Udonis Haslem, da un Crowder all’altro

Il curioso viaggio di Haslem, che da giovane giocò ed imparò da Corey Crowder ed ora insegna al figlio Jae.

di Ario Rossi

I Miami Heat sono ad un passo dal ritorno alle NBA Finals per la prima volta dal 2014 e per la sesta volta in assoluto. Chi c’era in ognuno di questi viaggi e c’è tuttora? Udonis Haslem, certamente.

UD è la voce saggia del gruppo, è il veterano che serve in ogni spogliatoio, la cosiddetta “chioccia”. E nell’ultimo periodo Haslem sta prendendo sotto la sua ala Jae Crowder.

Ma chi ha fatto diventare Haslem quel tipo di persona e quel tipo di leader? Corey Crowder, padre di Jae. Infatti, 18 anni fa Haslem andò undrafted e, nonostante una buona pre-stagione con gli Hawks, non venne confermato da Atlanta. Non perse tempo e si accordò per giocare una stagione in Francia, a Chalon, dove chiuse vicino ad una doppia doppia di media con 16.1 punti e 9.4 rimbalzi.

“Se Corey Crowder non ci fosse stato a quel tempo, io ora non sarei qui. Non sarei durato e avrei rovinato tutto quello che è arrivato dopo”, ha detto tranquillamente Haslem qualche giorno fa.

Durante quei nove mesi in Francia, UD perse oltre venti chili – si presentò con 140kg sulle spalle – e si pose un unico obiettivo: giocare in NBA, possibilmente per la squadra della sua città, i Miami Heat. Lui che aveva appena finito un quadriennio con i Florida Gators.

In una recente intervista con Tim Reynolds di AP News, proprio Corey Crowder – che ora vive a circa due ore di auto da Miami e dalla “bolla” di DisneyWorld – ricorda quei mesi con il giovane Haslem. “Voleva allenarsi e giocare con le riserve, per aver modo di affrontare sempre i titolari, i più forti. E ci batteva costantemente, quasi da solo”, ricorda Crowder senior. “Aveva quel qualcosa in più, quel carattere che non tutti hanno”.

“Una volta ero a Salt Lake City a vedere Jae (allora giocava per i Jazz, nda) proprio contro Miami. Appena UD mi vide, venne da me e mi abbracciò. Poi Haslem chiamò Dwyane Wade, mi presentò e disse che senza di me non sarebbe mai arrivato in NBA. Fu un complimento magnifico, capii che quello che feci durante quell’anno in Francia non lo facevo solo per me, ma lo feci pure per lui. Fu assai gratificante”, ha rivelato Corey Crowder.

E la parola poi passa al figlio, arrivato agli Heat con una trade incredibile con Memphis a febbraio, nella quale è arrivato anche un certo Iguodala: “Essere in spogliatoio con UD ed ascoltare le sue parole, cercando di crescere con lui, parlandogli e confrontandosi, è davvero molto appagante. Ed è pazzesco sentire quanto mio padre lo ha aiutato in quella stagione. Si sta chiudendo il cerchio per me e per la mia famiglia, e mio padre adora  tutto ciò”, ha concluso il #99 degli Heat che è in  scadenza a fine stagione.

Haslem è alla sua 17esima stagione NBA ma non ha intenzione di smettere, anche se il suo contratto è in scadenza. È però probabile che si ritirerà, anche se resterà con un altro ruolo, come assistente oppure nella dirigenza.

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