Nicolò Melli: “LeBron impressionante, la NBA un sogno ma negli USA non è tutto amazing”

Il giocatore italiano dei Pelicans ha rilasciato un’intervista a Domani. Ecco le parole più importanti di Nicolò Melli al nuovo quotidiano.

di Ario Rossi, @ArioRossi7

Nicolò Melli è appena volato a New Orleans per il suo secondo anno nella NBA. A fine stagione sarà free agent.

Nel numero odierno del quotidiano Domani, l’ala dei Pelicans ha rilasciato un’intervista per parlare della situazione covid in NBA, della ripartenza, dell’organizzazione, ma anche di molto altro. Di seguito trovate l’intervista completa nel podcast, ma ecco le sue parole più importanti.

IL GIOCO NBA È DIVERSO

Melli fa notare che ha giocato solo la regular season e non i Playoffs, dove dicono che l’intensità sia diversa. Però quello che ha provato è, rispetto a quello europeo, “un basket più atletico ma meno fisico, con più rapidità ma meno contatti, dove ci si picchia di meno e si lascia meno correre. Tatticamente in Europa, però, c’è molta più attenzione ma per questo è anche una questione di tempo che si può dedicare a preparare le partite”.

LEBRON E LE ALTRE STELLE

“LeBron è impressionante, l’unico giocatore che mi ha dato l’impressione di avere il tasto on/off: ha scherzato per tre quarti poi ha schiacciato ON e ha vinto. A 36 anni ha un fisico incredibile ma soprattutto ha un controllo totale sulla partita.

Steph Curry invece è tutto di tocco, ha una velocità di mani e una rapidità di piedi straordinarie. Altri che mi hanno colpito sono Kawhi Leonard, Donovan Mitchell, fisicamente incredibile, e Khris Middleton”

ZION WILLIAMSON

“Non ho la più pallida idea di come funzioni Zion, però funziona. Dovrà senz’altro avere cura del suo corpo ma è davvero una cosa diversa, con un seguito enorme. La cosa divertente è che per un periodo io e lui entravamo in campo assieme e quindi mi beccavo un boato pazzesco“.

VITA IN AMERICA O IN EUROPA?

Nonostante Nicolò Melli abbia la mamma americana, dice di preferire la vita europea perché più veritiera. “Negli USA è tutto fantasticamazing, però poi magari non succede quello di cui si era parlato perché si vive molto di facciata. Comunque mi trovo bene, noi in questo ambiente viviamo in una bolla”.

Più avanti nell’intervista parla anche dei background da cui vengono i giocatori americani, rispetto agli altri internazionali. “All’inizio dell’anno abbiamo avuto la riunione sulla security in cui ci hanno detto di non provare mai ad aprire lo sportello portaoggetti quando veniamo fermati in macchina dalla polizia perché, essendo il posto dove qui si tengono le armi,  la polizia può anche sparare. Io in quel momento mi sono chiesto chi è che va in giro con una pistola nel portaoggetti e perché ce lo stessero dicendo. Ho chiesto al compagno che avevo a sinistra e mi ha detto che lui teneva sempre una pistola in macchina, quello a destra aveva la pistola in macchina e tre o quattro fucili a casa, dove ha anche tre bambini piccoli. C’è proprio un abisso culturale, per me è una cosa fuori dal mondo”.

Getty Images

ALLENAMENTI NBA ED EUROPA

“In NBA si viaggia tanto, quindi ti alleni solo la mattina e se vuoi torni in palestra il pomeriggio. In Europa invece due allenamenti obbligatori di squadra e uno individuale la sera. Quindi in NBA si è più liberi ma dall’altra ti toglie molto il senso di squadra che invece in Europa è molto importante. Se uno vuole può mangiare sempre in camera, invece nel Vecchio Continente dovevi mangiare quando mangiava la squadra.

Qui se ho un problema con un compagno di squadra posso non vederlo per due settimane, in Europa sono obbligato a risolvere il problema perché magari con quella persona ci faccio colazione assieme ogni giorno”.

STIPENDI NBA

C’è una grossa differenza su come gestiscono i propri soldi gli americani oppure quelli provenienti da una formazione europea, come lo stesso Nicolò Melli. “Ho compagni di squadra che non mettono mai lo stesso vestito due volte, ne ho visto uno che si è comprato una Porsche e aveva un contratto non garantito. Se sei una superstar che firma un contratto supermax fai bene a comprarti una Bentley ma se sei al minimo non garantito…”

STAGIONE NBA E COVID

“Cercheranno di ridurre il più possibile i viaggi, ad esempio si andrà a New York per giocare contro entrambe le squadre della città e verremo testati in continuazione. Nel mio caso comunque mi limito di mio, oltretutto mia moglie è incinta per cui per me scappare da questo virus è una priorità assoluta. Nel mio caso le miei interazioni esterne saranno limitate al massimo”.

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