Norris Cole: il compagno-tifoso eroe per una notte

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Giugno 2011: Dallas campione NBA, Nowitzki MVP. Wade e James i grandi delusi, Barea la “sorpresa” delle Finals. Miami capisce di dover colmare un vuoto: le manca una point-guard veloce e agile che le consenta di non soffrire più in difesa. Del resto le scorribande di JJ Barea son risultate indigeste sia ad un certo Mario Chalmers che a Mike Bibby.

Nel frattempo il giovane Norris è a Cleveland State. Point-guard classe ’88, fa registrare cifre niente male nei suoi quattro anni di permanenza all’università: 14.1 punti di media in 29.3 minuti di utilizzo medio. L’anno migliore è quello da senior: 21.3 punti a partita a cui si sommano oltre 5 rimbalzi e 5 assist di media, con un high di 41 punti, 20 rimbalzi e 9 assist. Ormai Norris Cole da Cleveland State inizia a riscuotere un certo interesse verso gli scout NBA tanto che i “pronostici” lo danno tra la scelta numero 20 e la scelta numero 30 del Draft 2011. Sarebbe l’uomo giusto per puntellare l’organico dei vice campioni ma la “Pick” per Miami è troppo bassa: gli Heat infatti hanno solo la prima scelta del secondo giro.

Per questo a Miami si fanno altri nomi: i più accreditati sono quello di Reggie Jackson, guardia proveniente da Boston College, e quello di Nolan Smith, play di Duke. Arrivati al Draft, sia Jackson che Nolan sfumano, finendo rispettivamente a Oklahoma e a Portland. Cole viene scelto al numero 28 da Chicago che subito lo spedisce a Minnesota. Miami a questo punto sceglie Bogdanovic, ala croata proveniente dai turchi del Fenerbache. Sembra che tutto sia finito, ma non è così. Bogdanovic viene spedito ai Nets. Gli Heat decidono di dare ai Timberwolves una futura seconda scelta e in cambio Cole approda alla corte di coach Spoelstra.

A Miami Cole trova il suo idolo Lebron James. Davvero strano il destino. La passione per Lebron nasce nel giovane Norris quando lui è a Cleveland State e “Choosen One” è ai Cavaliers. Anche Cole, non prende bene l’addio ai Cavs di James, ma a chi, alla conferenza stampa di presentazione, gli chiede di quest’argomento, risponde: “Lo sapete come a Cleveland la si pensi di LeBron, a me onestamente non interessano i commenti negativi e non sono mai salito sul treno degli haters. Tutti pensano che venendo da Cleveland io non abbia in simpatia gli Heat ma non è così anzi, alle Finals tifavo per loro e a molte persone delle mie parti questo non piaceva”

Eh già, le Finals. Forse proprio quelle Finals, senza volerlo, hanno fatto si che le strade di Norris e Miami si incrociassero.

Il resto è storia dei giorni scorsi. Discreta prestazione contro Dallas, 20 punti, 14 dei quali nell’ultimo periodo, contro Boston. Per essere un rookie, un inizio niente male. Miami sembra aver trovato davvero quello che cercava.