Popovich non si aspettava che Kawhi potesse diventare così forte

Sapeva che aveva delle potenzialità ma da lì ad essere uno dei migliori in NBA ne passa.

di Ario Rossi, @ArioRossi7

Quando i San Antonio Spurs decisero di sacrificare George Hill in cambio di Kawhi Leonard (e Davis Bertans, che quest’anno qualcosina sta dimostrando…) mai avrebbero immaginato di avere una stella così lucente per le mani. Era conosciuto per le sue fantastiche doti difensive che ha già elevato ulteriormente, ma nessuno si sarebbe aspettato una crescita così esponenziale e repentina anche in attacco.

In questo schema possiamo notare quanto sta dominando sia per efficienza che per percentuale reale dal campo, come solo pochi grandissimi – tra l’altro tutti quasi tutti negli ultimi anni – sono riusciti a fare:

30+USG% & 62+TS% SEASON
Karl Malone 1989-90
LeBron James 2012-13/2013-14
Kevin Durant 2013-14/2015-16
Stephen Curry 2015-16
Kawhi Leonard 2016-17
James Harden 2016-17

(da basketball-reference.com)

“Vedemmo la sua stazza e il suo atletismo, la sua etica del lavoro, il modo in cui si allenava, la sua durezza, quindi prendemmo quella decisione”, ha detto Popovich a theScore.com riguardo alla notte del Draft 2011 in cui ci fu lo scambio con i Pacers. “Ma quando facemmo lo scambio eravamo molto nervosi, perché non potevamo sapere [se era la scelta giusta]. Sapevamo cosa stavamo dando loro, perché George Hill era stato importante per noi, ma avevamo bisogno di più chili a roster, così io e Buford e Danny Ferry traemmo quella conclusione”.

Mentre Hill è comunque riuscito ad avere una buona carriera NBA da titolare – e quasi All-Star in questa stagione, se solo fosse rimasto un po’ più sano – gli Spurs possono dirsi soddisfatti e non hanno più bisogno di preoccuparsi se quella fosse o non fosse la scelta giusta, perché la crescita di Kawhi ha tranquillizzato tutti. Leonard, infatti, in poco più di 5 stagioni ha vinto un premio di MVP delle Finals 2014 vinte su Miami, due premi di Defensive Player of the Year, due selezioni per l’All-Star Game (tre con quella sicura che arriverà a breve) e un’inclusione nel primo quintetto NBA lo scorso anno quando finì dietro solamente a Steph Curry nella corsa per l’MVP della stagione.

Nell’ultimo anno e mezzo, Leonard sta mantenendo quasi 23 punti per partita tirando 50% dal campo, 43% da 3 e 89% in lunetta con un usage rate oltre il 27%, oltre a pazzesche doti difensive che ha portato ad un livello per cui giocarci contro diventa difficilissimo. Sembra impossibile essere così determinante in entrambe le zone del campo, ma Kawhi ce l’ha fatta e continua a farlo.

“Il personaggio Kawhi va oltre ciò che noi pensiamo e vediamo, nel senso che la sua etica del lavoro è fuori da ogni logica e ha una grande voglia di diventare sempre meglio”, ha continuato Popovich, prima di ringraziare Chip Engelland per il pazzesco lavoro svolto sul tiro di Leonard e pure Chad Forcier, ex player development coach ora ad Orlando. “Loro hanno lavorato come dei matti fin dal primo giorno che è arrivato qui: questo è il motivo per cui ha fatto ciò che ha fatto anche nella metà campo offensiva. A quei ragazzi va molto merito”, ha concluso il coach degli Spurs.

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