Possono gli Warriors ripetere di nuovo il loro successo e vincere un altro campionato?

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Getty images

Dopo il miracolo sportivo realizzato nella scorsa stagione, ottenendo il titolo NBA contro i pronostici più avversi, gli Warriors si candidano, seppur con qualche incertezza, a confermare il primato anche per la stagione 2022-2023. Anche questa volta ci sono candidate più quotate, su tutte Milwaukee, ma ricordiamo che il core della squadra di Coach Kerr è stato capace di disputare sei finali e portare a casa quattro titoli negli ultimi sette anni, e che questo nucleo di veterani rimane intatto e non solo.

La nuova stagione degli Warriors si apre con buone notizie, come il rientro della stella Wiseman dopo l’infortunio e la conferma di giovani promettenti, tra tutti Jordan Poole che è stato una pedina chiave della passata stagione e dei passati Play Off come realizzatore in uscita dalla panchina. Grande attenzione e aspettative per i giovani dalle belle speranze come il congolese Kuminga e l’ala Moses Moody tra gli altri. 

I ragazzi più giovani hanno quindi maturato esperienza Play Off che quest’anno potrebbe venirgli molto utile se vorranno essere pronti a seguire i senatori storici, come il veterano Andrew Wiggins che dopo il suo primo titolo NBA non vede sicuramente l’ora di ripetere il colpaccio. 

Una squadra che seppur sentendo maggiormente la pressione del titolo appena conquistato, sarà sicuramente più consapevole dei propri mezzi. Pur avendo perso uomini importanti come Gary Payton II, approdato a Portland, e il serbo Nemanja Bjelica tornato al Fenerbahçe, gli Warriors hanno saputo trovare dei sostituti di livello come Donte DiVincenzo e contano inoltre sulla affidabilità di un veterano come Draymond Green e dei campioni olimpici Iguodala e Klay Thompson, senza dimenticare ovviamente il sempre illuminante Stephen Curry. 

In particolare ci si attende la conferma di alcuni di questi senatori come lo stesso Thompson, il quale dopo il doppio e lunghissimo infotunio al tendine d’achille ed il rientro nella passata stagione ha fatto sentire il suo suppporto alla squadra, seppure non fosse ancora recuperato al 100%. Sicuramente il suo completo recupero non potrà non infondere alla squadra ulteriore consapevolezza delle proprie capacità, oltre che una rinnovata voglia di ripetere il miracolo. 

Dunque una squadra potenzialmente agguerrita, secondo molti candidata ad ottenere una patente internazionale usa per ripetere la traversata del paese e la conquista anche dell’altra sponda degli States,  seppure con qualche possibile ostacolo lungo il cammino. I più cauti, sempre tra gli ottimisti, invece li danno quotati ma non necessariamente vincenti per una possibile finale di Western Conference, la quale potrebbe però riservare non poche sorprese come spesso abbiamo visto negli ultimi anni. 

Altri invece sostengono che il prolifico se non glorioso ciclo di Curry e compagni sia ormai destinato al declino, dopo così tante stagioni accumulando vittorie e  finali, ma anche conseguentemente portando il fisico e la mente ad un livello di stress difficilmente sostenibile per molto tempo. 

Resterà da capire quindi, se i giovani sono pronti a rilevare il testimone dei senatori e se inoltre quest’ultimi siano ancora in grado di portare la squadra di Steve Kerr alle finali nazionali o se cederanno a causa dell’appagamento della passata stagione. Non dimentichiamo che oltre a Thompson, anche Curry è stato fuori a lungo causa infortunio e che purtroppo il suo talento sotto canestro andrà prima o poi a dover fare i conti con gli anni che avanzano, che comunque sono già sessantasei in due per gli “Splash Brothers”, uomini come loro sono stati i protagonisti della rinascita dell’anno scorso, dopo i fasti del passato e la ricaduta verso l’inferno, giocatori che la scorsa stagione hanno dimostrato di avere più fame di tornare a vincere rispetto a tutti gli altri. Non ci resta che attendere per scoprire se questa fame c’è ancora e se gli Warriors sapranno soddisfarla di nuovo.