Ujiri nuovo GM ai Raptors. E Bargnani che fine farà?

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Photo: raptorsrepublic.com

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Dopo mesi di ammiccamenti, frasi dette a mezza voce e varie smentite di rito, il corteggiamento dei Toronto Raptors ha avuto finalmente successo. Masai Ujiri è il nuovo g.m. della franchigia canadese. Il general manager prende il posto di Bryan Colangelo, che resterà ai Raptors come presidente ma non interferirà sulle decisioni tecniche.

Si tratta di un ritorno a Toronto per il g.m. quest’anno premiato come “Manager of the Year” dalla NBA per l’ottimo lavoro svolto nel corso della passata stagione coi Denver Nuggets.  Ujiri infatti aveva lavorato in Canada per tre anni fino al 2010, come assistente general manager. Nel corso della conferenza stampa di presentazione all’Air Canada Centre, Masai non si è nascosto, ma anzi ha alzato decisamente l’asticella dichiarando come l’obiettivo sia quello di competere per la vittoria nel più breve tempo possibile.

A dir la verità, l’obiettivo ad oggi sembrerebbe decisamente improponibile, tuttavia non impossibile. Il g.m. può infatti contare su un’ossatura di qualità, ma dovrà comunque rimboccarsi le maniche da subito per riuscire nell’impresa, considerando che la squadra non vede la post seasons da ben cinque stagioni di fila.

Significative le parole del primo general manager africano (nato in Nigeria), nei quattro principali sport americani: ” Amo questo club, sono motivato ed entusiasta di essere qui. È una tappa della mia carriera che ho sempre sognato di vivere.  Serviranno pazienza e determinazione. Dovremo cercare di trasmettere alla squadra il desiderio di vincere “.

Poi un pensiero anche per i Nuggets che gli hanno permesso di poter tornare nella franchigia che l’ha lanciato nel mondo NBA: ” Lasciare Denver è stata una decisione difficile, come del resto è stato facile scegliere di tornare a Toronto. Sono molto soddisfatto, e ringrazio i Raptors per avermi concesso questa opportunità “.

Sulla scrivania di Ujiri ci sono già un paio di fascicoli che scottano. Una delle prime decisioni sarà quella relativa al coach Dwane Casey, sotto contratto coi Raptors per un altro anno.  Da questo punto di vista il nuovo general manager è stato molto preciso nelle sue affermazioni precisando “Come ad oggi non ci siano motivi per non confermare il tecnico per la prossima stagione. Ci siederemo a un tavolo e cercherò di capire la filosofia di Casey, poi anch’ io esporrò il mio pensiero al nostro coach e gli spiegherò quali sono i cambiamenti da apportare “.

La grana più grossa però, è sicuramente quella relativa al futuro di Bargnani. Tutti, tifosi, dirigenza, e lo stesso Mago si domandano se il futuro del romano sia ancora in quel di Toronto o se invece è arrivato il tempo dei saluti.

A tal proposito bisogna partire da una certezza. I Raptors hanno superato il limite della luxury tax: quindi spetterà ad Ujiri fare le giuste considerazioni e decidere quale ingaggio tagliare tra quelli più onerosi.

” Ci sono dei buonissimi elementi in questo roster  e anche dei giocatori eccezionali. Poi ci sono degli aspetti da correggere ” ha detto il manager, che incalzato sul Mago ha avuto parole al miele nei suoi confronti:  ” La mia personale opinione su Bargnani è che sia una delle migliori ali tiratrici di tutta l’NBA e che ogni allenatore pagherebbe per avere in squadra un giocatore come lui “.

Questa dichiarazione sembrerebbe non lasciare dubbi sulla permanenza del Mago in maglia Raptors. In realtà tali parole vanno soppesate ed analizzate. Il mercato NBA è alle porte, ed un abile venditore deve sempre saper pubblicizzare la propria merce.

Tradotto in italiano, Ujiri potrebbe anche aver fatto astutamente queste affermazioni nella speranza di arrivare al mercato in una posizione di forza, per imporre ai vari acquirenti, la trade più vantaggiosa alla compagine canadese. Non va dimenticato che la stagione appena trascorsa è stata nettamente la peggiore stagione della carriera americana di Bargnani.

Tra infortuni, ricadute, pessime prestazioni ed altro, quest’anno all’Air Canada Centre, per la prima volta, non sono mancati sonori fischi in direzione del Mago, spesso anche del tutto immeritati.

Dunque, a mio avviso tali dichiarazioni sono da prendere con le molle e non devono per nulla sorprendere. Ujiri, nonostante la giovane età, ha dimostrato coi fatti di saper fare piuttosto bene il suo lavoro, ed il riconoscimento ricevuto quest’anno lo dimostra.

Detto questo, proviamo a divertirci: quali potrebbero essere le franchigie interessate ad una trade per Bargnani?

Nei mesi scorsi si parlava insistentemente dei Chicago e dei Lakers.

Nel primo caso la trade avrebbe mandato Boozer in Canada, portando il Mago a giocare accanto a Noah. Non sarebbe per niente male come soluzione, dato che la presenza del francese sotto canestro, libererebbe un po’ il romano dalle solite mansioni difensive, che lo vedono maledettamente carente soprattutto nei rimbalzi. Avrebbe decisamente più raggio di tiro e libertà di muoversi dentro fuori dal pitturato. Senza contare che in squadra si ritroverebbe Rose, fenomeno nel far collassare le difese avversarie su di se e scaricare sull’uomo libero che segue a rimorchio o pronto per il piazzato,  così come troverebbe il Beli. Avere in squadra una faccia amica, un punto fermo, potrebbe essere davvero utile per Bargnani che in questi anni ha sempre dimostrato di soffrire l’inserimento nel gruppo.

Analogo discorso per i Lakers. Lo scambio Gasol-Bargnani, che mesi fa sembrava molto più fattibile, sarebbe decisamente favorevole al Mago, che così arriverebbe in  una franchigia storica, tra le più affascinanti e vincenti, con la presenza, scusate se è poco, del Black Mamba.
Adesso sinceramente nutriamo più di un dubbio sulla riproposizione di questa trade. Lo spagnolo, grande amico di Bryant che nello spogliatoio qualcosina conta, nelle ultime partite di Regular season si è decisamente ripreso tornando ai suoi livelli con regolarità. Difficile credere che possa essere sacrificato per il romano. E poi ci sono sempre le grane Howard e D’Antoni. I due,  che non hanno nascosto di avere un astio reciproco, per diversi motivi sono ancora lontani dalla conferma in gialloviola. Il centro diventa free agent e non ha ancora sciolto i dubbi sul suo futuro che comunque potrebbe essere legato a quello del coach. D’Antoni non ha convinto la dirigenza, l’annata è stata deludente, e l’allenatore è sembrato anche aver perso il controllo dello spogliatoio per i dissidi coi i vari Howard, Gasol e Bryant.

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Ad oggi l’ipotesi più suggestiva anche se difficilmente percorribile, è quella che porta ad Indianapolis. Si parla sottovoce di un possibile scambio con West, che ha ormai superato la soglia dei trent’anni. David West è un giocatore di grande carisma, ad Indianapolis lo adorano però, per puntare al titolo, sanno bene che è il ruolo su cui intervenire. L’idea, secondo gli esperti, è quella di percorrere l’ultimo step. Gli ultimi playoff hanno dimostrato che la squadra c’è e sono maturi i tempi di ambire a qualcosa d’importante. Bargnani potrebbe essere il tassello giusto. Hibbert quest’anno ha dimostrato di essere davvero devastante sotto canestro, con Andrea formerebbero senza dubbio una delle più forti coppie di lunghi della NBA, con il primo a dominare il pitturato ed il secondo a sparare dalla lunga distanza. Staremo a vedere, difficile, se non praticamente impossibile, che si realizzi lo scambio anche perchè i Pacers non hanno molto da offrire ai Raptors.

Ad ogni modo, per sapere cosa ci riserverà il mercato, occorre soltanto aspettare. La speranza è che possa davvero concretizzarsi questa possibilità, perché il Mago se la merita: crescere come uomo e risorgere come giocatore per lottare per il titolo.

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Sergio Lombardo

 

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