SLAM & DUNK: Bim Bum Bynum giù!

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SLAM: Ma che è oggi? Sono venuti tutti in questo bar? E leva sto gomito te!

DUNK: Sì in effetti c’è più folla che nel reparto esterni dei Cavaliers..

S.: No, non credo, lì sono diventati veramente tanti: secondo me fanno i turni anche per farsi la doccia..

D.: Ordina due birre, che sei più vicino al bancone, io intanto faccio il conto dei piccoli dei Cavs. Allora: vabbeh, Kyrie Irving. Due con Dion Waiters e tre con CJ Miles. A quattro ci arriviamo con il rookie australiano, Dellavedova, e cinque con la new entry Luol Deng. Poi abbiamo ancora Jarrett Jack e Alonzo Gee, che più gli comprano gente nel suo ruolo e più gioca. E stiamo già a 7. Poi ci sarebbe il russo, come si chiama? Ah sì Karassev. E poi ci sarebbe anche Earl Clark. E la prima scelta dell’anno, Anthony Cicciobello Bennett! Che secondo me fa bene a mettere su chili di muscoli ed un bel movimento in post basso, perché con lui siamo a dieci esterni..

S.: Hai anche tu il sospetto che qualcuno di questi lo mandano da qualche altra parte?

D.: Beh intanto si ritrovano corti sotto, per cui Clark e Bennett qualche minuto in campo da ala grande se lo devono fare. Poi io farei un bel pacchetto di due o tre di questi e me ne prendo uno bello forte. Un quintetto con Irving, il tipo bello forte, Deng, Thompson e Varejao, con Waiters che parte dalla panca fa i playoffs sicuri, e magari pure qualcosa di più.

S.: Quindi segheresti Miles e Jack?

D.: Subito! La trade dei miei sogni? Con Phila per prendere Evan Turner. Non lo so se si può fare fra salary cap, CBA, limiti di velocità e equilibrio del colesterolo fra i giocatori scambiati, ma secondo me con lui ci saremmo.

S.: Boh, non lo so, non mi convinci. Secondo me serve un lungo.

D.: Dopo la scoppola presa con Bynum sarebbe senz’altro utile. E meno male che è spuntata Chicago che doveva fare della raccolta differenziata, perché sennò era stata proprio una scommessa buttata.

S.: Eh, fra quella e Bennett prima scelta non so quale idea sia stata la peggiore.

D.: Ma no, Bennett ha ancora un po’ di tempo davanti a sé per evitare il titolo di peggiore prima scelta di sempre! In fondo deve battere Kwame Brown e Michael Olowokandi, non sarà così difficile.

 S.: Non credere! Kandi Man Olowokandi coi Clippers comunque ha fatto una stagione da rookie da 9 punti e 8 rimbalzi di media, e negli anni californiani qualche cosa di decente lo aveva fatto vedere. Kwame Brown fece una stagione da rookie davvero pessima, tipo 4 punti e 4 rimbalzi di media, poi un paio di stagioni quasi dignitose prima di scomparire al di sotto della mediocrità. Tonino invece viaggia a 2 punti e 2 rimbalzi di media, al confronto il primo anno di Bargnani era da Mvp.

D.: Certo che delusione. Questa estate a Cleveland c’erano tutte le condizioni per diventare The Next Big Thing, invece mi sa che finisce tutto nel gabinetto. Un po’ come sta birraccia che hai preso.. Dion Waiters seleziona i tiri meglio di come tu selezioni le cose da bere.

S.: Non è vero, questa birra è ottima. Sei tu che hai un palato limitato, quasi come i movimenti in post basso di Tyler Zeller. Che poi Bynum non lo capisco: gli danno un mucchio di soldi per giocare a basket, cosa vuole di più? Si mettesse a lavorare in catena di montaggio, il bimbo, allora sì che capirebbe la fortuna che si ritrova!

D.: Ma dai, sei il solito qualunquista. Bynum ha vinto tutto, ha un sacco di soldi e non gli va di fare la comparsa dopo che per anni ha fatto il protagonista. La vita del professionista non è facile. Magari tu stasera hai solo voglia di stare a casa a mangiare pollo fritto e vedere la Ruota della Fortuna in televisione, ed invece ti tocca andare dall’altra parte del paese a giocare a basket. Io firmerei per dover fare sta vita, ma magari c’è gente che se proprio deve rinunciare alla Ruota della Fortuna vuole farlo a certe condizioni.

S.: Cioè stai dalla parte del bamboccio che si comporta male perché non riesce a giocare come faceva tre anni fa?

D.: No, sto dalla parte del ragazzo che vorrebbe ancora essere quello di prima e non può più a causa degli acciacchi fisici. Capita a tutti. Immagina una bella donna che piano piano invecchia. Ci prova, fa lifting, va in palestra, si trucca e usa tutte le creme del mondo, ma non basta a tornare ad essere un fiore. Pensa a Joan Collins. Ecco: Bynum in questo momento è come Joan Collins. Io preferisco come è invecchiata Claudia Cardinale, ma capisco cosa spinge Joan Collins a cercare di sembrare una 50enne nonostante abbia un paio di secoli.

S.: E chi sarebbe la Claudia Cardinale della Nba?

D.: Per esempio Kevin Garnett. Lui a 20 anni era un tipo di giocatore, a 37 è un’altro genere. Corre di meno, salta di meno, cerca di usare il mestiere e l’esperienza. Non segna più come prima e ogni tanto capita che Bargnani lo demolisce, ma lo spirito è sempre quello: non demorde, non molla di un centimetro, non fa un passo indietro e si incazza come una iena se la sua squadra perde.

S.: E comunque a quanto pare c’è la fila per prendersi ancora Bynum. Leggevo qualche giorno fa di 8 squadre interessate! Ok gli Heat, che pur di fermare Hibbert chiederanno anche a Jabbar e Russell di rimettersi i mutandoni, mi va bene i Clippers, che con lui formerebbero un reparto lunghi da paura. Capisco anche i Nets, che hanno perso Lopez per la stagione e provano a metterci una gran bella pezza. Ma i Knicks? C’è bisogno di un altro tipo strano in quella squadra?

D.: Hai detto otto squadre, quali sono le altre quattro?

S.: Non lo so, nell’articolo non lo specificava, ma provo ad indovinare. Sicuramente i Mavericks, che con Dalembert, Blair e Wright hanno tre buoni centri ma nessuno di livello. Poi ci metto i Warriors, che con lui accanto a Lee e Bogut farebbero una signora frontline. Penso anche ad Atlanta, che ha perso Horford, e alla fine gli Spurs, che con lui al posto di quei due sarchiaponi di Ayres e Baynes sarebbero pronti per l’assalto finale all’anello.

D.: Il problema è quanto si è disposti a rischiare di ritrovarsi in campo un giocatore che ha la testa alla Ruota della Fortuna, uno che chiama una vocale invece della palla..

S.: Miami mi sembra quella che ha meno da perdere, al massimo lo mette accanto a Greg Oden nel settore grandi invalidi della American Airlines Arena..

D.: Io dico che alla fine il buon Bynum si riesce a vedere tutte le puntate della Ruota della Fortuna, pure le repliche..

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