NBA – More than basketball

Osserviamo gli intrecci tra NBA e società e quanto una influenzi l’altra.

di Marco Battaglia

Cos’è esattamente l’NBA? Sicuramente, molti di noi risponderanno che è il massimo campionato americano di pallacanestro, ma è davvero solo questo? Se osserviamo quanto le Lega e i suoi rappresentanti (giocatori, coach, ecc…) siano stati coinvolti e centrali nelle vicende che ultimamente hanno solcato profondamente la società americana, non possiamo non renderci conto di quanto NBA e USA siano ormai interconnessi e di quanta influenza generi l’una sugli altri.

 

E non sono solo le battaglie legali per i “soldi” a generare caos all’interno del campionato di pallacanestro più spettacolare e seguito al mondo (con i lockout del 1995, 1996, 1998 e 2011 derivati da problemi sugli adeguamenti di stipendi e ricavi dalle TV), ma anche la crescente attenzione dei giocatori per quello che li circonda; come dimenticare, ad esempio, ciò che successe nella bolla di Orlando quest’estate con le vicissitudini legate alla morte di George Floyd e la conseguente crescita del movimento Black Lives Matter che portò, il 27 Agosto 2020, alla sospensione di 5 partite a causa del rifiuto di tutti gli staff delle squadre coinvolte a scendere in campo nella serata.

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Se però andiamo a vedere ancora più recentemente, per essere precisi il 6 Gennaio 2021, con i terribili fatti di Capitol Hill, dove i sostenitori dell’ormai ex presidente Trump fecero irruzione nel palazzo del Congresso per manifestare il loro dissenso verso il nuovo presidente eletto Biden, si assiste a un’altra importante risposta di critica civile dei giocatori NBA che, nelle partite che sono seguite nella stessa giornata, hanno manifestato il proprio dissenso verso ciò che succedeva poco lontano da loro, chi inginocchiandosi per i primi 24 secondi dell’azione delle partite e chi con dichiarazioni sicuramente degne di nota come quella di Doc Rivers, allenatore dei Philadelphia 76ers (“Questa, per me, è un’immagine che vale più di mille parole. Nessun cane poliziotto ha attaccato le persone, nessuno ha picchiato le persone coinvolte nella rivolta che sono state pacificamente scortate fuori dal Campidoglio. Questo dimostra che puoi disperdere pacificamente una folla ma è una giornata triste, per molti altri versi.”).

Questo dimostra che gli atleti, gli allenatori e tutti coloro che fanno parte della Lega sono persone con delle idee e che non hanno paura di esprimerle anche grazie a una struttura, l’NBA appunto, che garantisce la libertà di espressione, nei termini del rispetto e della legge, e che non si accontenta di avere semplici cestisti ma anche esempi da seguire come la sua prima stella LeBron James, da sempre impegnato nel sociale con la creazione di una scuola (la I Promise School) nel 2018 e pronto a intervenire sui temi caldi della società americana (famoso il discorso agli ESPY Awards del 2016 insieme ai colleghi e amici Chris Paul, Carmelo Anthony e Dwayne Wade riguardante i numerosi scontri tra polizia e cittadini afroamericani), o il compianto Kobe Bryant, con la sua Mamba Sports Academy (ora solo Sports Academy) anch’essa fondata nel 2018 e ideata per sostenere le giovani atlete e i giovani atleti, o Steve Nash, con la sua Steve Nash Foundation dedita a provvedere ai bisogni di bambini in comunità poco abbienti, o Enas Kanter, con la sua battaglia contro il regime di Erdogan, o Steve Kerr, Gregg Popovich, ecc…

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Insomma, un movimento vero e proprio ispirato alla libertà oltre che alla massima espressione della pallacanestro e che, grazie al suo commissioner Adam Silver, cerca di portare avanti l’immagine di qualcosa che non sarà sicuramente perfetta ma in cui ogni membro potrà sempre sentirsi protetto nel fare al meglio il proprio lavoro potendo esprimere se stesso in campo e fuori.

 

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