Nicolò Melli: “La NBA ti permette di essere al top ogni sera”

Nicolò Melli: “La NBA ti permette di essere al top ogni sera”

Intervista esclusiva durante la Conference Call per i giornalisti europei.

di Ario Rossi

Nicolò Melli ha preso parte alla Conference Call per i giornalisti europei organizzata da NBA Europe e NBA Italia, alla quale abbiamo partecipato anche noi. Il giocatore dei Pelicans scenderà in campo (in diretta su Sky Sport) sabato sera contro gli Orlando Magic, nel programma degli NBA Primetime Games.

Melli ha risposto a tante domande sul suo passato, sul presente e sulla differenza tra Europa e NBA. Ha spesso ripetuto che vorrebbe avere più spazio, ma sta lavorando duro per convincere coach Gentry a dargli più minuti con continuità. “Sapevo che nelle prime 20 gare ci sarebbero stati momenti critici, fa parte del processo di ambientamento, ma sto lavorando duro per essere pronto”, ha detto Melli, aggiungendo poi che il suo ruolo non è ancora ben definito. “Riguardo al mio ruolo, potrò essere più chiaro tra 20/25 partite quando spero di avere più continuità sul mio impiego in campo“. 

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Partendo dall’esordio, l’ha definito incredibile sia per il contesto – la consegna degli anelli ai Raptors – sia perché “la palla è andata dentro” (ha terminato con 14 punti e 4/5 dall’arco in uscita dalla panchina, nda). Ora Melli sta tenendo medie di 5.3 punti e 2.6 rimbalzi in 15′ di media nelle 23 partite disputate (tre da titolare), tirando con il 40% dal campo ed il 32% dall’arco.

Sul giocatore più forte affrontato finora Melli non ha dubbi: “Il più forte è sicuramene LeBron James, il migliore in tutto, sia in attacco sia per atletismo”.

Una domanda ha toccato il sistema difensivo NBA, completamente diverso da quello europeo: “Sto cercando di imparare il più possibile. C’è un altro ritmo imposto da una diversa velocità ed un diverso atletismo rispetto all’Europa. Devo migliorare ma soprattutto imparare”, ha risposto Melli riguardo al suo adattamento alla difesa NBA. “Il gioco qua è meno fisico, infatti ci sono molti meno impatti ma è anche vero che su questo gli arbitri lasciano correre molto meno”.

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Ciò che cambia tanto dal basket europeo è il numero di partite che una squadra disputa lungo una stagione, quindi i back-to-back sono una novità per Melli: “Non sto giocando tanto quindi non mi pesano granché sulla mia condizione fisica. Tuttavia ciò che più mi ha colpito in tutto questo è l’organizzazione: per lo stile di vita rigoroso che hai, per come dormi e per come mangi, hai una condizione tale per cui riesci a performare anche giocando a distanza così ravvicinata”.

Nonostante formalmente sia un rookie, i 28 anni e le tante stagioni in Europa hanno formato Nik: “Sto al gioco e ovviamente pure io ‘subisco gli scherzi’ tipico dei rookie, ma qui i veterani sono tranquilli, per fortuna! Il bello è che qui tutti, dai più giovani ai più esperti, mi riservano tutti un grande rispetto”.

Melli non pensa a come sarebbe potuta andare la sua carriera NBA se fosse arrivato prima. “Intanto perché a 23/24 anni non avevo la possibilità, al massimo uno o due anni fa. Tuttavia sono contento del mio percorso perché ha aumentato in modo esponenziale la consapevolezza di quello che sono e mi permette di affrontare con più serenità le fasi in cui gioco meno. Se fossi arrivato due anni fa probabilmente questa consapevolezza non ce l’avrei avuta”.

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Parlando dei compagni di squadra, Melli ha rivelato quello con cui ha legato di più: “Siamo davvero un ottimo gruppo, ogni volta che ho un dubbio oppure una domanda su come affrontare determinate situazioni ho potuto contare sull’aiuto di tutti, anche sui veterani come JJ Redick o Jrue Holiday. Ho legato subito con Darius Miller (fuori tutta la stagione per infortunio, nda) con cui eravamo già compagni in Germania e mi ha dato una grande mano fin da subito”. Ha indicato poi Ingram come il compagno con le doti maggiori per diventare una superstar di questa NBA: “Sta facendo qualcosa di impressionante. Spero sia per lui che per noi, che continui a fare bene, perché abbiamo bisogno di tutti per poter riscattare questo momento negativo“. New Orleans è in una striscia aperta di dieci sconfitte consecutive, con un record di 6-19.

L’ala italiana dei Pelicans non si è dimenticato della sua ex squadra, il Fenerbahçe, e dei suoi ex compagni in difficoltà in questo inizio di stagione: “Seguo i risultati del Fener e mi sento quotidianamente con Gigi Datome. Mi dispiace per il loro momento ma non posso giudicare non vivendo lo spogliatoio dall’interno”, ha detto Melli.

Capitolo Nazionale italiana: sollecitato sulla sua mancata partecipazione al mondiale, ha risposto deciso che “se ci fossi stato non sarebbe cambiato assolutamente niente rispetto al risultato raggiunto. I ragazzi hanno fatto un ottimo percorso”. E sugli impegni futuri – a giugno il PreOlimpico di Belgrado – toglie ogni dubbio: “Ho sempre dato la mia disponibilità. Quando non c’ero era solamente per infortuni o per operazioni. Il presidente e il CT sanno bene che vorrò esserci”, ha concluso il #20 dei Pelicans.

Prossimo impegno per Melli stanotte alle 1.00 ora italiana in casa dei Sixers ancora imbattuti tra le mura amiche e poi, come detto in precedenza, domenica sera (ore 21.30 italiane su Sky Sport) in casa degli Orlando Magic nel programma degli NBA Primetime Games.

Melli ha iniziato il suo diario NBA, potrete seguirlo sul suo account Instagram:

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