Proteste sociali USA: salta G1 tra Raptors e Celtics?

Proteste sociali USA: salta G1 tra Raptors e Celtics?

Ci sono alcuni giocatori che sarebbero disposti a non scendere in campo, dopo l’ultimo episodio razzista in Wisconsin.

di La Redazione

George Floyd sembrava potesse essere l’ultimo, dopo le grandi proteste per le strade degli Stati Uniti e sui campi della NBA. Ma ieri un altro uomo di colore, Jacob Blake, è stato colpito dalle forze dell’ordine e ora è paralizzato dalla vita in giù: potrebbe restare in questa condizione per il resto della sua vita.

Senza paragonare i due casi, questo nuovo video apparso sui social network ha indignato parecchi giocatori NBA, in primis Fred VanVleet e Marcus Smart, che sarebbero disposti a non giocare gara-1 di Semifinale di Eastern Conference tra Toronto e Boston per mostrare a tutti che non basta più vestire “Black Lives Matter” o altre scritte contro il razzismo, o inginocchiarsi durante l’inno, ma bisogna passare all’atto pratico. Il #23 dei Raptors ha chiamato in causa anche il proprietario dei Milwaukee Bucks – franchigia più vicina a Kenosha, luogo dell’ultima azione di forza della polizia – che non faccia scendere in campo la sua squadra.

La pensa come VanVleet anche il suo compagno di reparto Norman Powell e sembra non essere l’unico, sebbene nel meeting con la squadra siano emerse diverse possibilità di mettere in pratica atti contro il razzismo e non per forza boicottando la partita.

Da vedere cosa accadrà nelle prossime ore, intanto G1 è prevista per giovedì notte.

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