NBA inside Preview: Golden State Warriors, l'anno della verità

0

nba.com La puntata di oggi della nostra preview sulla stagione 2014/2015 vi porta a San Francisco, per andare a scoprire i Golden State Warriors. ROSTER: David Lee Ala/Centro, 31 anni, 206 cm, 10° anno,$15,012,000 Andrew Bogut Centro, 29 anni, 213 cm, 10° anno, $12,972,973 Andre Iguodala Ala/Guardia, 30 anni, 198 cm, 11° anno, $12,289,544 Stephen Curry Guardia, 26 anni, 191 cm, 6° anno, $10,629,213 Shaun Livingston Guardia, 29 anni, 201 cm, 11° anno, $5,305,000 Marreese Speights Ala/Centro, 27 anni, 208 cm, 8° anno, $3,657,500 Klay Thompson Guardia, 24 anni, 201 cm, 4° anno, $3,075,880 Harrison Barnes Ala, 22 anni, 203 cm, 3° anno, $3,049,920 Leandro Barbosa Guardia, 31 anni, 191 cm, 12° anno $1,448,490 Jason Kapono Ala/Guardia, 33 anni, 203 cm, 12° anno $1,316,809 Brandon Rush Guardia, 29 anni, 198 cm, 7° anno, $1,145,685 Festus Ezeli Centro, 25 anni, 211 cm, 3° anno $1,112,880 Nemanja Nedovic Guardia, 23 anni, 191 cm, 2° anno, $1,104,240 Draymond Green Ala, 24 anni, 201 cm, 3° anno, $915,243 Justin Holiday Guardia, 25 anni, 198 cm, 2° anno, $816,482 Ognjen Kuzmic Centro, 24 anni, 216 cm, 2° anno, $816,482 Aaron Craft Guardia, 22 anni, 188 cm, 1° anno, $507,336 James Michael McAdoo Ala, 21 anni, 206 cm, 1° anno, $507,336 COACH: Steve Kerr (nuovo) Arrivi: Shaun Livingston (Brooklyn Nets), Brandon Rush (Utah Jazz), Leandro Barbosa (Phoenix Suns), Aaron Craft (Free Agent), James Michael McAdoo (Free Agent), Justin Holiday (Szolnoki Olaj), Jason Kapono (Free Agent) Partenze: Steve Blake (Portland Trail Blazers), Jordan Crawford (Xinjiang Flying Tigers ), Jermaine O’Neal (Free Angent), Hilton Armstrong (Free Agent) Quintetto base: Curry, Thompson, Iguodala, Lee, Bogut La stagione appena passata doveva essere quella della consacrazione per i Golden State Warriors in seguito alle aspettative che si erano andate a creare su di loro dopo i sorprendenti Playoff 2013, chiusi dopo aver eliminato al primo turno gli eterni incompiuti Denver Nuggets e aver dato più di un grattacapo ai futuri finalisti San Antonio Spurs. In realtà la squadra della baia ha mostrato qualche passo in avanti, ma non quelli sperati dai tifosi, concludendo la post season già al primo round contro i Los Angeles Clippers. L’immediata reazione della dirigenza è stato l’allontanamento di coach Mark Jackson, più per divergenze di vedute che per veri e propri demeriti legati alla gestione della squadra, e ,dopo aver fallito l’assalto a Stan Van Gundy, la sottoscrizione con Steve Kerr di un contratto faraonico che porterà nelle tasche dell’ex commentatore TNT 25 milioni di dollari in 5 anni. In seguito è stata intavolata una trattativa per portare in California Kevin Love, ritenuto il pezzo mancante a questa squadra per poter essere davvero considerata una contender ad ovest, ma la volontà della dirigenza dei Warriors si è scontrata con l’intransigenza di quella dei T’Wolves la quale ha rifiutato qualsiasi offerta che non comprendesse nel pacchetto Klay Thompson, che però è considerato un pezzo chiave del presente e soprattutto del futuro della franchigia della baia. Sfumato “Mr Double Double”, sul mercato non era rimasto nessun giocatore ritenuto in grado di portare un reale upgrade al quintetto e di conseguenza tutti gli sforzi sono stati incentrati sul miglioramento di quello che si era rilevato il reale punto debole della passata stagione, ovvero la panchina e in questo senso i vari Livingston, Barbosa e Brandon Rush costituiscono un netto passo avanti rispetto a Douglas, Bazemore, Blake e Crawford. In particolare sono riposte grosse aspettative sull’ex Nets che potrà permettere finalmente un gran numero di minuti di Curry lontano dalla palla con la possibilità di correre dietro ai blocchi senza al contempo far perdere al quintetto qualità in fase di regia e in difesa. Bisogna ricordare inoltre che Ezeli è tornato arruolabile, notizia tutt’altro che malvagia considerando che andrà a prendere il posto di quell’ormai ex giocatore di nome Jermaine O’Neal. La base della scorsa annata è comunque quella di una squadra da più di 50 vittorie nella combattutissima Western Conference e l’aggiunta di una second unit finalmente un minimo più competitiva può dare una spinta importante verso il raggiungimento di posizioni più ambite. Inoltre il nuovo coach sembra voler portare una serie di novità, soprattutto offensive, in grado di migliorare ulteriormente la già elevata pericolosità della squadra, cercando di favorire un movimento più rapido di uomini e palla e provando a coinvolgere di più il centro titolare Andrew Bogut ed entrambe le novità si stanno già vedendo nelle prime sfide di pre season. Resta qualche dubbio comunque su Kerr, soprattutto riguardo la sua gestione della squadra in quanto è alla prima stagione da capo allenatore nella sua pluriennale carriera all’interno del mondo NBA. Inoltre la scelta societaria di preferire Thompson a Love non è stata vista di buon occhio da tutti gli addetti ai lavori non tanto nell’immediato quanto nel futuro visto che a fine stagione il contratto di Klay scadrà e sicuramente lo stipendio verrà ritoccato verso l’alto e tra un Thompson a 14-15 milioni e un Love a 17 sembrerebbe migliore la seconda opzione. L’impressione generale è che questa stagione sia davvero fondamentale per la franchigia della baia per capire definitivamente cosa faranno da grandi, se potranno essere una reale contender o se resteranno ancora nel limbo delle squadre troppo forti per non fare i playoff, ma troppo scarse per poter puntare a qualcosa di più di un semplice secondo turno. Pronostico: se i Warriors si trovassero ad Est sarebbero già oggi quanto meno una serissima candidata alle finali di conference, ma ad ovest la situazione è del tutto diversa con 3 squadra che già oggi possiamo considerare superiori a Curry e soci ossia Spurs, Thunder e Clippers. Dando per scontata la loro terza apparizione consecutiva ai playoff, la reale aspirazione sembrerebbe essere un posto tra le prime quattro e di conseguenza l’ottenimento del fattore campo almeno al primo turno, obbiettivo sicuramente alla portata, ma tutt’altro che semplice tenendo presente la qualità dei rampanti Blazers e Rockets e delle possibili outsider Mavericks e Grizzlies.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here