NBA, where defense happens (parte 2): the forwards

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bustasports.com   Dopo aver dedicato la prima puntata del nostro ranking difensivo ai lunghi (per chi se la fosse persa: https://www.basketinside.com/2014/nba-where-defense-happens-parte-1-the-big-men/ ), passiamo oggi alle ali. Per ali prendiamo giocatori che occupano prevalentemente lo spot di numero 3, alcuni, però, vengono impiegati anche da 4, altri come guardie. Le discriminanti per stabilire le posizioni sono state: difesa 1 vs 1 lontano dal canestro e in post, in aiuto, nei momenti chiave, l’abilità come difensori di “sistema” e la versatilità, spesso troppo sottovalutata. #10 Shawn Marion A Phoenix, nel sistema perfetto per lui, Marion era una delle ali più atletiche di tutta l’NBA in una delle squadre più incredibili degli ultimi anni. Che lo si chiami Run and gun, Seven second or less o con qualunque altro nome, il sistema di D’Antoni  permise ad un giocatore senza nessuna qualità offensiva ben definita, di segnare 21,8 punti a partita (con 11,8 rimbalzi), in quella che fu la sua miglior stagione a livello statistico. Dopo gli anni ai Suns, Shawn passò agli Heat e poi ai Raptors, prima di arrivare a Dallas, squadra nella quale vincerà il suo primo (e unico) titolo NBA, reiventadosi con un ruolo minore, di specialista difensivo, sulle tracce di LeBron James in quelle incredibili Finals 2011. Nonostante l’età (ha quasi 36 anni), Marion continua ad essere il collante perfetto e il miglior difensore dei Mavs (non difficile, a dire la verità). #9 Michael Kidd-Gilchrist Se c’è una qualità che va riconosciuta al giocatore dei Bobcats (già LOLcats), questa è proprio la difesa. MKG ha un fisico atletico e non ha certo paura di lottare. Dal punto di vista mentale è già un ottimo giocatore NBA (“deve imparare ancora tanto, ma se si tratta di giocare col cuore e comportarsi da vincente, già oggi non posso insegnargli niente” disse l’anno scorso Mike Dunlap). Da sempre un duro, uno che da tutto. Adesso deve aggiungere qualche conoscenza tecnica in più e limitare un po’ la sua irruenza per non incorrere in problemi di falli, ma la base c’è ed è ottima.  

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#8 Trevor Ariza  Quest’anno è al suo massimo in carriera per punti (15,2), recuperi (1,8), rimbalzi (6,4), triple realizzate (2,6) e tentate (6), percentuale da tre punti (43,7%) e percentuale ‘reale’ dal campo (60,9%) oltre ad essere uno dei motivi principali per cui i Wizards  quest’anno torneranno a fare i playoffs (dove Ariza ha una certa esperienza, essendo stato titolare nel titolo 2009 dei Lakers, tirando il 47,6% da 3 in postseason). Da sempre è uno dei migliori difensori della lega (grazie alla braccia lunghissime), Ariza è il giocatore che mancava a Washington, quel famoso 3-and-D guy che equilibra le squadre e si rende utile su entrambi i lati del campo. #7 Nicolas Batum Il giocatore di Portand è uno dei più completi dell’intero ranking (12,9 punti, 6,9 rimbalzi e 5,2 assists, chi può vantare cifre simili in tutta la Lega? Solo LBJ, KD e… Lance Stephenson) ed il miglior difensore perimetrale dei Trail Blazers. Battaglia ogni notte con i migliori attaccanti della NBA grazie alle sue braccia infinite e al suo IQ cestistico immenso. Mentalmente è eccellente (non esce mai dalla partita anche dopo numerosi errori al tiro) e gode di gran rispetto tra colleghi e tifosi. Ma non è underrated, visto che prende 11 milioni e passa a stagione. #6 Shane Battier Tecnicamente il migliore in assoluto. Uno scienziato della difesa, in tutto e per tutto. Battier è un giocatore con un approccio statistico al gioco a livello di Daryl Morey (il GM che a Houston ha costruito una squadra sulla famosa filosofia che va sotto il nome di  “1-2-3”, che sta ad indicare come i tiri migliori siano quelli dalla lunetta, da 3 punti o al ferro). L’ala 35enne degli Heat si occupa di marcare i vari Durant e Melo, di tagliare fuori a rimbalzo gente a cui rende vari centimetri e chili, di aiutare sulle penetrazioni prendendo preziosi sfondamenti (primo in tutta la NBA), ma non bisogna dimenticare che nel suo prime era considerato uno dei “Kobe-stopper” migliori. Insomma, uno dei più completi difensori della NBA, se solo regesse quel primo passo… #5 Paul George L’evoluzione difensiva di Paul George è sottovalutata. O, forse, è semplicemente oscurata da quella offensiva (ben più evidente a livello numerico). PG sta diventando un eccellente difensore (aiutato anche da un eccellente sistema) ed spesso lui ad andare sul miglior esterno avversario, nonostante sia il primo violino offensivo della squadra. L’ha fatto con LeBron James, durante l’ulitma edizione dei Playoffs, e lo sta facendo durante tutta questa Regular Season, dividendosi i compiti con un altro duro come Lance Stephenson. Quest’anno, però, ai Playoffs non ci si accontenterà di una finale di conference. #4 Loul Deng
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  Povero Loul. A Chicago era in una squadra da titolo ma, causa infornuni di Rose, non ha mai avuto la reale possibilità di vincere. Ora a Cleveland si ritrova in un team disfunzionale che non sa bene cosa farà nel futuro. Per sua fortuna è in scadenza e quindi potrebbe provare il mercato free agent al termine di questa annata. Mercato dove la sua capacità di difendere su diversi tipi di attaccanti potrebbe fargli guadagnare un gran bel contratto. Chi non vorrebbe un buon realizzatore (19 di media nel periodo Bulls di questa stagione), con buone doti di rimbalzista e che sappia difendere in quel modo? #3 Kawhi Leonard In molti quest’anno si aspettavano che passasse al “livello successivo”, invece le sue cifre sono rimaste più o meno quelle dello scorso anno. Delusione? Tutt’altro. L’ala degli Spurs tira di più (9,4 a partita) e meglio (52,2%)  delle annate scorse, prende più rimbalzi (6,1), segna di più (12), fa più assists (1,8) e più recuperi (1,8), il tutto giocando un paio di minuti in MENO! Ma la statistica più impressionante è un altra. Il suo Net Rating segna 7,8, il 3° dato migliore degli Spurs (per fare un paragone, quello di LeBron è di 7,3). Inoltre la sua difesa resta di altissimo livello. Quella difesa che l’anno scorso, in caso di vittoria di San Antonio, gli avrebbe permesso, probabilmente, di vincere il titolo di MVP delle finali. Al suo secondo anno nella Lega. Contro LeBron James. Senza neanche un gioco chiamato per lui. Uno di quelli che potrà chiedere molto al suo prossimo contratto. #2 Andre Iguodala Il motivo per cui cui i Warriors sono passati dall’essere una bella realtà a squadra che punta le Finals. Posto che a Ovest ci sono giusto 4-5 squadre con idee diverse, a Golden State si sogna in grande. L’arrivo dell’ex Philadelphia mette i Warriors nella posizione di schierare il quintetto potenzialmente migliore della NBA, con Curry, Thompson, Barnes e Bogut a fare compagnia al nostro. Grazie alla sua fisicità e alle braccia lunghe, Iguodala è in grado di marcare 3 ruoli senza alcun problema, oltre ad essere un passatore molto sottovalutato e, quando serve, anche un discreto realizzatore. #1 LeBron James
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  Posizione numero 1 per il miglior giocatore di basket sul pianeta. 203 centimetri per 120 kg di pura potenza fisica, in grado di marcare 4, forse 5 ruoli, di aiutare e stoppare come un centro e di giocare sulle linee di passaggio. Inoltre, questa sua versatilità permette agli Heat di cambiare sui blocchi senza alcun problema. Semplicemente il miglior difensore NBA. L’anno scorso non ha nascosto il suo disappunto per non aver vinto il premio di difensore dell’anno, chissà che al termine di questa stagione non si prenda l’ennesima rivincita. Conta comunque 5 selezioni per il miglior quintetto difensivo.