Trash Tattooing: i tatuaggi peggiori della NBA – Parte II

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hoopsvibe.com Dopo la prima puntata che potete trovare qui, continuiamo con la seconda e ultima parte della classifica dei 15 peggiori tatuaggi degli ultimi anni, includendo giocatori in attività e ex-atleti.  

7 – Stephon Marbury

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Ci eravamo lasciati con i polpacci di Wilson Chandler infestati dai cartoni animati, per riprendere la classifica invece torniamo ai piani alti del corpo, più precisamente sulla testa. Sì, perchè Stephon Marbury, oggi idolo dei cinesi (5 apparizioni al CBA All-Star Game e 2 titoli, e nel caso ve lo stiate chiedendo, sì è  ancora in attività), ieri idolo dei newyorchesi sponda Knicks, può “vantare” sulla sua pelata un caso di self-branding. Il simbolo della Starbury, sua attività di produzione di sneakers, è impresso indelebile sulla tempia sinistra,  a simboleggiare la difficoltà di saper gestire un talento debordante con così poco cervello.  

6 – Dennis Rodman

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Molti di voi saranno sorpresi di non trovare The Worm nelle primissime posizioni, ma a dirla tutta, il nostro Dennis non ha così cattivo gusto nei tattoos. Però, caro ex-Mr. Ciccone, forse sono un po’ tanti (tralasciando l’imbarazzante look della foto), serviva proprio la simpatica ragazza sulla schiena (vi lasciamo qui il link, a vostra discrezione aprirlo o meno…)? Valli a spiegare ai nordcoreani…  

5 – JR Smith

Dime Magazine
Bad Boy per eccellenza, voce importante in ogni spogliatoio che ha frequentato, sorella pronta a prendere a pungi chiunque sia contro gli Smith’s. JR Smith ha anche lui il corpo costellato di tatuaggi (dopo i 70 ammette di aver perso il conto), ma uno in particolare lascia decisamente perplessi, ovvero quello sul pettorale destro, che recita “Mama’s Boy“. Per aggravare la situazione, anche delle colombe intorno. Non fosse così cattivo, sarebbe il bersaglio di ogni compagno di squadra, ma noi ci sentiamo di bocciare il tauaggio della Signora Smith, che guarda il suo figliuolo con aria fiera.  

4 – Chris Andersen

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Qui si parla di un tatuaggio mobile, neanche il collo è stato risparmiato dall’inchiostro da Chris Andersen, ora free agent in cerca di contratto e prima perno difensivo degli Heat (oltre che di Nuggets e Hornets). Ed è proprio il tatuaggio “Free Bird” a dare il quarto posto nella nostra graduatoria a Birdman, il quale simboleggia l’intera vita (cestistica, ma soprattutto fuori dal campo) del centro originario di Long Beach. Da notare l’evoluzione della figura di Andersen, che passa da essere un sempilce studente di Fayetteville ad un gangster della Florida: non ci sbilanciamo, ma le droghe assunte potrebbero avere in qualche modo influito…  

3 – Kenyon Martin

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Sul gradino più basso del podio, non potevano mancare le labbra tatuate sul collo di Kenyon Martin, dedicate alla ex-fidanzata Trina, mollata poco prima del possibile matrimonio. “Sfortunatamente” oggi non è più possibile ammirare il pezzo d’arte sul corpo di K-Mart, in quanto ha deciso che potessero essere sconvenienti per le sue future compagne e l’ha fatto rimuovere. Tuttavia ha ben pensato di rimediare con la faccia del figlio spaventato, che potete vedere in basso: bello il gesto, peccato se lo sia inciso esattamente sopra una vecchia cicatrice, che rende deforme il nasino del povero figlio.
NBA.com
 

2 – Brad Miller

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Centro muscolare che ha fatto le fortune di Kings e Buls, ex All-Star, Brad Miller ha voluto entrare nell’olimpo dei peggiori tatuaggi con un disegno che definire imbarazzante sarebbe riduttivo. Immaginate le risate che i centri avversari si facevano, scorgendo Scrappy-Doo sul bicipite destro di Miller: avete letto bene, Scrappy-Doo, il fidato amico di Scooby-Doo. Immaginate questo, insieme agli orribili cornrows alla Iverson che ha sfoggiato in alcune partite, durante la sua permanenza ai Kings, e avrete un quadro sconcertante.  

1 – Robert Swift

Inaspettato come una firma di LeBron ai Cavaliers, ecco al primo posto della nostra classifica Robert Swift, scelto alla 12 da Seattle nel Draft 2004, proveniente direttamente dalla High School. Il ragazzo era promettente, uno dei migliori talenti liceali degli USA e si presentava così:

Seattle Times
In circa 5 anni è diventato questo:
Seattle Times
Sì, le uniche cose rimaste uguali sono lo sfondo e la canotta SuperSonics. Il talento cestistico non è mai esploso, a differenza della ragione del nostro Robert, anzi forse è andato addirittura peggiorando rispetto al suo esordio, anche a causa di un legamento del ginocchio saltato in pre-season nel 2006. Una serie di tatuaggi rivedibili (il mirino sul braccio destro, un disegno incomprensibile poco più in alto con la scritta  “Just Believe” (bastasse solo questo caro Bob…), per un totale di 154 ore di lavoro, per ridisegnare il look di uno dei giocatori più incomprensibili della NBA dell’ultimo decennio.

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