NBA Playoffs – Top & Flop: Eastern e Western Conference Semifinals

NBA Playoffs – Top & Flop: Eastern e Western Conference Semifinals

Il meglio e il peggio visto in questo secondo turno dei Playoffs NBA.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

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NBA Playoffs che entrano nel vivo. Archiviate le semifinali di conference, commentiamo i 5 migliori e i 5 peggiori giocatori del turno appena archiviato.

  • LeBron James
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Un uomo in missione. LeBron James ha quel titolo con i Lakers fisso nella testa, un obbiettivo, una promessa, quello che volete, ma il tutto con una determinazione spaventosa. Il dominio del Re in questa serie non è spiegabile solo nei numeri, che sono di altissimo livello (25 punti, 10 rimbalzi e 7 assist di media), ma sono soprattutto nella leadership, nel cercare di mettersi in ritmo lui, i suoi compagni e nel dominare mentalmente l’avversario. I Rockets sono stati una delle grandi delusioni di questa bolla, alcuni problemi hanno danneggiato forse irreparabilmente l’ambiente, ma LeBron ha “abusato” ripetutamente di Westbrook, Harden e compagni. Ora non ci sarà il tanto atteso derby di Conference, ma quei Nuggets che hanno stupito il mondo intero in questi NBA Playoffs.

  • Nikola Jokic
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Alzi la mano chi non si è esaltato per Nikola Jokic in questa serie di NBA Playoffs. A tratti stupendo da vedere, il serbo ha dominato i ragazzi di Doc Rivers in lungo e in largo. I Nuggets sono entrati nella storia come unica squadra della storia NBA a recuperare per due volte nei Playoffs dal 1-3 e il merito principale è di un fuoriclasse come l’ex protagonista del Mega Leks. Merita anche una citazione un superbo Jamal Murray, che purtroppo resta fuori dai top solo perché ne possiamo inserire 5. Tiro alla Nowitzki, triple, assist, rimbalzi, versione playmaker, Jokic è il “Joker” di questa squadra che non ha limiti di fronte a se. Una squadra a Los Angeles è già caduta di fronte ai lori colpi… never say never.

  • Jimmy Butler
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Jimmy Buckets. Il miglior Jimmy Butler mai visto in carriera. Leader, trascinatore, difensore straordinario, attaccante di livello e nessuna paura di prendere il tiro decisivo. A Phila si mangeranno i gomiti, mentre a Miami esultano. Sin dalla prima partita contro i Bucks, Jimmy ha mostrato i muscoli con quel 40ello che ha fatto capire a tutti che gli Heat non erano qua per recitare la parte della vittima sacrificale di Giannis e compagni. Butler ha mostrato di essere il giocatore perfetto a capo della banda di Spoelstra, unendo la freschezza fisica e il talento dei giovani, all’esperienza di alcuni veterani. Butler non ha voluto nemmeno la sua famiglia al suo fianco, tanto alta è la concentrazione e la posta in palio. Heat are back in the business baby.

  • Jayson Tatum
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Chiamatelo pure, Superstar. In una stupenda serie tra Boston Celtics e Toronto Raptors, forse una delle più belle degli ultimi anni, Jayson Tatum ha giocato una pallacanestro celestiale. A soli 22 anni, Tatum ha mostrato miglioramenti impressionanti rispetto non solo alla stagione scorsa, ma addirittura alla Regular Season. Usato da 4 tattico nel quintetto piccolo di Coach Stevens, Tatum ha dimostrato una capacità di trovare il canestro spaventosa. 24 punti, 10 rimbalzi e 5 assist di media, in una serie che ha visto Boston dominare, farsi recuperare e dover rivincere nuovamente alla decisiva gara 7. Citazione d’onore per un Marcus Smart super, in entrambi i lati del campo.

  • Anthony Davis
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A Houston avranno ancora gli incubi, pensando a quel pitturato dove Anthony Davis ha fatto il bello e brutto tempo. L’ex giocatore dei Pelicans ha surclassato l’intera difesa dei Rockets, dove lo small-ball e il quintetto piccolo ha preso il sopravvento. Doppie doppie come il pane quotidiano e gioco facile contro gli accoppiamenti difensivi su di lui che hanno portato anche mismatch di oltre 20 cm in favore di AD. Lui e LeBron James hanno surclassato i Rockets, ora tocca la prova Denver. In particolare per Davis ci sarà un Jokic versione MVP anche lui. Ne vedremo delle belle.

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