NBA Preseason Recap: incredibile Butler, Bulls vincono sulla sirena, Messina allena gli Spurs nella sconfitta di Phoenix

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Boston Celtics@ Philadelphia 76ers 111-91
Partita praticamente mai iniziata con i 20 punti di Bradley, tutti nel primo tempo, che sono troppo per i Sixers, già sotto in doppia cifra dopo il primo quarto. Smart ci mette aggressività e cattiveria, mentre il ritmo lo detta Evan Turner.
Gran serata per Jared Sullinger, mentre per Philly Wroten prova a riaprire invano la partita. Boston tira tanto, e bene, da 3, e tutto il quintetto tranne Turner va in doppia cifra per regalare ai Celtics la 3a vittoria in Preseason.
ndr Brett Brown, allenatore dei Sixers, non era presente in panchina, trovandosi a casa di Embiid, addolorato dalla recente scomparsa del fratello, avvenuta in Africa nella giornata di ieri.
Boston: Sullinger 21, Bradley 20, Green 18, Zeller, Olynyk 14.
Philadelphia: Wroten, Williams 17, Moultrie 16.
Atlanta Hawks@ Chicago Bulls 84-85
Incredibile partita della guardia Jimmy Butler che segna 20 punti in 6′ di gioco nella quarta frazione e regala a Chicago la vittoria. Partita molto equilibrata con nessuna delle due squadre che riesce a scappare fino al +9 Atlanta di metà 2o quarto. Horford e Rose sembrano recuperare bene dagli infortuni e Atlanta scappa in doppia cifra di vantaggio ma gli starter di Chicago rimontano e con 3 liberi Butler pareggia a quota 82. Schroeder realizza a 2 dalla fine ma una magia di Jimmy Butler con i punti 27, 28 e 29 della sua serata evita ai Bulls sconfitta e overtime.
Hawks: Scott 15, Schroder 11, Korver 9, Antic 8.
Bulls: Butler 29, Gasol 11, Rose 10, Noah 7+ 13 reb.
Oklahoma City Thunder@ New Orleans Pelicans 86-120
OKC va a giocare nella tana di Anthony Davis senza i  migliori giocatori e inevitabilmente paga dazio; il giovane centro ne mette a referto 28 punti, con i Pelicans che iniziano subito bene, senza mai essere sotto e con un 10-0 che mette in chiaro le cose. Anderson dalla panchina entra bene in ritmo, mentre Rivers dà buoni segnali in cabina di regia. Dall’infortunio torna anche Tyreke Evans, mentre nel 3o periodo OKC cerca una rimonta con Jeremy Lamb. La rimonta ovviamente non si concretizza anche perché NOLA non mollta mai la presa e aumenta al gap al +34 finale, con OKC che “paga” la scelta di far riposare Westbrook e Jackson.
Oklahoma: Lamb 20, Telfair 16, Adams 12, Roberson 10.
New Orleans: Davis 28, Anderson 17, Holiday 14, Rivers 11, Evans 10.
Denver Nuggets@ Golden State Warriors 101-104
Arriva la quarta vittoria consecutiva per i Warriors di Steve Kerr, e arriva con una bella rimonta sui Denver Nuggets. Si gioca nella patria di Barnes, l’IOWA,  gioca vicino casa ma non brilla. Denver parte e continua meglio, arrivando a inizio 4o periodo avanti di 13 lunghezze, ma la rimonta dei Warriors inizia e viene chiusa poi dallo specialista Jason Kapono, ma gran parte del contributo è stato dato dal rookie McAdoo, con 16 punti nella frazione di chiusura. A 1’47” dalla fine la tripla del sopra citato Kapono porta i Warriors sul +1, mentre proprio Harrison Barnes chiude la gara con un jumper che sancisce il +5 a 6 secondi dalla fine.
Nuggets: Mozgov, Chandler 18.
Warriors: McAdoo 20,  Thompson 18, Curry 13, Kuzmic 10.
San Antonio Spurs@ Phoenix Suns 90-121
Ettore Messina allena questa partita per gli Spurs che giocano senza 5 giocatori chiave e vengono asfaltati dai Suns. I Suns corrono che è una bellezza con Goran Dragic e, nonostante l’equilibrio iniziale, i Suns alla lunga scappano, protagonisti, ovviamente, Bledsoe Thomas e Dragic. Quest’ultimo detta bene i tempi e Phoenix accarezza, prima di toccarli effettivamente con Thomas, i 20 punti di vantaggio, per controllare poi con calma il vantaggio fino a fine partita.
ndr nel finale di partita il presidente dei Suns ha chiesto scusa ai tifosi per le assenze Spurs, promettendo a tutti i possessori di biglietto un “regalo” in cambio della loro lealtà.
Spurs: Dragic 20, Marcus Morris 17, Bledsoe 16, Thomas 15, Markieff Morris 14.
Suns: Daye 17, Baynes 11, Joseph, Belinelli 10.
Utah Jazz@ LA Lakers 119-86
Altra severa umiliazione subita dai Lakers, che ospitavano gli Utah Jazz senza Lin e Nash. La buona notizia per i Lacustri è la buona prova di Bryant che in 28 minuti segna 27 punti. Con Bryant in campo i Lakers tengono botta ma i Jazz iniziano a scappare a fine 1′ quarto con un Exum che sembra prendere un minimo di fiducia col passare dei minuti. Randle si fa male, Utah prende un largo, larghissimo vantaggio guidati da Gordon Hayward. Utah imbarazza i Lakers (0/5 da 3 punti)e si prende la W, mentre i Lakers perdono la terza partita consecutiva.
Utah: Hayward 16, Favors 15, Exum 13, Hood 11, Booker 10.
Lakers: Bryant 27, Boozer 17, Hill 12.