Vite da NBA: Andrew Wiggins, storia di un predestinato

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espn.com Fama, attenzioni mediatiche, interviste, pressioni: tutti aspetti che per un giocatore arrivano, se arrivano, dopo qualche anno tra i professionisti, dopo che si è già qualcuno. O meglio, per la stragrande maggioranza dei giocatori: per una ristretta cerchia di questi però tutto questo arriva molto prima, quando forse non sono ancora pronti. L’esempio che a tutti viene in mente può essere LeBron James, sulle copertine di Sports Illustrated già a 16 anni; sulla copertina di SI Andrew ci è andato qualche anno più tardi, a 18 compiuti, ma le pressioni su questo ragazzo non sono state e non sono tutt’ora inferiori a quelle che aveva il Prescelto.

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Ma Wiggins ha già dimostrato di poter convivere tranquillamente con tutto questo: 7 Febbraio 2013, Andrew ha deciso da pochi mesi di riclassificarsi e di entrare a far parte della classe del 2013 e quindi di approdare in NCAA già dalla stagione successiva. Intanto le sue prestazioni nella Huntington Prep School iniziano a far parlare di lui come un futuro fenomeno, con tutti gli scout che lo danno come miglior talento d’annata davanti anche al quotatissimo Jabari Parker; ma come lecito e previsto, molti sono scettici sul futuro e sul gioco di Wiggins, e addirittura Sports Illustrated fa uscire nel suo nuovo numero un articolo pieno di scetticismi sul basket canadese e sulla “Work ethic” di Andrew. Botta apparentemente brutta e pesante per l’immagine di un 17enne che in realtà non è ancora nessuno , soprattutto in relazione al vasto pubblico a cui queste critiche sono esposte. Tra l’altro, quel giorno ha una partita. In una situazione del genere tanti sarebbero scesi in campo “giù”, tristi e demotivati, non Andrew Wiggins. La risposta all’articolo negativo è la seguente: 57 punti, 13 rimbalzi, 4 stoppate, 24/28 dal campo. Facciamo però ora un passo indietro. Andrew Mitchell Wiggins nasce il 23 Febbraio 1995 a Toronto da Marita Payne, due volte medaglia d’argento alle olimpiadi nell’atletica, e da Mitchell Wiggins, ex giocatore NBA. La madre, originaria delle Barbados, ha tutt’ora record imbattuti per quanto riguarda lo sport canadese ed è considerata nel suo stato una delle migliori atlete di sempre. Il padre, Mitchell, ha giocato con Houston e Phoenix in NBA, ma la sua carriera che sembrava essere molto promettente si è conclusa prematuramente e con numerose squalifiche a causa di problemi con la cocaina. Tuttavia Mitchell non ha mai nascosto ad Andrew e ai suoi altri figli i suoi problemi e il suo passato: ” Don’t make the same mistakes I did” è stata la frase che più ripeteva ad Andrew, Mitchell Jr. e Nick quando questi stavano muovendo i primi passi nel mondo dello sport. Anche gli altri due fratelli sono, o sono stati, giocatori di basket: Mitchell si è fermato al College, mentre Nick gioca in Germania. D’altronde, con un pedigree genetico del genere, è difficile non avere risultati sportivi buoni, che tu possa essere talentuoso oppure no. E ad Andrew il talento non manca. ” Tu vuoi sempre che tuo figlio diventi migliore di quanto tu sia mai stato. Questo è quello che abbiamo sempre sognato per i nostri figli, provare ciò che noi abbiamo vissuto, ma ad un livello più alto. Andrew sta facendo quello che abbiamo sognato sarebbe stato in grado di fare. “ Il percorso cestistico di Andrew non è stato però sempre facile e sereno. Il padre lo inserisce nel mondo del basket fin dai 2 anni di età, allenandolo personalmente nei suoi primi anni quando la famiglia vive in Grecia. Tuttavia, il fisico di Andrew non sembra essere perfetto per questo sport: ” A 11 anni era basso, magro, scoordinato “ dichiarò Mitchell Sr.: ” Gli allenatori lo facevano sedere alla fine della panchina, pensavamo avrebbe smesso a 18 anni “. Ma Andrew non si arrende, continua ad allenarsi duramente e ad inseguire quel sogno che al tempo sembrava impossibile. E madre natura, come prevedibile, lo ripaga degli sforzi fatti nei momenti difficili, il fisico inizia a venire su in maniera prorompente e a quello si uniscono un atletismo e una velocità illegali che fanno di Andrew un atleta senza eguali nella sua zona. Beh certo, essere solo atleti non basta, di giocatori atleticamente dominanti che poi si sono persi è pieno il mondo, ma Andrew anche a 16 anni era qualcosa in più di un semplice atleta. “Ci sono un sacco di ragazzi che possono correre e saltare bene, ma non ci sono molti ragazzi che possono correre e saltare bene e pensare a una o due giocate davanti a loro, vederle e capire cosa succederà. Andrew è quel tipo di giocatore” disse il padre qualche anno fa.
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La carriera liceale del giovane canadese inizia proprio in Canada, nella Vaughan Secondary School dove trascorre due anni ottenendo ottimi risultati. Si trasferisce nell’anno successivo alla Huntington Prep School nella Virginia Occidentale, ed è qui che Andrew esplode definitivamente e anche l’interesse per lui aumenta in maniera esponenziale. Nella stagione da Sophomore gioca solo 3 partite chiuse a 25 punti, 13 rimbalzi e 4 stoppate di media, tirando con il 70% dal campo. Le cifre non sono assolutamente esagerate per un giocatore NBA all’High School, ma quello che più attrae gli scout è il suo gioco, i suoi margini miglioramento: quello che può diventare. La seconda stagione di Wiggins alla Huntington Prep è quindi, inevitabilmente, sotto la luce dei riflettori; tutti gli scout lo danno come un Top Prospect e se ne inizia a parlare anche lontano dagli States e dal Canada. Quindi, come per tutti, iniziano i paragoni con i grandi del passato. I paragoni non sono mai gradevoli, soprattutto per quanto riguarda ragazzi cosi giovani. Innanzitutto, non sono mai esistiti due giocatori uguali nella storia del basket, e ognuno, a prescindere da doti fisiche e atletiche, deve sviluppare un proprio gioco. Paragonare un ragazzo promettente ad una leggenda costringe, invece, questo a portare dietro di sé un’ombra, che quasi lo obbliga ad arrivare ad un livello a cui la gente pensa debba arrivare. Per fare un esempio che renda perfettamente l’idea, i paragoni continui con Jordan ad inizio carriera potrebbero non aver fatto troppo bene a Carter. Il paragone più usato per quanto riguarda Andrew è Tracy McGrady, alla fine neanche troppo impegnativo ma comunque importante, mentre altri più coraggiosi si avventurano in raffronti con LeBron James (che però verranno abbondonati dopo il diverso sviluppo del fisico di Wiggo). La stagione di Wiggins è ottima e gli scout diventano sempre più folli del talento canadese, tutte le università lo cercano e tutti lo danno come assoluto miglior talento della classe. È decisamente il prospetto liceale a ricevere più attenzioni e aspettative dai tempi di LeBron. La scelta del college ricade su Kansas. Viene accolto come pochi altri giocatori nella storia dell’NCAA, Sports Illustrated gli dedica una copertina e in generale la sua stagione è una delle più attese degli ultimi tempi. Tutti o quasi si aspettano grandi cose. A questo punto le prestazioni sarebbero state relative, il rendimento suo e degli altri prospetti sarebbe stato molto relativo rispetto alla sua posizione al Draft. Andrew era arrivato ad un tale livello di fama e popolarità che sarebbe stato, comunque ed inevitabilmente, la prima scelta al Draft. Anche se soprattutto gli scout e gli esperti del settore non si aspettano una super stagione da Wiggins; talentuoso come pochi, ma di giocatori di quel tipo dominare in NCAA, tra l’altro a 18 anni e da freshman, se ne son visti pochi. La stagione alla fine è discreta, ma le critiche di chi si aspettava subito i fuochi d’artificio sono inevitabili; critiche che però si placano per qualche giorno dopo una fantastica e irreale prestazione da 41 punti, 8 rimbalzi, 4 stoppate e 5 rubate contro Virginia State. Dopo qualche giorno, Kansas viene prematuramente eliminata dalla March Madness, e ripartono critiche e dubbi sul giovane canadese.

La sua avventura si chiuderà qui, come previsto, dopo una sola stagione a 15.3 punti e 4.3 rimbalzi di media.

La prima scelta al Draft la ottiene a sorpresa Cleveland, che seleziona naturalmente Andrew.

Un coach giovane e nuovo, una squadra piena di superstar giovani con una delle prime scelte più attese degli ultimi anni e in generale un contesto senza aspettative che può crescere insieme senza troppe pressioni. Cleveland è diventata una delle realtà più intriganti della lega, cosa ci può essere di più intrigante? Il ritorno di LeBron James E questo cambia un attimino le cose.

LeBron nelle cinquanta interviste dopo l’annuncio del “ritorno a casa” non fa mai il nome di Andrew, che viene scambiato qualche settimana dopo per Kevin Love. I Timberwolves sono più o meno quello che erano i Cavs prima dell’arrivo di LeBron: tanti ragazzi giovani, nessuna aspettativa da Playoff, quasi nessuna pressione. Per Andrew è un ottimo, ottimo posto per crescere e per svilupparsi, forse anche meglio rispetto a Cleveland. E ovviamente, Wiggins è il rookie più atteso di tutta l’NBA.

23 Febbraio 2015.

Andrew Christian Wiggins compie oggi 20 anni. Il suo percorso nell’NBA è appena iniziato, non senza dubbi (iniziali) e non senza complimenti e aspettative. Nel suo palmares ha già 3 premi di “rookie del mese” , l’MVP del Rising Star Challenge e l’ormai imminente e scontato premio di Rookie of the Year, tappa obbligata e riconoscimento importante per chi si vuole iscrivere alla storia di questo sport. A 20 anni può diventare tutto ed il contrario di tutto. Può diventare il giocatore più forte della lega come può diventare un bust, una delusione. E adesso sta a lui dimostrare che tutte le aspettative, le pressioni e le esaltazioni sono giustificate, sta a lui dimostrare di poter diventare quello che tutti si aspettano possa diventare. Good Luck Andrew!

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