Storie Nba: Mike Sweetney, un giramondo con la bilancia in mano

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Culture e luoghi diversi, ma il sogno nel cassetto di tornare nella massima competizione americana che rimane sempre lì, nascosto da qualche parte nei suoi 134 chili.

Dal 2009, però, la sua vita è cambiata: un nuovo stile alimentare e di approcciarsi alla vita di tutti i giorni per provare a tornare a calcare i campi Nba.

Nel primo match di pre-season Boston – Raptors, Mike ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti: “Sto provando a trovare una condizione di forma accettabile, ho lottato molto nella mia carriera per questo problema e il mio peso è sempre sceso e salito. Ci sto lavorando, sto cercando di diminuire di peso e mantenerlo costante”.

Mike Sweetney ha commentato che il suo peso, in ogni caso, è diminuito rispetto al suo primo allenamento in maglia C’s. In realtà, non si è ancora certi che il suo impegno e la sua volontà di perdere chili siano sufficienti per convincere i Celtics a trattenerlo nel proprio roster per la stagione regolare.

Il cambio della propria dieta e dello stile alimentare, però, è qualcosa che va oltre la pallacanestro.

Ventinove anni lottando con il proprio peso non sono pochi, anzi.

Un combattimento che è diventato più difficile dopo la sua stagione da rookie con i Knicks, quando la morte del padre l’ha profondamente colpito.

Lo stesso Sweetney ha affermato come la morte del padre l’ha profondamente segnato, trascinandolo in un pericoloso vortice di depressione. Fin da subito, Mike ha ricevuto aiuto e ha provato in tutto questo tempo a combattere per raggiungere i suoi obiettivi.

Grazie all’aiuto della moglie, che ha frequentato la scuola alberghiera, Mike sta seguendo una dieta complessa che, tra tabelle nutritive e differenziando i vari ingredienti, è ormai parte della sua vita di tutti i giorni.

“Ho dovuto modificare tutta la mia dieta”, dice Sweetney, che continua: “Dopo aver visto lo show Food, Inc non conoscevo assolutamente tutte quelle cose: ad esempio andavo al supermercato a comprare il pollo e pensavo che fosse un cibo adatto alle mie esigenze, ma non avrei mai pensato tutti gli ormoni e gli steroidi che ci sono al suo interno”.

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Il discorso di Mike Sweetney si sposta anche sull’importante tematica dell’obesità, che in America ha preso piede in modo pericoloso: “Ecco spiegato il motivo per cui l’obesità dei bambini in America cresce, sopratutto per via dell’assunzione inconsapevole di steroidi”; prosegue Mike: “Ci sono ancora dei piccoli dettagli a cui devo prestare attenzione e che servono a modificare la mia dieta, anche se è difficile, perché devo togliere dalla mia alimentazione la maggior parte dei cibi salati e succhi di frutta, bevendo solo grandi quantità di acqua.”

Anche se Mike non dovesse essere confermato nel roster di Boston, non rinuncerà al suo sogno di rimanere in Nba: d’altronde, non ci sono grandi difficoltà dove c’è una forte volontà. E allora forza, Mike.

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