Tristan Thompson rivela come fa a dominare sotto le plance

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Tristan Thompson è stato un elemento fondamentale per la corsa al titolo dei Cavaliers lo scorso anno, dopo una free agency molto turbolenta poiché chiedeva – secondo la dirigenza – troppi soldi per l’estensione contrattuale.

La sua energia sotto rimbalzo gli permette di consegnare ai suoi compagni molte seconde, o terze, opportunità in più: ora come ora guida tutti i giocatori rimasti in corsa per rimbalzi offensivi, con quasi 5 carambole conquistate sotto il canestro avversario.

Ovviamente tutto ciò non è un caso, anzi è dato da uno studio meticoloso del #13 dei Cavs: “Se uno tira dall’angolo, se sbaglia, il 70% delle volte finisce dalla parte opposta, mentre nel 30% dei casi finisce nel centro dell’area”, ha detto il lungo a Chris Fedor di Cleveland.com. “Quindi è tutta una questione di percentuali e di osservare (o, meglio, studiare) i tiri dei tuoi compagni lungo tutta la partita”.

Per il centro canadese, Channing Frye e JR Smith sono degli esempi perfetti per lavorare sulla situazione a rimbalzo derivante dai loro tiri. “Per esempio, Frye quando tira ha una parabola molto alta quindi è probabile che se sbaglia il rimbalzo cadrà nei pressi dell’anello. Al contrario JR Smith ha una parabola più piatta e, se sbaglia, probabilmente il rimbalzo sarà lungo. Bisogna conoscere i propri compagni”, ha continuato la scelta #4 del 2011.

Ha concluso dicendo: “Spero sempre che segnino ogni tiro, però se non succede dico loro ‘Non preoccupatevi, c’è una buona possibilità che prenda quel rimbalzo offensivo'”.

Thompson sarà ancora più determinante nella prossima serie, sia essa contro gli Wizards, oppure contro i Celtics, che ora guidano 3-2 sui capitolini: Washington è la quartultima squadra in NBA per rimbalzi difensivi, mentre Boston è addirittura ultima.

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