New York Knicks, same old problems

E’ chiaro ed evidente che i Knicks stanno intraprendendo l’ennesima stagione negativa, anche quando le aspettative ad inizio anno sembravano essere molto più rosee ed ottimistiche.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

A New York c’è un problema, forse più di uno, ma comunque c’è qualcosa che non va. E’ chiaro ed evidente che i Knicks stanno intraprendendo l’ennesima stagione negativa, anche quando le aspettative ad inizio anno sembravano essere molto più rosee ed ottimistiche. Ottimismo si, perché quando Carmelo Anthony decide di essere il tuo punto di riferimento, nonché stella della squadra nel presente e nel futuro e al suo fianco si aggiunge una point guard di livello come Derrick Rose, che salute permettendo, spacca le difese come pochi altri pariruolo e il tutto con un stella, di nome Kristaps Porzingis scoperta al Draft che sembra in procinto di esplodere da un momento dall’altro, l’ottimismo è più che giustificato.

Molte scommesse per Phil Jackson in questa stagione, molti giocatori da recuperare e da far tornare ai livelli in cui sono stati già visti in un parquet NBA, da Joakim Noah a Brandon Jennings, passando per lo stesso Derrick Rose. Ma se guardiamo oggi alla classifica della Eastern Conference, i risultati sembrano altri. I Knicks hanno un record di 22 vittorie e 29 sconfitte, che li relega fuori dalle posizioni valide per raggiungere i Playoffs ma con solo una partita e mezzo di distacco dagli Charlotte Hornets, quindi tutt’altro che Mission Impossible.

Ma quali e dove sono i problemi dei Knicks? E’ veramente Carmelo Anthony, il leader e primo violino offensivo di questa squadra, il problema principale dei New York Knicks?

Come già detto non è un problema singolo, ma più problemi che ora analizzeremo nel dettaglio.

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Punto primo, la difesa. La difesa è da anni, storicamente, un problema molto importante per i New York Knicks. Gli avversari sembrano scatenarsi ogni volta che affrontano i Knicks, colpa di un atteggiamento e di un’applicazione a dir poco discutibile degli uomini di Hornacek.

I Knicks sono la sesta peggiore difesa dell’intera NBA, concedono quasi 110 punti di media a partita (108,5 per la precisione). I Knicks concedono il 45% al tiro agli avversari e in particolare il 35% da 3 punti, dati che segnalano che la difesa di NY non sia poi così male, ma che pecchi in alcuni fondamentali necessari della pallacanestro, ovvero la comunicazione difensiva, le rotazioni e il sacrificio. Numerose partite sono state perse nell’ultimo minuto di gioco a causa di una distrazione difensiva, di una mancata comunicazione, di un cambio errato, come ad esempio contro i Phoenix Suns con Devin Booker o contro gli Atlanta Hawks con Dennis Schröder.

La Point Guard avversaria è puntualmente il problema principale da risolvere per la difesa dei Knicks, dato che riesce a fare qualsiasi cosa desideri. E non è solo un fenomeno come James Harden ad entrare nella lista, ma anche chi meno ci si aspetta.

Facciamo alcuni esempi pratici. Se James Harden contro i Knicks ha giocato una partita tra le migliori della sua carriera con 52 punti,17 assist e 16 rimbalzi, anche altri giocatori non considerate vere e proprie superstar hanno fatto impazzire Derrick Rose e compagni. Elfrid Payton degli Orlando Magic ha registrato 13 punti e 14 assist nella vittoria dei Magic 115-103. Dennis Schröder 27 punti e 5 assist, Emmanuel Mudiay 22 punti, 5 assist e 7 rimbalzi, Eric Bledsoe 31 punti e 8 assist e Goran Dragic 29 punti e 7 assist.

Se point guard del calibro di James Harden o Kyrie Irving sono superstar che creano problemi a qualsiasi difesa di una franchigia NBA, non può essere detto lo stesso per Bledsoe e Dragic, i quali hanno fatto impazzire la difesa di NY.

Derrick Rose o Brandon Jennings non stati quasi mai in grado di limitare le penetrazioni, concedendo troppo spesso facili lay-up o scarichi comodi per tiri da 3 punti.

Altro problema è la mancanza d’intensità a rimbalzo, che porta spesso secondi possessi, concessi dai rimbalzi offensivi degli avversari. I New York Knicks concedono 15 rimbalzi offensivi di media a partita agli avversari, un dato inaccettabile per un franchigia che punta ai Playoffs. La diretta conseguenza è il problema di falli, “soluzione” in cui ci si rifugia per “mascherare” una pessima difesa.

I Knicks concedono 26 tiri liberi a partita agli avversari, un’infinità. 35 punti di media sono concessi da secondi possessi dovuti ai rimbalzi offensivi e dai tiri liberi, un fattore negativo che va assolutamente limitato per tentare di invertire il trend negativo che sta soffocando i New York Knicks.

Errori di distrazione, di concentrazione, sommati ad errori tecnici, insomma un bel casino difensivo per la squadra allenata da Jeff Hornacek.

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L’attacco è un altro problema che non va sottovalutato e che non è di inferiore dimensione rispetto a quello difensivo. Ovviamente una brutta difesa non aiuta l’attacco, ma il problema principale è la mancanza di una buona circolazione di palla offensiva. Troppo spesso NY si affida all’isolamento, in particolare di Carmelo Anthony, come soluzione risolutiva, in particolare nell’ultimo quarto di gioco. Quasi il 40% dei giochi offensivi chiamati dai New York Knicks nel’ ultimo quarto sono isolamenti, i quali rendono il gioco lento, prevedibile e stagnante. Tutti questi isolamenti non sono positivi, e le percentuali al tiro di NY lo dimostrano, essendo tra le peggiori dell’intera lega. Con una circolazione di palla ottimale, i Knicks giocano meglio e vincono. Le statistiche dimostrano che quando New York ha fatto minimo 20 assist, ha un record di 17 vittorie e 8 sconfitte mentre quando non si raggiunge la cifra minima di assist citata, il record è un eloquente 1-15. L’attacco al ferro è fondamentale, come il creare da una situazione di Pick & Roll. Ottenere tiri liberi, riuscire a servire i big man in area, sono sinonimi di una fluida circolazione di palla focalizzata il più possibile sul ridurre la staticità e l’isolamento fino a se stesso.

Un problema è la “testardaggine” di Derrick Rose. Se l’ex Bulls si intestardisce, i Knicks ne risentono e spesso coincide con una sconfitta. Nelle sconfitte dei Knicks, la percentuale di tiri presi da Rose è superiore a 17, con picchi di 21-22 tiri nelle ultime sconfitte, mentre quando New York vince, la media di tiri presi da Rose è poco superiore ai 13. Il ruolo della point guard è anche (se non soprattutto) quello di mettere in ritmo i compagni e in questo il playmaker dell’Università di Memphis sembra essere in difficoltà. Nonostante giochi quasi 35 minuti di media, si chiedono molto più responsabilità a Kristaps Porzingis, decisamente migliorato al tiro dalla lunga distanza e cresciuto in personalità sul parquet. Sotto l’occhio del ciclone è finito anche Joakim Noah, accusato di essere inutile in attacco e meno incisivo del solito in difesa.

Jeff Hornacek fatica a trovare una soluzione per eliminare queste difficoltà nel gioco dei Knicks, difficoltà legate agli aspetti tattici ma soprattutto alla concentrazione. Il gioco di Carmelo Anthony, e Derrick Rose non aiuta questi Knicks, essendo amanti dal pallone in mano, dell’uno contro uno partendo in una situazione di isolamento statico.

Nell’occhio del ciclone è finito, giustamente o no, il leader di questa squadra ovvero Carmelo Anthony. Rumors sul suo futuro, fischi dal Madison Square Garden sono solo alcuni dei fatti avvenuti a Melo nel recente passato, dove neanche la fortuna è stata dalla sua parte, con alcuni buzzer da parte sua usciti di un niente al contrario di quelli di subiti (McConnell su tutti). Nonostante ciò, le ultime partite hanno visto un Carmelo Anthony in forma strepitosa dal punto di vista realizzativo, con l’apice dei 45 punti nella clamorosa sconfitta dopo 4 overtime in quel di Atlanta. Questi sono i problemi evidenziati dai New York Knicks in questa prima parte di stagione, mettendo in discussione il futuro prossimo e la possibilità di ritornare ai Playoffs da protagonisti. Per fortuna dei Knicks, la Eastern Conference offre molte più opportunità di una Western Conference, e sebbene il record sia di 22 vittorie e 29 sconfitte, l’ottavo posto (occupato dai Charlotte Hornets) dista solamente una partita e mezzo di distanza. Se Hornacek & Co, riusciranno a trovare il bandolo della matassa, si potrà assistere alla svolta positiva nella stagione dei New York Knicks, altrimenti assisteremo all’ennesimo fracasso. E ricordatevi che perdere fa male, ma a New York ancora di più.

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