Perché Nba e Nfl sono avanti (anni luce) alla Lega Calcio

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Dal Blog http://dietroalpallone.com di Riccardo Vetere Serie B e leghe minori potranno applicare lo sponsor anche sul retro della maglia. Un’idea di Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, che ha trovato una buona soluzione “scaccia-crisi” che permetterà alle squadre di racimolare qualcosa in più grazie ai nuovi sponsor. E anche in Europa si cercano vie nuove ma sempre legate al marchio. All’estero, invece, hanno idee diverse… Il Psg espone lo sponsor Indesit sulla manica della maglia, mentre il Barça ha rinunciato a 107 anni di marchi no-profit per passare ai circa 30 milioni annui di Qatar Airways. Se raffrontiamo il palcoscenico europeo, nello specifico quello italiano, con quello statunitense, sembra di essere ancora al Paleolitico. Difficile porre sullo stesso piano due esempi di Leghe tanto lontane e fare un raffronto: quella nord americana ha sposato la filosofia del guadagno comune e collabora con i club per il bene dell’intero sistema, quella italiana vive ancora di opposizioni interne tra grandi e piccole società.

Strategie e guadagni Nba e Nfl: stadio e diritti tv

Gli introiti da stadio – Si pensi che la Lega della NFL, ovvero il football americano, ha addirittura prestato 1 miliardo di dollari alle franchigie (le società, ndr) – grazie a un fondo creato 1999 – per permettere loro di finanziare la costruzione di nuovi stadi. L’operazione ha portato a incrementi di profitto eccezionali: il reddito delle società è cresciuto in media del 332% e il valore delle stesse è salito del 37%. Il reddito di Chicago ad esempio, dopo due soli anni dalla costruzione dell’impianto, è passato da 15,5 a 193 milioni d’incasso. Un’enormità. Soprattutto se guardiamo in casa nostra, dove i ricavi da stadio occupano il 12% dell’intero fatturato della serie A e non abbiamo ancora una legge sugli stadi. Basti pensare che per due società top come Inter e Milan il guadagno da vendita dei biglietti corrisponde al 15% del loro fatturato totale. Vendita dei diritti tv – Quanto emerge dalla nostra ricerca è che l’Italia sia tv dipendente. Non una notizia proprio positiva, ma è questa la vera manna per i nostri club. Siamo immediatamente alle spalle degli Stati Uniti nella graduatoria degli incassi da diritti televisivi. In media, il 66% del fatturato delle società di serie A deriva proprio da questa voce. Ma anche su questo fronte stiamo per essere distaccati, e di molto: la NFL siglerà un contratto del 60% più remunerativo del precedente del valore di 3 miliardi con Cbs, Nbc e Fox. Mentre l’NBA incasserà quasi 1 miliardo dalle tv; i Los Angeles Lakers, inoltre, hanno siglato un accordo da 200 milioni di dollari all’anno con la Time Warner Cable per la creazione di due canali tematici sulla squadra. Nulla è lasciato al caso, ma ogni aspetto e ogni dettaglio è sfruttato al massimo. “Il fatto che non vi sia la retrocessione in tutte le leghe, favorisce la tranquillità gestionale e di programmazione; questo aiuta moltissimo” – spiega Marcel Vulpis, direttore di Sport Economy. Vulpis poi aggiunge: “In Italia c’è un’arretratezza di marketing di circa 30 anni rispetto alle leghe professionistiche americane”. Nella Major League Soccer, il campionato di calcio di spicco, il capo della Lega continua ad attrarre, come ha già fatto con Beckham, Henry, Nesta, giocatori importanti dall’estero per una politica di business vincente, per tutti, non solo per il singolo club.

Guadagni Nba, Nfl, Serie A: merchandising italiano “sottosviluppato”

Merchandising – “E’ diversa la mentalità, difficile fare un confronto. In America però non esistono i bagarini abusivi, da noi si, e questo porta via molto denaro alle società” – a spiegare la situazione legata alla vendita di magliette e cappellini è il Professor Franco Ascani, coordinatore del master Sport Management Marketing&Sociology. Infatti i bagarini situati fuori dagli impianti negli Usa sono nella grandissima parte dei casi collegati alle società. Ascani fornisce un dato allarmante: “Noi guadagniamo una cifra pari al 20% del loro incasso da Merchandising e questo per una mentalità del vivere lo sport completamente differente”. Le vendite su Nbastore.com sono cresciute addirittura del 60% l’anno scorso. L’Italia si barcamena tra il quarto/quinto posto in Europa col 20% dei ricavi da merchandising. PER CONTINUARE VISITA http://dietroalpallone.com/guadagni-nba/

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