NBA Preview – Atlantic Division

NBA Preview – Atlantic Division

Andiamo a scoprire le cinque squadre che compongono la Division.

di La Redazione

TORONTO RAPTORS

Getty Images

Roster (in grassetto il probabile quintetto base): Kyle Lowry, Norman Powell, OG Anunoby, Pascal Siakam, Marc Gasol, Fred VanVleet, Serge Ibaka, Stanley Johnson, Rondae Hollis-Jefferson, Patrick McCaw, Justin Hamilton, Matt Thomas, Chris Boucher, Malcolm Miller.

 

Partenze: Kawhi Leonard (Clippers), Danny Green (Lakers), Lorenzo Brown (Stella Rossa Belgrado), Jeremy Lin (CBA).

 

Arrivi: Matt Thomas (free agent), Stanley Johnson (Bucks), Rondae Hollis-Jefferson (Nets).

 

In Russia dicono: “l’anno dopo aver fatto qualcosa di buono, passalo a festeggiare”. Oltre al freddo, ci sarà quest’altra affinità tra sovietici e canadesi? Malgrado possa esser forte la tentazione di un hangover lungo 82 partite, i Raptors sembrano essere tornati sui livelli precedenti alla manifestazione del Messia Kawhi, compiendo l’audace ma apprezzabile scelta di puntare forte su elementi oscurati totalmente o quasi dalla presenza di Leonard e Danny Green. Si tratta in particolar modo di OG Anunoby, chiamato a dimostrare il suo valore dopo un interessante 2017 seguito da un 2018 ai margini per via della imbattibile concorrenza nel ruolo, e della probabile promozione in quintetto di Norman Powell, che a dimostrato nelle passate Finals che, anche se con minutaggio ridotto, sa stare in campo anche sotto forte pressione. Sono così arrivati tasselli dalla buona solidità ma che non ostacolassero il percorso di crescita di questi due giovani: giocatori di sicuro rendimento come Stanley Johnson e Hollis-Jefferson vanno tra l’altro a puntellare quello che ancora oggi è una delle difese meglio assortite dell’intera lega. C’è infatti da aspettarsi che i match dei canadesi saranno a punteggio basso, vista la morfologia di una contraerea che forse meglio di qualunque altra nella lega è strutturata per schermare il gioco sempre più veloce delle squadre moderne, contando tra le proprie fila una serie di atleti capaci di cambiare ed adeguarsi in quasi tutte le situazioni grazie ad una combinazione di agilità, resistenza ai contatti e braccia lunghe. Uno di questi, con la partenza di Leonard il più rappresentativo, è stato insignito della status di stella dopo che i Raptors gli hanno offerto il massimo contrattuale: stiamo parlando di Pascal Siakam, il cui miglioramento è il secondo (per importanza) motivo del trionfo canadese.

L’attacco vivrà fasi di grande difficoltà, quando non riuscirà a correre, per via di una sostanziale mancanza di talento. Grossa parte della responsabilità sarà sulle spalle di Gasol e Lowry, gli unici più adatti a creare gioco, visto che difficilmente le libere interpretazioni di Siakam e VanVleet potranno anche solo avvicinarsi agli esiti trionfali visti nella passata postseason. L’est nella stagione alle porte appare comunque più abbordabile rispetto all’anno scorso e, anche se la difesa del titolo appare francamente impossibile, l’impressione è che i Raptors possano comunque ben figurare e non crollare nelle gerarchie, a meno che i postumi della sbornia, che traslati all’universo NBA hanno come implicazione il tanking, non prendano il sopravvento.

 

OBIETTIVO: La crescita dei giocatori rimasti a margine nella scorsa stagione è l’obiettivo principale, ma il roster potrebbe “obbligare” i Raptors ad una un’ultima corsa ambiziosa, per poi avviare il rebuilding del 2020-2021 alla scadenza dei contrattoni di Gasol e Ibaka. L’ipotesi di tenere basso il record con l’intenzione di avere una scelta alta al draft 2020 sembra difficile da praticare nella Eastern Conference odierna, ma è da tenere in considerazione.

 

PRONOSTICO: 41-41, col 50% di probabilità di approdare ai Playoff.

di Domenico Laudando

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