NBA Preview – Southwest Division

NBA Preview – Southwest Division

Nella Southwest Division troviamo i Rockets candidati al primo posto, gli Spurs per restare al vertice, i Mavs per ripartire, i Pelicans col nostro Nic Melli e i Grizzlies probabili fanalino di coda.

di La Redazione

HOUSTON ROCKETS

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Roster (in grassetto il probabile quintetto base): Russell Westbrook, James Harden, Eric Gordon, P.J. Tucker, Clint Capela, Danuel House Jr, Ryan Anderson, Austin Rivers, Gerald Green, Nene, Tyson Chandler, Ben McLemore, Thabo Sefolosha, Gary Clark, Isaiah Hartenstein, Ray Spalding, Chris Clemons.

Arrivi: Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder), Ryan Anderson (FA), Tyson Chandler (FA), Ben McLemore (FA), Thabo Sefolosha (FA), Ray Spalding (waivers), Chris Clemons (rookie).

Partenze: Chris Paul (Oklahoma City Thunder), Kenneth Faried (FA), Iman Shumpert (FA), Chris Chiozza (waived, Washington Wizards), Anthony Bennett (waived), Deyonta Davis (waived).

Non era facile intervenire in offseason su una squadra come Houston, già competitiva nelle ultime stagioni e con una chiara identità di gioco. Al GM Morey si presentavano due scelte possibili: sacrificare diversi core players con mosse di mercato aggressive oppure conservare l’esistente, intervenendo sui punti deboli del roster senza alterare troppi equilibri. Si è scelta la seconda via, con innesti di esperienza a rinforzare la panchina (punto debole della passata stagione, per minutaggio e impatto statistico): Chandler, Sefolosha, McLemore, Ryan Anderson (di ritorno in Texas, dopo una travagliata stagione tra Phoenix e Miami). Hanno rifirmato alcuni pezzi importanti delle rotazioni di D’Antoni: Austin Rivers, Danuel House, Nene e Gerald Green (già infortunatosi in preseason), oltre al prolungamento contrattuale di Eric Gordon. Un mercato all’insegna della continuità, con una sola eccezione: Morey ha messo la sua firma su una delle trades più importanti dell’estate 2019, quella che ha portato Russell Westbrook alla corte di D’Antoni. Il sacrificato non poteva che essere Chris Paul: per età, per contratto e per un rapporto ormai logoro con l’uomo-franchigia Harden (nonostante le smentite di rito degli interessati). Anche la scelta di RW0 è più conservativa di quanto si creda: l’idea di D’Antoni è di limitare la sovrapposizione di Harden e Westbrook sul parquet, per esaltare le caratteristiche di ball-dominance di entrambi. Dunque conservare, anzi moltiplicare l’esistente, cioè il gioco di isolamenti, penetrazioni e scarichi ai tiratori, con l’arrivo di Westbrook ad aggiungere altre variazioni sullo stesso tema. Un gioco che può piacere o meno, ma che i Rockets hanno già portato ad un livello di efficacia elevatissimo (sempre tra le migliori due della lega per offensive rating nelle ultime 3 stagioni). Oltre alla compatibilità di sistema, tuttavia, la reunion tra Harden e Westbrook tocca corde più profonde: entrambi MVP, stessa età (30), ottimo rapporto fuori dal campo, entrambi ancora alla ricerca del fatidico anello.

Obiettivo: il titolo. Un altro MVP nel roster, una panchina più profonda, D’Antoni al suo ultimo anno a Houston, la nemesi Golden State (all’apparenza) ridimensionata, un’età media che spinge all’urgenza. In tre parole: now or never.

Pronostico: 55W-27L.

  • di Antonio Santarsiero

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