte 15+ punti, risultando quindi più affidabile sotto il punto di vista puramente statistico.

greenstats

Come anche Green, due giocatori che difficilmente faranno parte dei futuri Celtics sono Marcus Thornton e Brandon Bass. Thornton è forse l’unico giocatore veramente affidabile dall’arco ( 42.3% questa stagione ), ma è in scadenza e per ora non ci sono state trattative tra il giocatore e la dirigenza. Bass, anch’esso in scadenza, potrebbe essere un tassello importantissimo per varie contender, e forse neanche lui sarebbe interessato a rinnovare a Boston.

E allora chi rimane a Boston? Difficile dirlo, certo, molto probabilmente almeno uno tra Wright, Bass, Thornton e Green rimarrà anche la prossima stagione. Ma al 90%, almeno due di loro faranno le valigie, e i loro posti in rotazione saranno sostituiti dalle varie vagonate di scelte che i Celtics avranno nei prossimi anni. Facciamo un attimo un resoconto delle scelte che avranno i Celtics nei prossimi 2 anni:

2015:
-Celtics, 1st
-Clippers, 1st
-Wizards, 2nd
-76ers, 2nd
-Celtics, 2nd

2016:
-Celtics, 1st
-Nets, 1st
-Cavaliers, 1st
-Cavaliers, 2nd
-76ers, 2nd
-Heat, 2nd

Tante, tantissime scelte, ma avere tante scelte equivale a scegliere bene per forza?
No, e qui toccherà alla dirigenza. E’ importante, se non fondamentale, scegliere bene per questi Celtics, e farlo in maniera oculata e precisa senza buttare via pick.

Una delle scelte più recenti, la più recente, è stata James Young. Esterno da Kentucky, Young è un 2/3 scelto in questo Draft dai Celtics, ed è sicuramente un prospetto interessante.
Tuttavia, vista l’incredibile varietà dei biancoverdi nel suo ruolo unita a qualche suo piccolo problema fisico, Young ha giocato solo garbage time in questa stagione e non sembra essere nelle intenzioni di Stevens inserirlo nelle rotazione. Il coach biancoverde infatti sembra preferirgli anche il nuovo arrivato Crowder, quindi per vedere Young dovremmo aspettare la prossima stagione.

redsarmy.com

Passiamo un attimo in maniera più dettagliata al futuro dei Celtics:

Partiamo dall’allenatore, Brad Stevens.
Stevens, che ha firmato un quinquiennale solo lo scorso anno a Boston, ha non pochi detrattori nell’ambiente biancoverde. Certo, giudicarlo ora con questa squadra non ha senso ( ricordiamo i ” fire Doc ” prima del 2008 ), ma sicuramente si possono già trarre degli aspetti importanti della sua gestione.
Un primo difetto, forse il più evidente, è l’attuale incapacità di Stevens di gestire i possessi decisivi.

I Celtics sono infatti 29esimi ( !!! ) per quanto riguarda i punti subiti nell’ultimo quarto, e in generale hanno perso troppe partite trovandosi davanti nei primi quarti per poi buttare via il vantaggio e chiudere con una sconfitta nell’ultimo quarto.
Questo può sicuramente essere dettato dalla poca esperienza della squadra e dell’allenatore stesso, ma è un grosso problema che se non modificato in fretta, potrebbe portare una mentalità perdente alla squadra e soprattutto ai giovani elementi.

Un’altra modifica rilevante è la mentalità offensiva che Stevens sta cercando di portare alla squadra: nella scorsa stagione i Celtics erano il 25esimo attacco della NBA con 96.2 punti segnati, mentre quest’anno sono ottavi per quanto riguarda i punti segnati, con una media di 103.2 punti.
Come prevedibile però, i problemi nascono difensivamente: mentre nella scorsa stagione i Celtics erano solo la 13esima difesa della lega, quest’anno sono i 28esimi con ben 104 punti subiti a partita.

E’ Stevens l’uomo giusto per guidare la ricostruzione dei Celtics? E’ troppo presto per dirlo, per ora i segnali mandati da Stevens sono stati sia positivi che negativi ( forse un pò più negativi… ), ma solo il tempo ci darà una visione più completa delle sua abilità e del suo operato.

networth.com

Il futuro dei Celtics è ad oggi sicuramente quindi, poco definito: andiamo ad analizzare i contratti degli attuali giocatori:

celticsstat

Quanti sono i giocatori realmente nel progetto Celtics, tra questi? Possiamo in anzitutto dire che di questo progetto NON fa parte Gerald Wallace, in scadenza nel 2016 e giocatore con contratto più alto a libro paga; contratto che blocca e non poco i movimenti dei Celtics, ma che comunque scadrà abbastanza presto in ottica ricostruzione.
Come già detto, altri giocatori in scadenza come Bass, Thornton, Wright, Jameer Nelson ( opzione giocatore a fine anno ) sembrano avere un futuro lontano dal Massachussets, e sicuramente Boston non ha molto interesse nel ri-firmarli a cifre vicine a quelle attuali. Faverani probabilmente tornerà in Europa, e allo stato attuale nessuno sa cosa ci sia nella testa di Jeff Green e che accordi abbia con Ainge, ma a sensazione anche lui sembra più lontano che vicino ai Celtics in futuro.
Pressey è un sophomore che ha fatto vedere qualcosa, ma potrebbe essere tagliato o scambiato in 2 anni di tempo, Crowder invece potrebbe far parte dei Celtics ma come giocatore di rotazione ( un 3andD giovane, potrebbe anche rivelarsi utile ).

Quindi, 2/3 dell’attuale roster POTREBBERO lasciare Boston nei prossimi 2 anni.
E allora da chi sarebbero composti ipoteticamente i Celtics nel 2016?
Le prospettive al momento sono Smart, James Young, Avery Bradley, Jared Sullinger e Kelly Olynik, le tantissime scelte nei prossimi Draft e soprattutto l’immenso spazio salariale che potrebbe essere utilizzato tra 2016 e 2017. Il fatto che tra scelte e contratti garantiti attuali l’età media nel 2016 potrebbe essere 22 anni insieme al coach più giovane della lega è pericoloso, ma intrigante.
Il futuro dei Celtics è quindi ora ancora oscuro, e ci sono non pochi dubbi su quali siano i punti fermi e quali no, chi partirà e chi no, e quale sia la vera e propria linea che Ainge sta seguendo.
Ma i motivi per sperare ci sono, la gioventù biancoverde è almeno secondo me molto promettente e ora senza pressioni potrà crescere tranquilla senza aspettative da Play-Off, con Brad che dovrà gestirla bene.

Ah, per dare giudizi sull’operato generale aspettare almeno il 2017.
Perchè anche nel 2007 molti pensavano che la linea intrapresa da Ainge sarebbe stata fallimentare. Poi, un anno dopo, erano tutti a festeggiare il 17esimo.

espn.com

Pazienza e fiducia.

( tutte le stats aggiornate al 27 dicembre ).

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